Il cattivo pagatore

Attenzione » il contenuto dell'articolo è poco significativo oppure è stato oggetto di revisioni normative e/o aggiornamenti giurisprudenziali successivi alla pubblicazione e, pertanto, le informazioni in esso contenute potrebbero risultare non corrette o non attuali. Potrai trovare i post aggiornati sull'argomento nella sezione di approfondimento, oppure qui o consultando questa sezione.

Se ritardi nel pagamento delle rate potresti essere considerato un “cattivo pagatore”.

Banche e Finanziarie potrebbero sbarrarti le porte. Se chiedi un prestito e salti il pagamento di qualche rata è molto probabile che tu finisca nel cosiddetto elenco dei cattivi pagatori. In questo elenco sono segnalati i nominativi dei soggetti che hanno avuto problemi nella restituzione dei finanziamenti precedentemente ottenuti, per essere stati completamente o parzialmente insolventi o anche solo per aver ritardato il pagamento di qualche rata.
Ogni volta che chiedi un nuovo finanziamento, la società che dovrebbe erogarlo consulta questi elenchi e, se il tuo nome è stato segnalato, molto probabilmente rigetterà la tua richiesta. Il compito di raccogliere questi dati è affidato alle famose Centrali Rischi, che possono essere pubbliche o private.

Le prime, istituite per legge, sono:

  • la Centrale Rischi della Banca d'Italia, contenente informazioni su mutui, anticipazioni, aperture di credito etc. pari o superiori a 75.000 euro;
  • la Centrale Rischi della SIA (Società Interbancaria per l'Automazione), che detiene informazioni sui debiti fra i 31.246 e i 74.990 euro.

Le Centrali Rischi private, invece, nascono sulla base di accordi tra Banche e Società Finanziarie per raccogliere ed elaborare i dati relativi ad esposizioni anche di poche migliaia di Euro.

In esse sono contenute informazioni riguardanti anche richieste di carte di credito o acquisti di beni al consumo (il televisore, il pc o l'arredamento di casa). Fra le più note oggi operative in Italia vi sono la CRIF, la CTC, e l'Esperian.

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