Notifica diretta della cartella esattoriale in busta chiusa - nulla se il destinatario in giudizio ne contesta il contenuto

In effetti, per poter effettuare la notifica diretta di un atto composto da una sola pagina, senza il rischio che il destinatario possa eccepire l'integrità del documento e nemmeno la non corrispondenza tra l'originale e la copia notificata, sarebbe sufficiente ricorrere alla raccomandata "senza busta" o raccomandata "in foglio". L'atto viene piegato in tre parti a soffietto (facendo assumere al piego le dimensioni di una busta standard) con il fronte posizionato all'interno, al fine di garantire la privacy; sul retro, all'esterno del piego, vengono poi riportate le informazioni relative al mittente e al destinatario.

Ma la cartella esattoriale è composta da più fogli e non è possibile adottare un simile accorgimento: anche piegando insieme più pagine, non si elimina il rischio che il destinatario possa affermare, in giudizio, di aver, sì, ricevuto la pagina sul cui retro c'è il timbro postale, mentre le altre erano bianche oppure si trattava di documenti che nulla avevano a che fare con l'atto che il mittente asserisce di avergli inviato.

Delle problematiche evidenziate si è spesso occupata la Corte di cassazione. Da ultimo, con la sentenza numero 2625/15, con la quale i giudici di legittimità hanno stabilito che nel caso di notifica della cartella di pagamento mediante l'invio diretto di una busta chiusa raccomandata postale, è onere del mittente fornire la dimostrazione del suo esatto contenuto, allorché risulti solo la cartolina di ricevimento ed il destinatario contesti il contenuto della busta medesima

E, per Equitalia, c'è un solo modo per assolvere a questo onere: affidare la notifica della cartella esattoriale all'ufficiale giudiziario (il quale redige una circostanziata relata di notifica) oppure far consegnare a mano il documento da postini che hanno acquisito una qualifica assimilabile a quella dell'ufficiale giudiziario, così come avviene con la procedura dell'avviso di cortesia di Poste Italiane (atto MOF).

15 febbraio 2015 · Paolo Rastelli

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Commenti e domande

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  • beppe666 27 marzo 2015 at 17:53

    Ma se nel conto transitano solo gli stipendi mio e di mia moglie mi sembra di aver capito da alcuni vostri articoli che con le nuove norme Equitalia non puo’ pignorare gli ultimi stipendi che transitano sul conto cioe’ se mi entrano 2000 ed escono 2000 Equitalia cosa pignora la differenza che rimane cioè 0.
    E se aprissi un conto tascabile cioè quelle carte prepagate con iban ?
    Spero di essere stato chiaro

    • Ludmilla Karadzic 27 marzo 2015 at 18:01

      Complimenti per l’attenta lettura dei nostri articoli (vale la pena scriverli, se qualcuno li legge). Tuttavia, che il pignoramento del conto corrente laddove transitano solo stipendi sia illegittimo – dal momento che il creditore dovrebbe pignorare solo una quota della retribuzione – non vuol dire che il pignoramento non venga effettuato da Equitalia. Significa solo che il debitore rimane con il conto bloccato per un tempo più o meno lungo (la lentezza dei procedimenti la conosciamo tutti), deve affidarsi ad un avvocato, anticipando spese legali, e deve proporre ricorso al giudice delle esecuzioni.

      Vince di sicuro: ma intanto ha dovuto chiedere soldi a strozzo perchè non aveva di che mangiare e le spese legali, anche se vince, non gliele rimborsa nessuno, perchè gli avvocati chiedono extra rispetto alle tariffe liquidate dal giudice.

      Se è consapevole di voler rischiare tutto questo, lasci pure le cose come stanno. Altrimenti separi il suo conto da quello di sua moglie e appena le accreditano lo stipendio lo dirotti subito sul conto corrente intestato alla sola consorte.

  • beppe666 27 marzo 2015 at 15:49

    Buon giorno
    Mi è arrivata una raccomandata da Equitalia in cui si dice
    Raccomandata n xxxxxxxxxx
    Documento n xxxxxxx
    Riferimento interno n xxxxxxxx

    Oggetto :avviso di presa in carico

    In cui mi si dice che Equitalia mi comunica in base all art 29 comma 1 lettera b del decreto legge 31 maggio 2010 convertito il 30 luglio 2010 n 122
    Che in data 10/02/2015 l’agenzia delle entrate ci ha affidato ,per l’avvio dell’attività di riscossione le somme richieste con avviso di accertamento numero xxxxxxx notificatele dall’AGENZIA DELLE ENTRATE IL 11/09/2014
    Mi hanno inviato il bollettino compileta rav della somma che devo versare di 3700,00 entro 180 giorni passati i quali se non pago procederanno all’esecuzione forzata.
    La domanda che vi pongo gentilmente è (averli 3700,00)cosa rischio se non pago nei termini previsti?
    La mia situazione economica ,sono precario non ho casa sono in affitto,mia moglie ha un lavoro a tempo inderteminato parttime (500,00 mensili)ho una macchina vecchia di 11 anni intestata a mia moglie (Abbiamo la comunine dei beni )io guadagno 1400,00 mensili con cntratti di lavoro di 4 mesi in 4 mesi abbiamo un c/c cointestato dove transito solo ed esclusivamente il mio stipendio e quello di mia moglie per quanto riguarda mobili ho la cucina una camera da letto 2 tv e un pc devo aiutare i miei genitori che sono anziani insomma i soldi che entrano ci servono per sopravvivere .
    Per concludere cosa rischio?cosa mi condsigliate di fare ?
    Grazie in anticipo

    • Simone di Saintjust 27 marzo 2015 at 16:07

      Se non può pagare, adotti almeno la precauzione di intestare il conto corrente comune solo a sua moglie. Altrimenti, sua moglie rischia di vedesi bloccato il conto e lo stipendio.

      Se la macchina è di proprietà esclusiva di sua moglie, non c’è pericolo di un fermo amministrativo.

      Se le andasse male, ed Equitalia le pignorasse lo stipendio da precario, al massimo le potrà togliere 140 euro al mese (il 10%), non di più.




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