Mutuo - ritorna il fondo per la sospensione dell pagamento delle rate

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Dopo le banche, anche il Governo scenderà in campo per offrire la sospensione dei mutui alle famiglie in difficoltà. Potrebbe infatti vedere nei prossimi la luce quel Fondo di solidarietà noto agli addetti ai lavori come Fondo Gasparrini (dal nome della parlamentare prima firmataria del Decreto di istituzione) che fu varato addirittura dal Governo Prodi con la finanziaria 2008 e del quale si erano da allora perse le tracce.

La misura prevedeva lo stanziamento di 20 milioni di euro (equamente ripartiti per il 2008 e il 2009) e si era però arenata per la mancanza del decreto attuativo del ministero dell’Economia. Ora però la bozza del Decreto è approdata in Parlamento per ottenere il parere delle commissioni competenti e a breve potrebbe essere licenziata.

Il Fondo di solidarietà, secondo quanto prevede lo schema attualmente in esame, permette la sospensione dei pagamenti delle rate a tutte le famiglie che si trovino in situazioni di difficoltà per eventi eccezionali e imprevedibili (perdita del lavoro, morte o insorgenza di condizioni di non autosufficienza di uno dei componenti del nucleo famigliare).

A differenza del Piano famiglie appena varato dall’Abi e dalle Associazioni dei consumatori (del quale diventerà un’alternativa), il Fondo è destinato a tutti i soggetti che abbiano un indicatore della situazione economica equivalente (Isee) non superiore a 30mila euro e vale per mutui finalizzati all’acquisto della abitazione principale di importo non superiore a 250mila euro.

Il Fondo – con personalità giuridica e amministrato dal dipartimento del Tesoro con l’ausilio di una società a capitale interamente pubblico – rimborserà alle banche per le rate sospese sia gli onorari notarili sostenuti dal beneficiario e anticipati dalla banca, sia gli oneri finanziari, pari alla quota interessi maturata durante la sospensione delle rate (a differenza dal Piano famiglie, in questo caso).

La domanda per ottenere il sostegno pubblico dovrà essere presentata alla banca presso la quale è in corso il mutuo. Il modello sarà reperibile sul nuovo sito internet che sarà istituito dal Tesoro.

LA STORIA

Signor ministro, a quando la sospensione delle rate del mutuo?

La finanziaria 2008 ha previsto, per chi si trova in condizioni di temporanea ed oggettiva difficoltà e non riesce a pagare le rate del mutuo, la sospensione del pagamento per i mutui prima casa.

Questa facoltà è riconosciuta per i contratti di mutuo riferiti all’acquisto di unità immobiliari da adibire ad abitazione principale del mutuatario.

Si potrà chiedere la sospensione del pagamento delle rate per non più di due volte e per un periodo massimo complessivo non superiore a diciotto mesi nel corso dell’esecuzione del contratto.

La durata del contratto di mutuo e quella dell’ipoteca verrà prorogata di un periodo eguale alla durata della sospensione. Al termine della sospensione, il pagamento delle rate riprenderà secondo gli importi e con la periodicità originariamente previsti dal contratto, salvo diverso patto eventualmente intervenuto fra le parti per la rinegoziazione delle condizioni.

Per avere diritto a questa agevolazione occorrerà dimostrare di essere realmente in condizioni economiche tali da non poter far fronte al pagamento e comunque, sarà necessario che al momento della richiesta non siano già partite le procedure per il pignoramento dell’immobile.

Abbiamo utilizzato i verbi al futuro in quanto la possibilità di sospendere il mutuo non non è ancora operativa, dovendosi attendere che venga varato un apposito regolamento di attuazione.

La gestione delle richieste, infatti, sarà affidata ad un apposito Fondo di solidarietà per i mutui per l’acquisto della prima casa, che avrà una dotazione di 10 milioni di euro per ciascuno degli anni 2008 e 2009 e che dovrà farsi carico di pagare le spese notarili necessarie per tutte le annotazioni sulle ipoteche dei mutui “sospesi”.

Il Fondo di solidarietà per il sostegno alle famiglie in difficoltà nel pagamento delle rate del mutuo avrebbe dovuto essere operativo a fine aprile. In tal senso si era espressa la deputata Federica Rossi Gasparrini (Federcasalinghe, Udeur) prima della fine della legislatura. Secondo la Gasparrini, intervistata il 10 febbraio, «tra dieci giorni sarà pronto il Regolamento, che poi sarà varato entro 45 giorni al massimo dal Consiglio di Stato».

