Vendite telefoniche - quando la truffa corre lungo i fili del telefono

Nel caso di con­tratti a distanza (quin­di anche di quelli fatti per telefono) la società vendi­trice deve inviare presso l'abitazione del consuma­tore copia scritta del con­tratto.

Dal momento in cui la documentazione arriva all'indirizzo del consuma­tore, questi ha 10 giorni lavorativi per esercitare il diritto di recesso, inviando una raccomandata con ricevuta di ritorno alla sede della società.

ATTENZIONE - anche se il contratto è con­cluso per telefono, per esercitare il diritto di recesso bisogna inviare una raccomandata con ricevuta di ritorno: conservate sempre tutta la documentazione com­presa una copia della lettera inviata.

La documentazione rela­tiva al contratto stipulato verbalmente può sembrare pubblicità; prima di gettarla verificate con i familiari se qualcuno, ricevendo una telefonata, abbia acconsen­tito - magari per cortesia - alle proposte; oppure le abbia accettate pensando che quanto detto per tele­fono non abbia particolare valore.

Se così è, il problema non  si risolve dichiarando che  chi ha accettato il contratto non è titolare dell'utenza telefonica. Il titolare non è vincolato a rispettarlo, ma il suo familiare sì.

Meglio inviare una raccomandata in più per esercitare il diritto di recesso, che trovarsi  con un contratto non voluto.

Per i contratti che riguardano i servizi di telefonia oppure i servizi televisivi, la legge
Bersani (L. 40/2007) consente la risoluzione in qualsiasi momento e senza costi, anche se il contratto prevede diversamente.

Comunicate la risoluzione del contratto con rac­comandata con ricevuta di ritorno: la legge non la prevede, ma la tutela sarà migliore.

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