decadenza e prescrizione della cartella esattoriale

Notifica della cartella esattoriale – termini di decadenza e di prescrizione

I termini di decadenza e prescrizione variano a seconda del tipo di credito preteso nella cartella esattoriale

La cartella esattoriale deve essere notificata entro termini ben precisi. Questi termini si distinguono in termini di decadenza e termini di prescrizione.

I termini di decadenza, ove non rispettati, comportano la perdita della possibilità di esercitare un determinato potere. Ad esempio, nel caso della cartella esattoriale notificata oltre il termine di decadenza, l'ente creditore perde il potere di procedere alla riscossione tramite ruolo.

Resta salvo, tuttavia, il credito preteso, che potrebbe essere recuperato mediante le procedure ordinarie previste dal codice di procedura civile, quali ad esempio il ricorso per decreto ingiuntivo.

I termini di decadenza non possono essere sospesi nè interrotti (a differenza dei termini di prescrizione). In altre parole, la decadenza è impedita solo dal compimento dell'atto previsto dalla legge (o dall'accordo delle parti).

I termini di prescrizione, invece, ove non rispettati, comportano l'estinzione del diritto. Una volta decorsa la prescrizione, pertanto, l'ente creditore non può più chiedere il pagamento nè tramite ruolo nè tramite altre procedure.

I termini di prescrizione possono essere sospesi o interrotti. Ad esempio, interrompe la prescrizione la richiesta di pagamento o il riconoscimento del debito da parte del debitore. Dal giorno dell'interruzione, inizia a decorrere ex novo il termine di prescrizione.

In materia di riscossione tramite ruolo, i termini di prescrizione e di decadenza sono diversi a seconda del tipo di credito per cui si procede.

Per tale motivo non si può dire che esista un termine di prescrizione proprio della cartella. Il termine di prescrizione esiste, ma e' diverso a seconda del tipo di tributo oggetto dell'iscrizione a ruolo.

In linea generale e con estrema sintesi, si può affermare che il termine di prescrizione della cartella (ovvero il termine entro il quale la cartella deve essere notificata) segue quello del tributo riscosso.

Tranne alcune eccezioni, come avremo modo di vedere. In particolare per quel che riguarda cartelle esattoriali emesse per la riscossione di crediti erariali o in seguito a sentenza passata in giudicato.

Ma esaminiamo in dettaglio i termini di prescrizione e decadenza per natura del credito.

termini di decadenza e di prescrizione per le imposte sul reddito

Termini di prescrizione

I tributi erariali (IRPEF, IRAP, IVA) si prescrivono nel termine di dieci anni dal giorno in cui il tributo è dovuto o dal giorno dell'ultimo atto interruttivo, tempestivamente notificato al contribuente.

In proposito la Cassazione ha specificato che a questi crediti non può applicarsi la prescrizione breve di cinque anni, prevista dall'articolo 2948 numero 4 del Codice civile per le cosiddette "prestazioni periodiche" (vedi nota).

I crediti erariali, infatti, non possono considerarsi "prestazioni periodiche", in quanto derivano anno per anno da una nuova ed autonoma valutazione riguardo alla sussistenza dei presupposti impositivi. In altre parole, i singoli periodi di imposta e le relative obbligazioni sono tra loro autonomi e manca dunque la "causa debendi continuativa", che caratterizza le prestazioni periodiche.

Vale, quindi, il termine ordinario di dieci anni, in mancanza di altra disposizione speciale (Cassazione, sezione tributaria civile, sentenza 23 febbraio 2010, numero 4283).

