Notifica al portiere » Basta la motivazione sintetica (anche ad insaputa del notificante) - non è necessaria quella sacramentale

Talvolta, sembra proprio che i giudici di piazza Cavour si dilettino a prenderci in giro. Nella pagina precedente avevamo scritto che, con la sentenza numero 1258/2007 (confermata dalla successiva 19417/2010), la Corte di Cassazione aveva decretato che la notifica al portiere è valida solo a condizione che l'ufficiale giudiziario dia atto, non solo dell'assenza del destinatario, ma anche delle vane ricerche effettuate per individuare le altre persone preferenzialmente abilitate a ricevere l'atto. In sostanza, la relata di notifica al portiere deve attestare l'assenza del destinatario e degli altri soggetti legittimati.

Se qualcuno si fosse chiesto in quale forma dovesse essere redatta la relata di notifica per documentare sufficientemente le "vane ricerche" e la successiva notifica al portiere, la risposta è venuta dalla sentenza numero 7811 del 28 marzo 2013, con la quale gli ermellini hanno stabilito che la formula può essere sintetica e a stampa e non ne è necessaria una "sacramentale".

Costituisce giurisprudenza consolidata di questa corte che, in caso di notifica nelle mani del portiere, l'ufficiale giudiziario deve dare atto, oltre che dell'inutile tentativo di consegna a mani proprie per l'assenza del destinatario, delle vane ricerche delle altre persone preferenzialmente abilitate a ricevere l'atto, onde, nel riferire al riguardo, deve attestare chiaramente, ancorché senza uso di formule sacramentali, l'assenza del destinatario e dei soggetti rientranti nelle categorie contemplate dall'articolo 139 c .p.c., comma 2, la successione preferenziale dei quali è tassativamente prevista dalla norma (confr. Cass. sez. un. 30 maggio 2005 numero 11332). È tuttavia da escludere che dei criteri dettati da tale arresto il giudice a quo abbia fatto malgoverno: l'attestazione della consegna al portiere, domiciliatario e familiari al momento assenti, certifica, attraverso una formula sintetica e a stampa, non risultando barrate le voci "consegna a mani proprie" e "ad altra persona presente nell'abitazione", che il notificante si è prima di tutto recato presso l'abitazione del destinatario, ivi cercando di entrare in contatto con lui medesimo, ovvero con persona della sua famiglia o addetta alla casa, e che solo a seguito fallimento di tale tentativo si è risolto a consegnare l'atto al portiere.

Insomma, se il notificante non inserisce il segno di spunta nelle due caselle "consegna a mani proprie" e "ad altra persona presente nell'abitazione" presenti nel prestampato della relata, egli ha (probabilmente a propria insaputa) attestato, con formula sintetica a stampa, di aver adempiuto a tutti gli obblighi previsti dalla procedura.

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16 febbraio 2011 · Antonella Pedone

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