Portabilità del mutuo

Con l'entrata in vigore della Legge n° 40 del 2 aprile 2007 (cosiddetta Legge Bersani) il mutuatario può trasferire il suo debito ad un'altra banca che gli propone condizioni migliori, riducendo al minimo costi e formalità. La nuova banca subentra nella garanzia ipotecaria già iscritta dal creditore originario. A seguito dell'atto di surrogazione ciò risulterà da un'annotazione a margine dell'ipoteca.

Mentra la sostituzione del mutuo implica la cancellazione della vecchia ipoteca e l'iscrizione di una nuova, la portabilità può essere condotta mediante un unico atto di surrogazione, con conseguente risparmio sui costi notarili e di imposta, il cui pagamento non andrà così ripetuto.

Infatti, la Legge 244 del 24 dicembre 2007 (legge finanziaria 2008) stabilisce che con la surrogazione deve essere garantita al cliente “l'esclusione di penali o altri oneri di qualsiasi natura”. Quindi tutta l'operazione può essere condotta senza sopportare spese di sorta.

A seguito della sua sottoscrizione la banca subentrante provvederà a saldare il vecchio debito residuo, sostituendosi al creditore originario nella relazione con il mutuatario. Il debitore si troverà così a rimborsare la nuova banca, alle condizioni concordate con quest'ultima.

In termini fiscali verranno conservati tutti i benefici goduti sul mutuo sostituito. Per contro la portabilità del mutuo esclude, per il mutuatario, la possibilità di accedere ad un finanziamento aggiuntivo e quidi di poter disporre di ulteriore liquidità.

Per porre una domanda su sostituzione o cambio del mutuo, su rinegoziazione o ricontrattazione del mutuo, su portabilità o surroga o surrogazione del mutuo, sulla rinegoziazione Tremonti, sul contratto di mutuo in generale, sulle tipologie di mutuo e sulle normative vigenti in tema di mutuo, clicca qui.

25 agosto 2013 · Piero Ciottoli

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Commenti e domande

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  • Carla Benvenuto 1 ottobre 2012 at 14:08

    I mutuatari che hanno stipulato un prestito ipotecario a tasso variabile prima del settembre 2011 (quando le banche hanno iniziato rapidamente a impennare gli spread) si trovano nella condizione di spettatori privilegiati di questa situazione.

    Godendo di uno spread fissato in tempi non sospetti (quindi probabilmente in un range compreso tra l’1% e l’1,5%) questa categoria di mutuatari ha beneficiato del crollo degli indici Euribor (passati dall’1,1% di gennaio 2012 all’attuale 0,24%) o – per i pochi che hanno un prestito agganciato al tasso Bce – del taglio dei tassi allo 0,75% operato dalla Banca centrale europea. In media le rate attuali, nell’esempio di un mutuo di 150mila euro da rimborsare in 20 anni, sono più basse di circa 80-100 euro (a seconda della durata residua). Per questa categoria l’ipotesi di un cambio verso il tasso fisso è decisamente antieconomica.

    L’ipotesi di surroga presso un’altra banca o il tentativo di rinegoziazione (presso lo stesso istituto) potrebbe avere una logica solo per coloro che stanno attualmente pagando un vecchio mutuo a un tasso superiore al 6 per cento: un’escursione al miglior fisso di oggi o al miglior variabile (con la consapevolezza che gli Euribor sono destinati a salire) potrebbe comportare un buon risparmio nell’arco dei prossimi 2-3 anni. Dopodiché bisognerà valutare se intervenire nuovamente sul piano di ammortamento.

  • Fabrizio 7 agosto 2009 at 23:39

    salve io ho chiesto un mutuo,dopo la delibera però la banca(a pochi giorni dall’atto)mi ha avvisato dicendo che non si poteva più stipulare il mutuo perchè la cifra della perizia della mia casa in costruzione era troppo bassa.mi hanno proposto per andare avanti col mutuo,anzichè un tasso fisso come da me scelto,un tasso flessibile fisso,rinnovabile ogni 2 anni col tasso del momento…come mai questa cosa?Grazie

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