Siamo dunque – diceva la Gasparrini a metà febbraio- «alle battute finali per il Fondo mutui prima casa, che quando sarà operativo potrà sostenere migliaia di famiglie, anche perché tra le cause che danno diritto all’utilizzo del Fondo di solidarietà c’è anche la nascita di un figlio».

Per ottenere informazioni sul Regolamento di attuazione abbiamo più volte scritto al Ministero per la solidarietà sociale che così ci ha risposto, l’ultima volta, in data 20 maggio:”Gentile utente, il fondo per il sostegno alle famiglie in difficoltà nel pagamento dei mutui sarà attivo solo in seguito all’emanazione del Regolamento interministeriale. Il fondo servirà a finanziare la possibilità per le banche di allungare i termini del mutuo per coloro che hanno una difficoltà temporanea, non è destinato a coloro che hanno un problema strutturale nei confronti dell’impegno per il pagamento della rata di mutuo. Il Regolamento dovrebbe essere emanato a breve, il testo sarà pubblicato sul sito del Ministero della solidarietà sociale. Per maggiori informazioni le consigliamo di rivolgersi al Ministero dell’Economia e delle Finanze”.

E cioè al ministro Giulio Tremonti.

Al quale sommessamente domandiamo: i 20 milioni di euro stanziati per finanziare il fondo per il sostegno alle famiglie in difficoltà nel pagamento dei mutui che fine hanno fatto?

Il fondo di sostegno per il pagamento dei mutui previsto nella finanziaria 2008

Per venire incontro a chi si trova in difficoltà nel pagamento dei mutui il governo ha introdotto, nella finanziaria 2008, un emendamento che consente di chiedere la sospensione del pagamento per i mutui prima casa. Questa facoltà è riconosciuta per i contratti di mutuo riferiti all’acquisto di unità immobiliari da adibire ad abitazione principale del mutuatario, e si può chiedere la sospensione del pagamento delle rate per non più di due volte e per un periodo massimo complessivo non superiore a diciotto mesi nel corso dell’esecuzione del contratto. In tal caso, la durata del contratto di mutuo e quella dell’ipoteca è prorogata di un periodo eguale alla durata della sospensione. Al termine della sospensione, il pagamento delle rate riprende secondo gli importi e con la periodicità originariamente previsti dal contratto, salvo diverso patto eventualmente intervenuto fra le parti per la rinegoziazione delle condizioni. Per avere questa agevolazione occorre però dimostrare di essere realmente in condizioni economiche tali da non poter far fronte al pagamento.

La possibilità di sospendere il mutuo, però, non non è immediatamente operativa ma occorre attendere che venga varato un apposito regolamento di attuazione. La gestione delle richieste, infatti, sarà affidata ad un apposito Fondo di solidarietà per i mutui per l’acquisto della prima casa, che avrà una dotazione di 10 milioni di euro per ciascuno degli anni 2008 e 2009 e che dovrà farsi carico di pagare le spese notarili necessarie per tutte le annotazioni sulle ipoteche dei mutui “sospesi”. In ogni caso, però, la richiesta di rinvio dei pagamenti non potrà essere presentata se sono già partite le procedure per il pignoramento dell’immobile.

Nei primi giorni di marzo 2008 è stato redatto il Regolamento Attuativo, che avrebbe dovuto essere varato entro 45 gg al massimo dal Consiglio di Stato.

Il fondo di solidarietà per i mutui previsto dalla legge finanziaria 2008 (commi da 475 a 480) sarà attivo con l’emanazione del regolamento interministeriale di attuazione (Ministero Economia e Finanze e Ministero Solidarietà Sociale).

Per avere maggiori informazioni si potrà contattare il Ministero della Solidarietà Sociale nei seguenti modi:

– numero verde 800.196.196 (attivo dal lunedì al venerdì – orario 9.00-20.00)
– e-mail: centrodicontatto@welfare.gov.it
– e-mail: informa@solidarietasociale.gov.it

Nel frattempo, il Codacons ha annunciato una diffida al Ministro dell’Economia, e a quello per lo Sviluppo Economico, affinché emettano il regolamento attuativo della Finanziaria, per garantire in favore dei cittadini il diritto alla sospensione del pagamento delle rate del mutuo al massimo per due volte e per un periodo non eccedente i 18 mesi.