Nuovi termini di decadenza

In materia di imposte sul reddito, l'articolo 25 del DPR numero 602/1973 prevede che la cartella esattoriale deve essere notificata, a pena di decadenza, entro il 31 dicembre:

  1. del terzo anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione, ovvero a quello di scadenza del versamento dell'unica o ultima rata se il termine per il versamento delle somme risultanti dalla dichiarazione scade oltre il 31 dicembre dell'anno in cui la dichiarazione è presentata, per le somme che risultano dovute a seguito dell'attività di liquidazione prevista dall'articolo 36 bis del DPR 29 settembre 1973, numero 600, nonché del quarto anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione del sostituto d'imposta per le somme che risultano dovute ai sensi degli articoli 19 e 20 del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, numero 917;
  2. del quarto anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione, per le somme che risultano dovute a seguito dell'attività di controllo formale prevista dall'articolo 36 ter del citato DPR numero 600 del 1973;
  3. del secondo anno successivo a quello in cui l'accertamento è divenuto definitivo, per le somme dovute in base agli accertamenti dell'ufficio.

Questi termini sono stati introdotti dal Decreto Legge del 17 giugno 2005, numero 106, articolo 1, comma 5 ter, che ha modificato il citato articolo 25.

Essi, tuttavia, valgono anche per le cartelle notificate anteriormente all'entrata in vigore del Decreto Legge del 17 giugno 2005, numero 106.

Ciò in base ai principi affermati dalla Cassazione a Sezioni Unite nella sentenza del 30 novembre 2005, secondo cui i nuovi termini previsti dal citato articolo 25 hanno efficacia retroattiva, salvo il particolare regime transitorio previsto per le somme che risultano dovute a seguito dell'attività di liquidazione prevista dall'articolo 36 bis del DPR 29 settembre 1973, numero 600, di seguito esposto.

Regime transitorio

Il legislatore ha previsto un regime transitorio per le dichiarazioni presentate fino all'anno 2003.

Tale regime si riferisce esclusivamente alle somme che risultano dovute a seguito dell'attività di liquidazione delle dichiarazioni di cui all'articolo 36 bis del DPR numero 600/1973.

In questi casi, ai sensi dell'articolo 1, comma 5 bis, del Decreto Legge del 17 giugno 2005, numero 106, la cartella di pagamento è notificata, a pena di decadenza, entro il 31 dicembre:

Termini di decadenza e di prescrizione per i tributi locali

Termini di prescrizione

I tributi locali si prescrivono nel termine di cinque anni dal giorno in cui il tributo è dovuto o dal giorno dell'ultimo atto interruttivo tempestivamente notificato al contribuente (articolo 2948  comma 4 del Codice civile - vedi nota).

L'applicazione del termine breve di cinque anni (in luogo di quello ordinario di dieci anni) è stata affermata dalla Cassazione con sentenza del 23 febbraio 2010.

In particolare la Cassazione sostiene che i tributi locali (a differenza di quelli erariali) sono "prestazioni periodiche" e, come tali, rientrano nell'ambito di applicazione dell'articolo 2948 comma 4 del Codice civile (vedi nota), che stabilisce appunto la prescrizione quinquennale.

I tributi locali (tassa per lo smaltimento rifiuti, per l'occupazione di suolo pubblico, per concessione di passo carrabile, contributi di bonifica) - dice la Corte - sono "elementi strutturali di un rapporto sinallagmatico caratterizzati da una 'causa debendi' di tipo continuativo suscettibile di adempimento solo con decorso del tempo in relazione alla quale l'utente è tenuto ad una erogazione periodica, dipendente dal prolungarsi sul piano temporale della prestazione erogata dall'ente impositore, o dal beneficio dallo stesso concesso" (Cassazione, sezione tributaria civile, sentenza 23 febbraio 2010, numero 4283).

Termini di decadenza per la notifica dell'avviso di accertamento

Prima della cartella esattoriale, il contribuente deve ricevere un avviso di accertamento motivato (Legge 27 dicembre 2006, numero 296, articolo 1, commi 161 e 162 - vedi note).

Fanno eccezione alcuni tributi, quale la TARSU, per i quali, non essendo prevista una denuncia annuale, non è neppure prevista la notifica dell'avviso di accertamento.

Tributi successivi al 1 gennaio 2007

A partire dal 1 gennaio 2007, per effetto della Legge 27 dicembre 2006, numero 296, articolo 1, comma 161 (vedi note), gli avvisi di accertamento in rettifica e d'ufficio devono essere notificati, a pena di decadenza, entro il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello in cui la dichiarazione o il versamento sono stati o avrebbero dovuto essere effettuati.

