Mantenimento dei figli - legittimazione a ricorrere del figlio maggiorenne e del coniuge non onerato che con questi convive

Più precisamente, nell'ipotesi in cui sussistano i presupposti per l'assegno di mantenimento, ma il genitore onerato non vi provveda, possono agire in giudizio il figlio maggiorenne o l'altro genitore. In particolare, se il figlio maggiorenne non convive più con il genitore affidatario, è lui l'unico creditore dell'assegno, e quindi l'unico legittimato ad agire per ottenerlo.

Se, invece, il figlio maggiorenne non ha abbandonato la casa familiare e convive con il genitore affidatario, entrambi (genitore affidatario e figlio maggiorenne) sono legittimati a chiedere il mantenimento (Corte di Cassazione - sentenza numero 2934/1999). Il genitore convivente, inoltre, conserva il diritto ad ottenere dal genitore obbligato anche l'assegno di mantenimento per il figlio maggiorenne, a titolo di rimborso di quanto già anticipato. La legittimazione del genitore che convive con il figlio maggiorenne è dunque diversa dalla legittimazione del figlio maggiorenne. La prima è fondata sulla continuità dei doveri gravanti su uno dei genitori nella persistenza della situazione di convivenza, l'altra invece trova fondamento, nella titolarità del diritto al mantenimento.

Comunque, il giudice può prevedere che il genitore onerato versi direttamente l'assegno di mantenimento al figlio maggiorenne e non all'ex coniuge che con il figlio maggiorenne convive, secondo le direttive tracciate dalla Corte di Cassazione.

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