Mutuo non pagato e vendita all'asta del bene

Ho un fatto un mutuo con una banca con ipoteca di 1° grado su terreni, che purtroppo non sono riuscito a pagare.

Si effettuerà l’asta del bene, Se il ricavato dalla vendita all’asta non riesce a coprire il debito, a banca potrà continuare a cercare altri beni sino al completo soddisfacimento del debito?

Condividi il post su Facebook e/o Twitter - Iscriviti alla mailng list e ai feed di indebitati.it


condividi su FB     condividi su Twitter     iscriviti alla newsletter del blog     iscriviti al feed RSS degli articoli del blog forum

Seguici su Facebook

Assistenza gratuita - Cosa sto leggendo

Richiedi assistenza gratuita o ulteriori informazioni su mutuo non pagato e vendita all'asta del bene. Clicca qui.

Stai leggendo Mutuo non pagato e vendita all'asta del bene Autore Simone di Saintjust Articolo pubblicato il giorno 16 Novembre 2012 Ultima modifica effettuata il giorno 19 Giugno 2016 Classificato nella categoria consigli e tutela del debitore - eredità successione e donazioni - domande e risposte ..

Commenti e domande

Per porre una domanda sul tema trattato nell'articolo (o commentarlo) e visualizzare il form per l'inserimento, devi prima accedere. Potrai accedere velocemente come utente anonimo.
» accesso rapido anonimo (test antispam)
  • Anonimo 5 Febbraio 2020 at 20:30

    Non posso pagare un mutuo ipotecario di primo grado costituito da rate di soli interessi il cui capitale è stato ripagato per il 54,5%. L’immobile (prima casa) il cui valore è superiore al residuo capitale può andare all’asta probabilmente. Sono separato dalla moglie con 3 figli con lei nella casa il cui più piccolo di 11 anni. Ho altri immobili che forniscono gli unici redditi con i quali pago gli alimenti. Possono essere attaccati anche questi immobili?

    • Annapaola Ferri 6 Febbraio 2020 at 03:23

      Se la debitrice fosse la moglie separata, il creditore della moglie separata non potrebbe pignorare i crediti alimentari a questa spettanti, dovuti dal marito obbligato, trattandosi di cosiddetti crediti alimentari. Nel caso descritto, invece, si tratta di debiti del marito che percepisce redditi immobiliari con i quali (indirettamente) paga alla moglie gli alimenti. Che i redditi percepiti dal marito debitore siano poi finalizzati a soddisfare i crediti alimentari vantati dalla moglie separata, è un fatto non rilevante nel contesto descritto. Il denaro contante è un bene fungibile, nel senso che, una volta che il reddito immobiliare si sia trasformato in denaro contante non è più possibile stabilire quale sia la provenienza.

      Per evitare che terzi creditori possano pignorare ed espropriare i beni immobiliari di proprietà del debitore, che generano reddito che quest’ultimo finalizza per adempiere agli obblighi alimentari, sarebbe necessario che il beneficiario degli alimenti (la moglie separata) pignorasse quegli stessi immobili a fronte dell’inadempimento dell’obbligato (il marito debitore), prima che un terzo creditore avvi azioni di riscossione coattiva giudiziale nei confronti del marito.

      Il problema sollevato potrebbe trovare soluzione attraverso la liquidazione volontaria dell’immobile gravato da mutuo ipotecario (per il quale il mutuatario non riesce a pagare le rate) ex legge 3/2012 per la composizione delle crisi da sovraindebitamento. In questo modo, infatti, si eviterebbe la vendita all’asta ad un prezzo vile dell’immobile (il cui valore è superiore al residuo capitale), si soddisfarebbe il creditore procedente con un probabile attivo a favore del debitore e si escluderebbe, così, l’esigenza eventuale del pignoramento di altri immobili di proprietà del debitore da parte del creditore terzo per la copertura del debito che potrebbe residuare dopo la prima vendita all’asta.