Entro gli stessi termini devono essere contestate o irrogate le sanzioni amministrative tributarie, a norma degli articoli 16 e 17 del decreto legislativo 18 dicembre 1997, numero 472, e successive modificazioni.

Tributi anteriori al 1 gennaio 2007

Il suddetto termine quinquennale è stato introdotto dalla Legge 27 dicembre 2006, numero 296.

Conseguentemente, per i tributi locali relativi agli anni anteriori al 2007, valgono i termini in precedenza vigenti (previsti dall'articolo 71 del Decreto Legislativo numero 507/1993), ossia:

Termine di decadenza per l'iscrizione a ruolo

Dopo l'avviso di accertamento, l'ente creditore iscrive il credito a ruolo.

Entro quali termini?

Si ritiene tacitamente abrogato il termine annuale di decadenza previsto per l'iscrizione a ruolo dall'articolo 72 del Decreto Legislativo numero 507/93 (vedi note).

Tale abrogazione ha effetto dal 1 gennaio 2007, per effetto della entrata in vigore della Legge 27 dicembre 2006, numero 296.

Se, dunque, si riceve una cartella per tributi locali relativi ad anni anteriori al 2007, è bene verificare che il Comune abbia effettuato l'iscrizione a ruolo entro l'anno successivo a quello per il quale è dovuto il tributo. Altrimenti si può eccepire la decadenza ai sensi dell'articolo 72 citato, allora vigente.

Successivamente al 1 gennaio 2007, non rileva la data dell'iscrizione a ruolo.

Termini di decadenza per la notifica della cartella

Dopo l'avviso di accertamento e l'iscrizione a ruolo, è prevista la notifica della cartella esattoriale tramite l'Agente della riscossione.

Entro quali termini?

Il Decreto Legge numero 106/2005, che ha modificato l'articolo 25 del DPR numero 602/1973, non si riferisce ai tributi locali.

A colmare la lacuna è intervenuta la finanziaria del 2007 (Legge del 27 dicembre 2006, numero 296, comma 163) che ha stabilito:

"Per la riscossione coattiva dei tributi locali il relativo titolo esecutivo (cartella o ingiunzione) deve essere notificato al contribuente, a pena di decadenza, entro il 31 dicembre del terzo anno successivo a quello in cui l'accertamento è divenuto definitivo".

In mancanza di un atto di accertamento (come nel caso di omesso pagamento della TARSU), il termine suindicato coincide con la fine del terzo anno successivo a quello nel quale fu presentata la denuncia, o a quello per il quale la tassa è dovuta (Corte di Cassazione, sentenza numero 10590 del 9 maggio 2007, secondo cui "il titolo derivante dalla dichiarazione del contribuente equivale all'accertamento definitivo").

La norma si applica ai rapporti d'imposta “pendenti” al 1° gennaio 2007, data d'entrata in vigore della legge (comma 171).

Termini di decadenza e di prescrizione per le multe e le sanzioni amministrative in genere

Termini di prescrizione

Per le sanzioni amministrative, quali ad esempio quelle previste dal Codice della strada, il termine di prescrizione è di cinque anni dalla data dell'infrazione (articolo 28 della Legge numero 689/81: "Il diritto a riscuotere le somme dovute per le violazioni indicate dalla presente legge si prescrive nel termine di cinque anni dal giorno in cui è stata commessa la violazione").

La corretta notifica del verbale di accertamento (che necessariamente precede la cartella) interrompe il termine facendolo ripartire ex novo.

Termini di decadenza

Dal 1° gennaio 2008, per le sanzioni amministrative relative a violazioni del Codice della strada, di spettanza comunale, la cartella deve essere notificata entro due anni dalla consegna del ruolo, a pena di decadenza.

