La sentenza della Corte di Cassazione numero 8205 del 4 aprile 2013

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Secondo i giudici di piazza Cavour la fase della vendita coattiva, finalizzata all’espropriazione del bene, inizia dopo l’ordinanza che ne stabilisce le modalità e la data e si conclude con il provvedimento di trasferimento coattivo del bene, che segue l’aggiudicazione. Il termine finale per proporre opposizione va individuato non solo fino al momento in cui si dispone la vendita o l’assegnazione, bensì fino a quando (con la realizzazione di tali atti) non giunge a compimento l’iter espropriativo ed, anche dopo l’aggiudicazione dell’immobile, fino a quando non sia intervenuto il decreto di trasferimento rispetto al quale gli atti precedenti assumono mera funzione preparatoria. Difatti, in una interpretazione costituzionalmente orientata dell’art 619 comma l codice di procedura civile, letto in relazione all’articolo 620 codice di procedura civile, non può configurarsi come ostacolo alla opposizione di terzo una retrodatazione del termine processualmente previsto solo a quell’atto-ordinanza che dispone la vendita, che costituisce un momento endoprocessuale, pur rilevante, all’interno della definizione dell’intera procedura esecutiva.

Gli eredi del soggetto a favore del quale il creditore procedente aveva trascritto la nota di pignoramento dell’immobile avevano anche proposto, nel ricorso per Cassazione, il seguente quesito L’errata indicazione, nella nota di trascrizione del pignoramento immobiliare, della persona del creditore procedente costituisce un motivo di nullità assoluta del pignoramento stesso impugnabile con l’opposizione di terzo all’esecuzione ex articolo 619 codice di procedura civile?

Al quesito gli ermellini hanno risposto ribadendo innanzitutto che, come stabilito dalla pronuncia numero 4421/77, l’articolo 2841 del codice civile, pur previsto in tema di iscrizione ipotecaria, è norma a valenza generale, in quanto presuppone inesattezze nel titolo o nelle note che siano fedelmente riprodotte nei registri immobiliari, e trova una “sponda processuale” in tema di pignoramento in quanto alcune inesattezze sugli elementi di cui all’articolo 2841 del codice civile producono nullità qualora esse escludano la possibilità di individuare, con certezza e nonostante l’ordinaria diligenza, quella indicazione.

I giudici della Suprema Corte hanno poi aggiunto che Sia l’ipoteca sia il pignoramento costituiscono vincoli alla libera disponibilità e alla libera circolazione del bene, per cui il terzo acquirente ha la possibilità di svolgere ogni attività processuale inerente al contestato vincolo e subentrare in surrogazione al debitore sottoposto ad esecuzione per farne valere la invalidità.

8 Aprile 2013 · Annapaola Ferri

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  • Anonimo 8 Febbraio 2020 at 00:20

    oggi mi viene notificato il pignoramento del mio conto corrente postale ore 10,21 poco dopo vado in posta e prelevo 3.600 euro ,presumo non sia arrivata la notifica alle poste ( spedita per raccomandata alla sede di Roma ) il conto è ancora attivo.Il pignoramento quando diventa esecutivo? dalla notifica alle poste? quindi quando gli arriva la raccomandata? posso io ancora prelevare se me lo permettono senza incorrere in sanzioni penali? il pignoramento è un pignoramento presso terzi.
    presumo che le poste dichiareranno il saldo al momento della ricezione della loro notifica (sicuramente domani ) e quindi con un saldo attuale. Grazie

    • Ludmilla Karadzic 8 Febbraio 2020 at 07:20

      In punta di diritto lei non avrebbe dovuto prelevare i 3.600 euro. Tuttavia, l’atto di pignoramento presso terzi (Poste Italiane, nella fattispecie) contiene l’intimazione specifica al terzo di non disporre delle somme dovute al debitore senza ordine del giudice. Diciamo che c’è un vuoto normativo, presumendo che il debitore non potesse accedere direttamente ai crediti da lui vantati nei confronti di banca/poste. L’articolo 543 del codice di procedura civile, in pratica, fu scritto quando i conti correnti online ancora non esistevano e non è stato adeguato da allora. Se il conto corrente fosse ancora cartaceo e lei si fosse presentato allo sportello l’impiegato di filiale avrebbe forse trovato nella documentazione allegata l’atto di pignoramento e non le avrebbe consegnato la somma richiesta. Adesso, invece, ricevuto l’atto di pignoramento, è necessario inoltrare ai sistemi informativi preposti la direttiva di bloccare il conto corrente e, nel frattempo, il debitore può continuare ad operare …

      Per questo, lei non è perseguibile penalmente: la banca, con la notifica dell’atto di pignoramento, viene nominata custode delle somme dovute al debitore ed è esclusivamente a suo carico l’onere di adempiere, evitando che il debitore possa prelevare dal conto corrente.

      Al massimo Poste Italiane sarà chiamata dal creditore procedente a rispondere della negligente custodia operata dopo la notifica del pignoramento e, a sua volta, Poste Italiane le chiederà la restituzione di quanto prelevato.