La questione delle richieste di pagamento per parcheggi privati non pagati in Croazia nel dettaglio

Vi raccontiamo brevemente la spinosa questione dei decreti ingiuntivi arrivati a cittadini italiana a causa di parcheggi privati non pagati in Croazia.

Quella che ci apprestiamo ad illustrare è una spiacevolissima situazione capitata a molti turisti italiani in seguito ad una vacanza in Croazia.

Come accennato nel paragrafo precedente, molti cittadini italiani si sono visti recapitare a casa una specie di decreto ingiuntivo nostrano, più precisamente un decreto di esecuzione, per ipotetici parcheggi privati non pagati in Croazia.

Il documento si presenta con un cordoncino con i colori della bandiera croata, e prevede l'esecuzione sui beni mobili. Al decreto, come si legge, è possibile fare opposizione entro 8 giorni dal ricevimento.

Nel documento, non viene però citato nessun tribunale specifico nel quale questa esecuzione sia stata trattata. 
A quanto pare si tratta di un notaio, e per la legge croata dovrebbe essere sufficiente.

Spulciando sui vari forum in rete si evince che gli avvocati che hanno promosso il decreto di esecuzione presso il notaio, sono spesso citati in relazione a richieste di denaro in seguito a multe in varie città croate.


Pare, infatti, che alcuni avvocati croati acquistano dai comuni multe a prezzo irrisorio perché difficilmente esigibili, gonfiando la cifra provando a riscuotere.


Ma in questo caso c'è dell'altro. Si passa da un mancato pagamento, molto esiguo, ad un decreto di esecuzione, per somme molto più cospicue, ben diciotto mesi dopo.

In realtà, dal punto di vista normativo sarebbe stato valido il Procedimento europeo di ingiunzione di pagamento Regolamento CE 1896/2006. Ma non si tratta di questo.

Si fa riferimento nel decreto del notaio ad una legge sulle esecuzioni.

Dunque, quello che più colpisce è l'assenza di riferimento normativo europeo, ovvero l'impossibilità ad un ricorso nei 30 giorni previsti dalla normativa CE 1896/2006.

Infatti, nel decreto stesso si accenna alla possibilità di ricorso non attraverso il modulo Standard che deve essere consegnato unitamente all'ingiunzione di pagamento europea, ma mediante un non meglio specificato ricorso, motivato, presso lo stesso notaio, ed eseguibile entro 8 giorni.

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Stai leggendo La questione delle richieste di pagamento per parcheggi privati non pagati in Croazia nel dettaglio Autore Andrea Ricciardi Articolo pubblicato il giorno 23 agosto 2015 Ultima modifica effettuata il giorno 6 giugno 2018 Classificato nella categoria recupero crediti all'estero Inserito nella sezione recupero crediti.

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  • Anonimo 7 giugno 2019 at 15:59

    Ho ricevuto anche io pochi giorni fa una richiesta di pagamento da un avvocato croato di Pula di € 250 per un parcheggio non pagato a Dubrovnik nel 2011. Era la la prima comunicazione che ricevevo (ma in questa facevano riferimento a una comunicazione precedente che non mi era mai arrivata). E non avevano neanche messo a suo tempo la notifica del mancato pagamento sul parabrezza.

    Ho chiesto consiglio al mio avvocato e anche alle forze dell’ordine. Alla fine un comandante dei carabinieri si è offerto di scrivere per noi una semplice mail in italiano in cui chiedeva di verificare le notifiche precedenti perché non erano mai arrivate e l’avvocato ci ha risposto di aver fatto un errore tecnico e di considerare la pratica annullata.

    • Simone di Saintjust 7 giugno 2019 at 17:03

      Grazie per il contributo, tanto più prezioso quanto frutto di esperienza vissuta.

  • Anonimo 28 maggio 2019 at 13:29

    Fate attenzione al recupero crediti provenienti da ppula o pola Croazia specie per i divieti di sosta sono una truffa non pagate si legge solo la targa della macchina non rispondono al recapito telefonico non fate nessun ricorso buttate i soldi



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