L'ordine di non pagare l'assegno ha efficacia solo dopo la scadenza

L’assegno è un titolo esecutivo: ciò significa che, se presentato all’incasso nei termini previsti dalla legge e decorrenti dalla data indicata nel modulo, deve essere pagato. Il termine di presentazione è:

  • otto giorni, se l’assegno è pagabile nello stesso comune in cui è stato emesso;
  • quindici giorni, se l’assegno è pagabile in un comune diverso da quello in cui è stato emesso

L’assegno, anche se non presentato nei termini, rappresenta sempre un titolo esecutivo nei confronti del traente (di chi ha emesso l’assegno).

Decorsi i termini di presentazione indicati in apertura dell’articolo, tuttavia, in caso di mancato pagamento per mancanza di fondi, il beneficiario non può più agire nei confronti degli eventuali giranti per ottenere la somma indicata nell’assegno.

Inoltre, solo dopo che siano spirati i termini di presentazione, il traente (colui che ha emesso l’assegno) può dare l’ordine al trattario (Banca o Posta) di non pagare l’assegno e può disporre altrimenti dei fondi senza incorrere nel reato (ormai depenalizzato) di emissione di assegni a vuoto. In mancanza di tale ordine, la Banca può pagare ugualmente l’assegno, anche dopo la scadenza del termine.

Una conferma in tal senso è venuta dalla sentenza numero 15266/14 della Corte di cassazione. Secondo i giudici di legittimità l’ordine di non pagare la somma portata dall’assegno non ha effetto se non dopo che sia spirato il termine di presentazione. Tale norma si interpreta nel senso che prima della scadenza la banca non deve tener conto della revoca disposta dal cliente, dovendo al contrario provvedere al pagamento, se vi sono fondi disponibili.

21 Luglio 2014 · Simonetta Folliero

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Stai leggendo L'ordine di non pagare l'assegno ha efficacia solo dopo la scadenza Autore Simonetta Folliero Articolo pubblicato il giorno 21 Luglio 2014 Ultima modifica effettuata il giorno 21 Agosto 2017 Classificato nella categoria assegni cambiali conti correnti » mini guide Inserito nella sezione assegni cambiali e conti correnti

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  • Cesare Pennucci 10 Dicembre 2019 at 02:41

    La banca è tenuta a pagare un assegno bancario posto all’incasso decorsi sei mesi dalla datazione, quando il traente mantiene il c/c presso l’istituto e non sia pervenuta la revoca al pagamento del titolo.

    • Ludmilla Karadzic 10 Dicembre 2019 at 02:46

      La risposta è affermativa, in linea con il contenuto dell’articolo.