Omesso versamento IVA - Quando il fatto non costituisce reato

La disciplina tributaria, in tema di omesso versamento dell'IVA, sanziona l'imprenditore che abbia omesso il versamento di tributi dichiarati, senza tuttavia distinguere tra i soggetti che hanno posto in essere tale condotta al solo scopo di appropriarsi di somme sottratte all'Erario e i soggetti che non siano riusciti a fare fronte al debito fiscale perchè privi della necessaria liquidità a causa di difficoltà finanziarie.

La giurisprudenza di legittimità ha fornito indicazioni pratiche per individuare i presupposti per i quali la violazione dell'obbligo del versamento fiscale con costituisce reato: da una parte, la dimostrazione della correttezza della gestione caratteristica dell'impresa e che questa sia stata negativamente condizionata da fattori non controllabili; dall'altra, la dimostrazione della inutilità del ricorso a misure alternative alla gestione caratteristica dell'impresa per fronteggiare la crisi di liquidità.

Il contribuente che invochi la assoluta impossibilità ad adempiere deve fornire la prova della crisi di liquidità della sua azienda, della non imputabilità dello stato di crisi ai suoi comportamenti e che detta situazione di crisi non sarebbe stata altrimenti fronteggiabile tramite il ricorso a comportamenti diversi dal mancato assolvimento dell'onere tributario.

Queste le indicazioni che emergono dalla lettura della sentenza della Corte di cassazione 33021/15.

13 settembre 2015 · Giorgio Martini

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Stai leggendo Omesso versamento IVA - Quando il fatto non costituisce reato Autore Giorgio Martini Articolo pubblicato il giorno 13 settembre 2015 Ultima modifica effettuata il giorno 2 agosto 2017 Classificato nella categoria sentenze e ordinanze della Corte di cassazione in tema di fisco tributi e contributi Inserito nella sezione fisco, tributi e contributi del sito la comunità dei debitori e dei consumatori italiani.

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