Ciò in forza dell'articolo 1, comma 153, della Legge numero 244/2007 (finanziaria 2008), che ha modificato l'articolo 3 del decreto-legge 30 settembre 2005, numero 203, convertito, con modificazioni, dalla legge 2 dicembre 2005, numero 248, per il quale: "A decorrere dal 1º gennaio 2008 gli agenti della riscossione non possono svolgere attività finalizzate al recupero di somme, di spettanza comunale, iscritte in ruoli relativi a sanzioni amministrative per violazioni del codice della strada di cui al decreto legislativo 30 aprile 1992, numero 285, per i quali, alla data dell'acquisizione di cui al comma 7, la cartella di pagamento non era stata notificata entro due anni dalla consegna del ruolo».

Si noti bene che la norma fa riferimento alle sanzioni di spettanza comunale. Il termine di due anni, quindi, vale per le "multe" elevate, ad esempio, dalla Polizia Municipale, e non per quelle elevate dalla Polizia Stradale, dai Carabinieri, dalla Polizia Provinciale e da altre autorità abilitate che non fanno capo al Comune.



Termini di decadenza e di prescrizione per i crediti contributivi

La Legge 335/95 (entrata in vigore il 17 agosto 1995) ha modificato i termini di prescrizione in materia contributiva, effettuando delle distinzioni tra i crediti relativi ai periodi antecedenti il 1 gennaio 1996 e quelli relativi ai periodi successivi.

Termini di prescrizione per contributi successivi al 1 gennaio 1996

Le contribuzioni di previdenza e di assistenza sociale obbligatoria si prescrivono nei seguenti termini:

a) dieci anni per le contribuzioni di pertinenza del Fondo pensioni lavoratori dipendenti e delle altre gestioni pensionistiche obbligatorie, compreso il contributo di solidarietà previsto dall'articolo 9-bis, comma 2, del decreto-legge 29 marzo 1991, numero 103, convertito, con modificazioni, dalla legge 1 giugno 1991, numero 166, ed esclusa ogni aliquota di contribuzione aggiuntiva non devoluta alle gestioni pensionistiche. A decorrere dal 1 gennaio 1996 tale termine è ridotto a cinque anni salvi i casi di denuncia del lavoratore o dei suoi superstiti;

b) cinque anni per tutte le altre contribuzioni di previdenza e di assistenza sociale obbligatoria.

Termini di prescrizione per contributi anteriori al 1 gennaio 1996

Per le contribuzioni relative a periodi precedenti al 1 gennaio 1996 (data fissata dalla legge 335/95 per la decorrenza del nuovo termine di prescrizione di cinque anni, in luogo del vecchio termine di dieci anni) bisogna fare le seguenti distinzioni:

  1. se è stato compiuto un atto interruttivo prima del 17 agosto 1995, si applica il termine decennale, a cui va aggiunto un termine di tre anni per la sospensione prevista dalla legge 11 novembre 1983 numero 638. Quindi possono essere recuperati i contributi IVS risalenti ai tredici anni precedenti (Cassazione, sentenza del 7.1.2004 numero 46);
  2. se è stato compiuto un atto interruttivo tra il 17 agosto 1995 ed il 31 dicembre 1995, il recupero dei contributi potrà retroagire per dieci anni;
  3. se non è stato compiuto alcun atto interruttivo, si applicano i nuovi termini introdotti dalla Legge 335/95.

Termini di prescrizione per contributi minori
I contributi minori (DS, TBC, ENAOLI, SSN, etc .) si prescrivono in cinque anni anche a seguito della legge numero 335/1995, in quanto nulla è cambiato rispetto alle precedenti disposizioni.

Per i contributi dovuti da artigiani, da esercenti attività commerciali e da lavoratori autonomi iscritti alla Gestione separata si applicano i termini introdotti dalla citata legge numero 335/1995.

Facciamo una precisazione riguardo il giorno da cui decorre il termine prescrizionale previsto per la contribuzione dovuta sulla quota di reddito eccedente il minimale imponibile di cui alla legge numero 233/1990: il termine prescrizionale decorre dal giorno in cui i contributi in argomento dovevano essere corrisposti secondo la normativa vigente e, quindi, dal giorno in cui doveva essere versato il saldo risultante dalla dichiarazione dei redditi dell'anno di riferimento.

