Cosa è realmente accaduto

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Il terzo si oppone all’azione esecutiva sul bene, adesso di sua proprietà, ex articolo 619 del codice di procedura civile, con l’obiettivo (conseguito in sede di appello) di far dichiarare nullo (insanabilmente nullo) e, quindi, privo di effetti nei propri confronti, l’atto di pignoramento.

Gli eredi del soggetto a favore del quale il creditore procedente aveva trascritto la nota di pignoramento dell’immobile, ricorrono per Cassazione contestando la decisione dei giudici di appello, secondo i quali il termine ultimo per l’opposizione del terzo, ex articolo 619 del codice di procedura civile, è quello dell’alienazione del bene per espropriazione forzata (vendita all’asta) e non già quello in cui è stata emessa l’ordinanza con cui si dispone l’espropriazione forzata. Per gli eredi del soggetto a favore del quale il creditore procedente aveva trascritto la nota di pignoramento dell’immobile, l’opposizione del terzo sarebbe tardiva, stante il lungo lasso di tempo trascorso dal momento in cui la vendita coattiva fu autorizzata.

8 Aprile 2013 · Annapaola Ferri

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Stai leggendo Cosa è realmente accaduto Autore Annapaola Ferri Articolo pubblicato il giorno 8 Aprile 2013 Ultima modifica effettuata il giorno 13 Settembre 2022 Classificato nella categoria pignoramento ed espropriazione della casa - procedura ordinaria

Commenti e domande

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  • Anonimo 8 Febbraio 2020 at 00:20

    oggi mi viene notificato il pignoramento del mio conto corrente postale ore 10,21 poco dopo vado in posta e prelevo 3.600 euro ,presumo non sia arrivata la notifica alle poste ( spedita per raccomandata alla sede di Roma ) il conto è ancora attivo.Il pignoramento quando diventa esecutivo? dalla notifica alle poste? quindi quando gli arriva la raccomandata? posso io ancora prelevare se me lo permettono senza incorrere in sanzioni penali? il pignoramento è un pignoramento presso terzi.
    presumo che le poste dichiareranno il saldo al momento della ricezione della loro notifica (sicuramente domani ) e quindi con un saldo attuale. Grazie

    • Ludmilla Karadzic 8 Febbraio 2020 at 07:20

      In punta di diritto lei non avrebbe dovuto prelevare i 3.600 euro. Tuttavia, l’atto di pignoramento presso terzi (Poste Italiane, nella fattispecie) contiene l’intimazione specifica al terzo di non disporre delle somme dovute al debitore senza ordine del giudice. Diciamo che c’è un vuoto normativo, presumendo che il debitore non potesse accedere direttamente ai crediti da lui vantati nei confronti di banca/poste. L’articolo 543 del codice di procedura civile, in pratica, fu scritto quando i conti correnti online ancora non esistevano e non è stato adeguato da allora. Se il conto corrente fosse ancora cartaceo e lei si fosse presentato allo sportello l’impiegato di filiale avrebbe forse trovato nella documentazione allegata l’atto di pignoramento e non le avrebbe consegnato la somma richiesta. Adesso, invece, ricevuto l’atto di pignoramento, è necessario inoltrare ai sistemi informativi preposti la direttiva di bloccare il conto corrente e, nel frattempo, il debitore può continuare ad operare …

      Per questo, lei non è perseguibile penalmente: la banca, con la notifica dell’atto di pignoramento, viene nominata custode delle somme dovute al debitore ed è esclusivamente a suo carico l’onere di adempiere, evitando che il debitore possa prelevare dal conto corrente.

      Al massimo Poste Italiane sarà chiamata dal creditore procedente a rispondere della negligente custodia operata dopo la notifica del pignoramento e, a sua volta, Poste Italiane le chiederà la restituzione di quanto prelevato.