Come ottenere il nuovo ISEE

L'ISEE viene elaborato sulla base dei dati raccolti con la dichiarazione DSU, una sorta di autocertificazione che il contribuente deve compilare e presentare al Comune, ad un centro di assistenza fiscale, direttamente all'amministrazione pubblica alla quale è chiesta la prestazione o all'INPS in via esclusivamente telematica mediante le postazioni informatiche self service presenti presso le sedi INPS o collegandosi al sito Internet creato ad hoc munendosi di PIN, che contiene anche un percorso guida per l'inserimento.

Al momento della presentazione viene rilasciata al richiedente una ricevuta. Scatta poi l'elaborazione dei dati dichiarati e il loro “incrocio” con quelli già presenti negli archivi Inps e Agenzia delle entrate.

L'Isee è poi reso disponibile presso le sedi territoriali dell'INPS, inviato per mail certificata (Pec), se comunicata dal richiedente, oppure sul sito web dell'INPS. Può anche esser reperito, anche telematicamente, presso l'organo a cui è stata consegnata la Dsu, se c'è autorizzazione e consenso del richiedente.

Il tutto dovrebbe concludersi in 10/15 giorni lavorativi dalla presentazione del DSU.

Se dopo 15 giorni il richiedente non avesse ottenuto l'Isee, potrà compilare il modulo integrativo DSU ed ottenere subito una attestazione ISEE provvisoria in attesa di quella definitiva.

Se c'è particolare urgenza perchè sta scadendo il termine per accedere ad una prestazione agevolata è possibile ottenerla con la ricevuta di presentazione della Dsu. Si potrà poi presentare all'ente l'Isee, una volta ottenuto; l'ente può anche acquisirlo, volendo, attraverso il sistema informativo dell'Inps.

L'attestazione viene consegnata al richiedente/dichiarante. Tuttavia anche gli altri componenti del nucleo familiare possono richiederla all'INPS mediante accesso all'area servizi del portale web o tramite le sedi territoriali, e poi utilizzarla per chiedere prestazioni sociali agevolate, nonché agevolazioni nell'accesso ai servizi di pubblica utilità.

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Commenti e domande

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  • Nello Ferrigno 1 ottobre 2017 at 23:48

    Ho una figlia iscritta alla Sapienza a Roma. Lei è nello stato di famiglia della madre con la quale ho divorziato. E’ vero che devo presentare anche il mio Isee? Mi sembra strano perchè è un nucleo familiare completamente diverso da quello della ragazza. Grazie per la risposta.

    • Rosario Scarnecchia 2 ottobre 2017 at 07:01

      E’ necessario il coinvolgimento del genitore non convivente dello studente universitario nella determinazione del nucleo familiare solo nel caso in cui i genitori non siano coniugati, separati o divorziati.

  • Isa78 21 aprile 2015 at 15:32

    Buongiorno, i miei genitori divorziati da diversi anni erano comproprietari al 50% di un’abitazione, utilizzata da mia madre come residenza abituale. Nel 2004 hanno entrambi donato, ognuno per la loro quota la casa a mio fratello, ma mia madre si è riservata il diritto di abitazione sull’appartamento per la quota di sua spettanza pari a 1/2 indiviso.

    Sull’atto è anche riportato che in forza di questa riserva mia madre ha il diritto di abitare l’unità in oggetto limitatamente ai suoi bisogni e che tale diritto non può essere ceduto o dato in locazione.

    Vorrei sapere, ai fini della compilazione della DSU per l’individuazione dell’ISEE, se nella sezione relativa al patrimonio immobiliare, mia madre deve dichiarare l’intero valore dell’immobile o la metà del valore su cui vanta il diritto di abitazione.

    • Ornella De Bellis 21 aprile 2015 at 17:08

      Non è più rilevante il dato storico relativo alla quota di proprietà del 50% dell’immobile successivamente donato.

      Sua madre è titolare di un diritto reale di godimento sul bene. Dunque, va spuntata la casella relativa nel quadro B (casa di abitazione) se sua madre, dichiarante, risiede nella casa a suo tempo donata.