Termini di decadenza

Nel procedimento di riscossione mediante ruolo dei crediti contributivi, l'unico termine di decadenza previsto dalla legge riguarda l'obbligo di rendere esecutivo il ruolo.
In particolare l'INPS ha l'obbligo di rendere esecutivi i ruoli entro (articolo 25 del Decreto Legislativo numero 46/99):

I suddetti termini decadenziali hanno decorrenza per le debenze maturate dopo l'1.1.2001 (articolo 1, comma 20, del Decreto Legge numero 346/2000).

Cosa vuol dire "rendere esecutivo il ruolo"

Ai sensi dell'articolo 12, comma 4, del DPR numero 602/73 (vedi note) il ruolo (ossia l'elenco dei debitori formato dall'INPS dopo la scadenza dei termini di pagamento) è reso esecutivo mediante la sottoscrizione da parte del titolare dell'ufficio o di un suo delegato.

La data in cui il ruolo è reso esecutivo deve essere riportata nella successiva cartella di pagamento in modo da consentire al contribuente di conoscere e verificare la tempestività dell'adempimento (articolo 25, comma 2 bis, del DPR 602/73 (vedi note), inserito dall'articolo 8, del Decreto legislativo del 26 gennaio 2001, numero 32).

Questa regola si applica ai ruoli resi esecutivi a decorrere dal 1° luglio 2001 (articolo 8, comma 3, del Decreto legislativo del 26 gennaio 2001, numero 32). Una volta reso esecutivo il ruolo, questo viene consegnato all'Agente della riscossione affinchè proceda alla notifica della cartella esattoriale, che vale anche come notifica del ruolo. Non è previsto un termine di decadenza per la notifica della cartella avente ad oggetto crediti contributivi. L'unico termine da rispettare è quindi quello di prescrizione, sopra indicato.

Cartella esattoriale - Inosservanza dei termini di decadenza e/o prescrizione

Quando ciò accada, si può contestare la cartella esattoriale eccependo la decadenza dal potere di procedere alla riscossione coattiva tramite ruolo oppure l'estinzione del credito preteso.

Per contestare la cartella è necessario adire l'Autorità giudiziaria competente, secondo le procedure ordinarie.

Note esplicative sui termini di decadenza e di prescrizione

Di seguito i riferimenti ad articoli di legge referenziati nel post.

24 gennaio 2011 · Antonella Pedone

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Stai leggendo decadenza e prescrizione della cartella esattoriale Autore Antonella Pedone Articolo pubblicato il giorno 24 gennaio 2011 Ultima modifica effettuata il giorno 18 luglio 2017 Classificato nella categoria cartella esattoriale - prescrizione e decadenza Inserito nella sezione cartelle esattoriali - cartelle di pagamento del sito la comunità dei debitori e dei consumatori italiani.

Commenti e domande

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  • giorgio76 3 febbraio 2016 at 22:16

    Ho un po’ di confusione in testa…
    Il comune dove sono nato sta cercando in ogni modo di far cassa.
    Mi è stata notificata una cartella relativa al mancato pagamento TARSU per gli anni 2010, 2011, 2012. La procedura di notifica è stata alquanto scorretta, infatti pur non avendo la residenza nella casa di proprietà mia e di mio fratello da dieci anni, ora disabitata avendo anche mio fratello cambiato residenza, la cartella è stata notificata presso quell’indirizzo il 10 gennaio 2016. Giusto per caso nostro padre, passando da lì, ha pensato bene di andare a ritirare la cartella falsificando la mia firma. Evitando le lungaggini che comporterebbe il dimostrare la fallacità di questa notifica, tenendo conto del fatto che prima del 10 gennaio 2016 non mi è mai stato notificato nulla, posso pensare che tutti i tributi relativi ai tre anni possano essere andati in prescrizione (eventualmente sarebbe stata valida quella relativa al 2012 se notificata entro il 31/12/2015…)? In questo caso, cosa dovrei fare? Chiedere prima prova di eventuale notifica (presso, ovviamente, la mia residenza nonché abitazione abituale) all’ente della riscossione? Posso fare ciò tramite posta elettronica certificata essendo a 1000 chilometri dagli uffici dell’ente?
    Ringrazio anticipatamente per la risposta.

