I procedimenti corretti per il recupero di crediti nell'ambito dell'Unione Europea: dall'ingiunzione di pagamento europea al titolo esecutivo europeo

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Vediamo quale sarebbe il procedimento corretto per il recupero di crediti transfrontaliero nell’ambito dell’Unione Europea: vi spieghiamo come funziona l’ingiunzione di pagamento europea.

Le procedure legali riconosciute per il recupero crediti transfrontaliero nell’ambito dell’Unione Europea sono le seguenti:

  • titolo esecutivo europeo
  • ingiunzione di pagamento europea
  • controversie di modesta entità

Qualora un credito da recuperare non superi i 2000 euro è possibile attivare il procedimento europeo per le controversie di modesta entità.

Se si ritiene però che il debitore non contesterà il credito, si può ricorrere anche al titolo esecutivo europeo o all’ingiunzione di pagamento europea.

È importante sapere che il titolo esecutivo europeo nasce come procedimento nazionale (un giudice ha già pronunciato una decisione contro terzi) e solo dopo diventa un procedimento europeo inteso ad agevolare l’esecuzione di quella decisione giudiziaria in un altro Stato membro. L’ingiunzione di pagamento europea, invece, è sin dall’inizio un procedimento europeo.

Se l’obiettivo, invece, è intentare causa contro una persona che risiede in un altro Stato membro, è forse più semplice fare domanda di ingiunzione di pagamento europea potendosi avvalere di moduli e informazioni direttamente nella propria lingua. Se invece esiste già una decisione giudiziaria contro il debitore, allora il titolo esecutivo europeo è probabilmente lo strumento migliore.

Vediamo, però, nel dettaglio il procedimento che più ci interessa, ovvero l’ingiunzione di pagamento europea.

Ingiunzione di pagamento europea

È un procedimento previsto per le controversie transfrontaliere aventi ad oggetto somme di denaro e fa uso di moduli standard, ma non presuppone che un giudice nazionale si sia già pronunciato nel merito.

Il procedimento prosegue fino all’eventuale opposizione del debitore, nel qual caso non si tratta più di un credito non contestato e si può passare al rito ordinario secondo le norme di procedura civile interne dello Stato membro da cui è partita l’ingiunzione di pagamento.

La domanda di ingiunzione di pagamento europea va presentata compilando il modulo A allegato al regolamento e scaricabile in tutte le lingue ufficiali dell’Unione da questo sito.

La domanda deve riportare il nome e l’indirizzo delle parti (ricorrente e convenuto) e una descrizione del caso, deve dimostrare che la controversia è di natura transfrontaliera e descrivere le prove a sostegno della domanda.

Il giudice dovrà allora esaminare il fondamento della domanda e, se il modulo è corretto e se avrà ricevuto gli eventuali complementi di informazione richiesti, emetterà l’ingiunzione di pagamento europea entro 30 giorni.

A questo punto l’ingiunzione di pagamento sarà notificata al convenuto che potrà pagare l’importo richiesto oppure contestarlo presentando opposizione all’ingiunzione entro 30 giorni.

Per presentare opposizione, il convenuto può servirsi del modulo F (allegato VI), che gli viene consegnato unitamente all’ingiunzione di pagamento. Nell’opposizione, il convenuto indica che contesta il credito senza essere tenuto a precisarne le ragioni.

In tal caso, il procedimento proseguirà dinanzi al giudice civile ordinario secondo le norme di procedura interne.

In caso di mancata opposizione, l’ingiunzione di pagamento europea diviene automaticamente esecutiva.

L’esecuzione in un altro Stato membro può essere rifiutata solo se incompatibile con una decisione anteriore riguardante le stesse parti, pronunciata nello stesso Stato membro.

Il ricorrente dovrà allora inviare una copia dell’ingiunzione di pagamento europea, corredata eventualmente di una traduzione, alle autorità competenti dello Stato membro in cui viene richiesta l’esecuzione (ovvero quello in cui è domiciliato il debitore o nel quale possiede dei beni).

Per ulteriori informazioni si veda qui.

23 Agosto 2015 · Andrea Ricciardi

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Stai leggendo I procedimenti corretti per il recupero di crediti nell'ambito dell'Unione Europea: dall'ingiunzione di pagamento europea al titolo esecutivo europeo Autore Andrea Ricciardi Articolo pubblicato il giorno 23 Agosto 2015 Ultima modifica effettuata il giorno 6 Giugno 2018 Classificato nella categoria recupero crediti all'estero Inserito nella sezione recupero crediti

Commenti e domande

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  • Anonimo 7 Giugno 2019 at 15:59

    Ho ricevuto anche io pochi giorni fa una richiesta di pagamento da un avvocato croato di Pula di € 250 per un parcheggio non pagato a Dubrovnik nel 2011. Era la la prima comunicazione che ricevevo (ma in questa facevano riferimento a una comunicazione precedente che non mi era mai arrivata). E non avevano neanche messo a suo tempo la notifica del mancato pagamento sul parabrezza.

    Ho chiesto consiglio al mio avvocato e anche alle forze dell’ordine. Alla fine un comandante dei carabinieri si è offerto di scrivere per noi una semplice mail in italiano in cui chiedeva di verificare le notifiche precedenti perché non erano mai arrivate e l’avvocato ci ha risposto di aver fatto un errore tecnico e di considerare la pratica annullata.

    • Simone di Saintjust 7 Giugno 2019 at 17:03

      Grazie per il contributo, tanto più prezioso quanto frutto di esperienza vissuta.

  • Anonimo 28 Maggio 2019 at 13:29

    Fate attenzione al recupero crediti provenienti da ppula o pola Croazia specie per i divieti di sosta sono una truffa non pagate si legge solo la targa della macchina non rispondono al recapito telefonico non fate nessun ricorso buttate i soldi