      Altrimenti il bene in oggetto non va indicato, non rientrando nel patrimonio immobiliare di sua madre.

      Naturalmente, il cespite va indicato nel patrimonio immobiliare del nucleo familiare (quota di proprietà al 100%) se suo fratello convive con la madre.

  • morena 20 febbraio 2015 at 12:57

    Buongiorno , ho letto che per una coppia di fatto come la mia il nucleo famigliare è quello dello stato di famiglia : mamma e bambino, perchè il papà è residente altrove e non siamo sposati. Vorrei sapere se a Torino esiste una delibera specifica per cui va considerato anche il padre per fare l’ISEE . Preciso che io sono disoccupata e iscritta al collocomento e la figlia è a carico mio perchè residente con me. Il papà spontaneamente ci regala mensilmente i soldi per le spese cibo e varie , bollette , asilo e paga l’affitto intestato a lui dell’alloggio dove viviamo io e la bimba . Quando compirà 6 anni il bimbo avrà diritto alla mia esenzione E02? Abbiamo diritto alle agevolazioni luce, gas, mensa scolastica ? Può esistere figlio a carico di disoccupato? Gli aiuti del papà vanno inseriti come reddito nell’ISEE? il caf mi chiede tutti i dati (reddito, giacenza media, auto, ecc ecc ) del padre come se fossimo sposati in quanto lui non ha altri figli da altre donne .

    • Ludmilla Karadzic 20 febbraio 2015 at 14:46

      Le regole per la compilazione della Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU) finalizza all’individuazione dell’Indicatore della Situazione Economica Equivalente (ISEE) sono, per fortuna, le stesse su tutto il territorio nazionale.

      Per le prestazioni agevolate rivolte ai minorenni che siano figli di genitori non coniugati tra loro e non conviventi, a partire dal 1° gennaio 2015, va presa in considerazione la condizione del genitore non coniugato e non convivente per stabilire se essa incida o meno nell’ISEE del nucleo familiare del minorenne.

      In pratica, il genitore non convivente nel nucleo familiare, non coniugato con l’altro genitore e che abbia riconosciuto il figlio, ai soli fini dell’ottenimento delle prestazioni agevolate rivolte ai minorenni, si considera facente parte del nucleo familiare del figlio.

      A meno che non si verifichi una delle condizioni che seguono:

      – il genitore risulti coniugato con persona diversa dall’altro genitore;-

      – il genitore risulti avere figli con persona diversa dall’altro genitore;

      – sia stato stabilito con provvedimento dell’autorità giudiziaria il versamento di assegni periodici destinato al mantenimento dei figli;

      – sussista esclusione dalla potestà sui figli o sia stato adottato, ai sensi dell’articolo 333 del codice civile, il provvedimento di allontanamento dalla residenza familiare;

      – risulti accertata in sede giurisdizionale o dalla pubblica autorità competente in materia di servizi sociali la estraneità in termini di rapporti affettivi ed economici.

      Ciò vale per l’esenzione del ticket del bambino, per l’asilo nido e per la mensa scolastica (prestazioni agevolate rivolte al minorenne). Per quanto riguarda invece il bonus luce e gas, il compagno non convivente continuerà ad essere escluso dal nucleo familiare.

      Un soggetto è a carico del genitore se percepisce un reddito annuo uguale o inferiore a 2.840 euro al lordo degli oneri deducibili. Anche se il genitore è disoccupato.

      Gli aiuti del papà non costituiscono reddito per il nucleo familiare del bambino, ma, naturalmente, se depositati in banca, influenzano la giacenza media del conto corrente.

      Per quanto spiegato sopra, e se la prestazione a cui lei vuole accedere con la DSU/ISEE è rivolta a suo figlio, il CAF deve chiedere tutti i dati (reddito, giacenza media, auto, ecc ecc ) del padre. Paradossalmente, proprio perchè il suo compagno non è sposato e non ha altri figli con altre donne, egli forma, anche se non registrato sullo stesso sato di famiglia e limitatamente alle prestazioni agevolate rivolte al figlio minorenne, un unico nucleo familiare con compagna e figlio.

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