    • Annapaola Ferri 11 febbraio 2016 at 05:21

      Non volendo (e non potendo) procedere con querela di falso, dal momento che suo padre rischierebbe di trovarsi coinvolto nella vicenda (l’impiegato addetto alla consegna della posta in giacenza potrebbe ricordare chi ha firmato come destinatario, senza contare il fatto che sicuramente avra’ registrato almeno gli estremi del documento di identita’) non le resta che considerare corretto il perfezionamento di una notifica, che, altrimenti, sarebbe risultata irrimediabilmente viziata.

      Quando c’e’ omissione di dichiarazione TARSU,le annualita’ che possono essere accertate e pretese dall’amministrazione comunale sono cinque. Con una notifica effettuata entro il 31 dicembre 2015, puo’ essere pretesa la TARSU relativa al 2010 (il termine di decadenza e’ il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello in cui il tributo avrebbe dovuto essere versato).

      Tenga anche presente che sono diversi i tempi in cui va considerata perfezionata la notifica per mittente e destinatario. Per il decorso del termine di decadenza va considerata la data in cui l’amministrazione consegna l’atto all’ufficio postale. Per il decorso dei termini di impugnazione dell’atto,il destinatario deve prendere a riferimento la data di consegna da parte del postino, quella di ritiro dalla posta in giacenza (se effettuato entro 10 giorni dal deposito), la data di compiuta giacenza (10 giorni successivi al deposito) se il ritiro dell’atto e’ effettuato dopo tale data.

  • Alberto Terenzi 30 settembre 2015 at 15:19

    L’avviso di accertamento è stato notificato il 10/09/2015. La denuncia è stata presentata in ritardo (01/08/2011) per una variazione da terreno agricolo ad area edificabile avvenuta nell’aprile 2009. Quindi, la denuncia avrei dovuto presentarla entro giugno 2010. Premetto che nell’avviso di accertamento che mi è stato notificato non sono state calcolate nè sanzioni, nè interessi, ma solo la semplice imposta. Questo atteggiamento del comune mi fa pensare che non abbiano gli strumenti per applicare sanzioni ed interessi.

    • Annapaola Ferri 30 settembre 2015 at 15:34

      Se la denuncia non è stata presentata nei termini, entro il 2010, l’avviso di accertamento può essere notificato entro il 31 dicembre 2015.

  • Alberto Terenzi 30 settembre 2015 at 14:31

    Domanda:
    mi hanno notificato una cartella inerente all’ici del 2009. secondo la legge “…Gli avvisi di accertamento in rettifica e d’ufficio devono essere notificati, a pena di decadenza, entro il 31/12 del quinto anno successivo a quello in cui la dichiarazione o il versamento sono stati o avrebbero dovuto essere effettuati”. Ora, a dichiarazione è stata presentata nel 2010, mentre il versamento è stato effettuato nel 2009. Quale dei due termini (dichiarazione o versamento) devo tener conto? Perché in un caso dovrei pagare e nell’altro no.

    • Annapaola Ferri 30 settembre 2015 at 15:06

      L’avviso di accertamento, nel suo caso, è stato probabilmente notificato nei termini, vale a dire entro il 31 dicembre 2014 (entro i cinque anni successivi a quello in cui il versamento avrebbe dovuto essere effettuato o entro i quattro successivi alla presentazione della dichiarazione ICI).

      Si tenga presente che l’avviso di accertamento è notificato, anche per compiuta giacenza (temporanea irreperibilità del debitore) dal creditore, ovvero dall’ufficio tributi del Comune in cui è ubicato l’immobile soggetto a ICI. Nel caso di omesso pagamento nei 60 giorni previsti, il credito viene poi iscritto a ruolo ed affidato al concessionario della riscossione che provvede alla notifica della cartella esattoriale.

      Se vuole verificare la corretta data di notifica dell’avviso di accertamento (e le ragioni per cui non le è stato consegnato a casa) deve recarsi presso l’ufficio tributi del comune creditore e, tramite accesso agli atti, esigere copia della relata di notifica.

  • giacomo2 10 agosto 2012 at 03:46

    Domanda,ho letto sopra:
    Ciò in forza dell’articolo 1, comma 153, della Legge n. 244/2007 (finanziaria 2008), che ha modificato l’articolo 3 del decreto-legge 30 settembre 2005, n. 203, convertito, con modificazioni, dalla legge 2 dicembre 2005, n. 248, per il quale: “A decorrere dal 1º gennaio 2008 gli agenti della riscossione non possono svolgere attività finalizzate al recupero di somme, di spettanza comunale, iscritte in ruoli relativi a sanzioni amministrative per violazioni del codice della strada di cui al decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, per i quali, alla data dell‘acquisizione di cui al comma 7, la cartella di pagamento non era stata notificata entro due anni dalla consegna del ruolo».
    Per Notificata entro Due anni dalla data d’iscrizione al ruolo si intende:
    Quando il cittadino viene messo a conoscenza, o meglio l’atto ha compiuto la sua notifica legale?
    O viene inteso quando la Polizia Municipale\Comune consegna la Cartella alle Poste? e se fosse quest’ultimo caso quando tempo ha poi a disposizione la Posta per Notificare la Cartella allinteressato… Es. 90 giorni 150 giorni…..?

    • Ludmilla Karadzic 10 agosto 2012 at 05:07

      La Cassazione nella sentenza n. 13970 del 26.07.2004 ha precisato: ”… deve ritenersi operante nell’ordinamento vigente un principio generale secondo il quale, qualunque sia la modalità di trasmissione, la notifica di un atto processuale, almeno quando debba compiersi entro un determinato termine, si intende perfezionata, dal lato del richiedente, al momento dell’affidamento dell’atto all’ufficiale giudiziario che funge da tramite necessario del notificante nel relativo procedimento vincolato”

      In altre parole al fine del rispetto di un termine pendente a carico del notificante, è sufficiente che l’atto sia tempestivamente consegnato all’ufficiale giudiziario (o al messo o alle poste). Mentre i termini per la tutela in giudizio del destinatario vengono fatti decorrere dal momento in cui è concreta la conoscibilità dell’atto a lui notificato, ovvero con il ricevimento dell’atto (o, comunque, decorsi dieci giorni dalla relativa spedizione nel caso di irreperibilità).

      Non sono stati previsti vincoli o scadenze precise per la consegna dell’atto al destinatario da parte degli agenti postali.

  • Rosaria Proietti 28 aprile 2012 at 11:58

    La cartella esattoriale deve essere notificata entro termini ben precisi. Questi termini si distinguono in termini di decadenza e termini di prescrizione.

    I termini di decadenza, ove non rispettati, comportano la perdita della possibilità di esercitare un determinato potere. Ad esempio, nel caso della cartella esattoriale notificata oltre il termine di decadenza, l’ente creditore perde il potere di procedere alla riscossione tramite ruolo.

    Resta salvo, tuttavia, il credito preteso, che potrebbe essere recuperato mediante le procedure ordinarie previste dal codice di procedura civile, quali ad esempio il ricorso per decreto ingiuntivo.

    I termini di decadenza non possono essere sospesi nè interrotti (a differenza dei termini di prescrizione). In altre parole, la decadenza è impedita solo dal compimento dell’atto previsto dalla legge (o dall’accordo delle parti).

    I termini di prescrizione, invece, ove non rispettati, comportano l’estinzione del diritto. Una volta decorsa la prescrizione, pertanto, l’ente creditore non può più chiedere il pagamento nè tramite ruolo nè tramite altre procedure.

    I termini di prescrizione possono essere sospesi o interrotti. Ad esempio, interrompe la prescrizione la richiesta di pagamento o il riconoscimento del debito da parte del debitore. Dal giorno dell’interruzione, inizia a decorrere ex novo il termine di prescrizione.




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