Ne dà notizia la stessa Associazione, spiegando che, a causa della preoccupante crescita delle sofferenze, che in un anno sono cresciute dell’8,45%, portando a oltre 11 miliardi di euro il debito che le famiglie non riescono a sostenere, ha deciso di mettere a disposizione dei cittadini un pool di avvocati esperti del settore, al quale potranno rivolgersi i cittadini in difficoltà col proprio mutuo, oppure alle prese con problemi relativi a conti bancari o credito al consumo.

Le domande possono essere inoltrate gratuitamente scrivendo un’e-mail a banche@codacons.it oppure è possibile parlare con i legali specializzati chiamando il numero 178.4402358, dal lunedì al venerdì, dalle 13.30 alle 15.30.

2 Giugno 2008 · Piero Ciottoli

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  • maurizio 18 Gennaio 2010 at 15:29

    Salve,ho acceso il mutuo alla banca unicredit, e purtroppo volevo aderire al sostegno alle famiglie per 12 mesi, che appunto l’unicredit a emanato con una circolare dal momento che sono stato licenziato,con mia sorpresa ho letto e sono stato informato che non posso aderire perche nei requisiti mi dicono che devo avere un reddito al disotto o pari a 25000,00€, io che nel CUD 2008 ho il reddito di circa 29000,00 non ho diritto al sostegno, vi chiedo come posso fare x sospendere il mutuo perche sono stato licenziato anch’io e non posso pagare finche non trovo lavoro?

    • cocco bill 18 Gennaio 2010 at 16:01

      Questo prima della firma a dicembre 2009 dell’accordo ABI – Associazioni consumatori, secondo il quale per la sospensione per il pagamento delle rate del mutuo il limite di reddito è 40 mila euro.

  • luana 8 Gennaio 2010 at 19:40

    buonasera spero possiate essermi di aiuto ,nel 1992 per l’acquisto della prima casa mi è stato consigliato un mutuo in ecu, che ho acceso con woolwich ora barklais,mutuo a rata fissa tasso variabile e soggetto a indicizzazione semestrale,come tutti sapete è stato una rovina ,oltre la rata gia esosa che pagavo ogni sei mesi mi arrivavano altre somme da versare,ora con l’entrata dell’euro da circa due anni mi sta succedendo la stessa cosa,la spiegazione data dalla barklais e quella che con gli interessi andiamo bene ma con il cambio valuta no…alla domanda su quale moneta si basano ora non ottengo mai risposte e mi giro tra telefonate senza mai arrivare a capo di nulla,io pensavo che essendoci ora l’euro non ci fosse piu problema di cambio….cosa è successo a questi mutui ancora in vita presi in ecu?

    • cocco bill 8 Gennaio 2010 at 20:25

      Si tratta di mutui ancorati alla sterlina inglese.

      Se il capitale residuo è almeno un pò superiore ai 30 mila euro le consiglio di cercarsi una banca che le offre la surroga.

    • luana 9 Gennaio 2010 at 19:48

      la ringrazio perla risposta,ma mi sono rimasti cica 19000,00 euro nn che nn abbia provato in passato,ma questa banca è orribilmente disonesta e in tutti i modi abbia provato mi ha sempre reso le cose impossibili,la mia rabbia è che nn cè un modo per contattarli personalmente ma solo via telefono o fax,spendendo sempre una barca di soldi al tel per nulla,le varie filiali che ho contattato cadono dalle nuvole quando leggono il contratto,le ultme notizie raccolte mi dicono che questi mutui sono stati trasformati in euro ,madi comunicazioni scritte nn ne ho avuto,il mio intento è quello di continuare a pagare ma trovare un ente o un qualcosa che possa trovare un cavillo dove appellarsi,in quanto io non capisco anche un altro fatto,il mio tasso di partenza era al 11’20 pago una rata mensile fissa di £ 1172.000 (608,00 euro ) ho gia per iscritto il piano di ammortamento cn tutte le rate mese x mese e anno x anno con il tot della qata capile piu quota interessi al momento della fine del pagamento a fronte di 112.000.000 di £ ho restituito il capitale prestato piu 168.000.000 di £ di inteessi senza mettere quelli versati ai conguagli,quello che mi chiedo nonostante i tassi si siano abbassati io mi ritrovo a pagare cmq sepre la stessa rata come da piano di ammortamento,cio significa che quella rata e stata costruita in base al tasso di partenza dell’11,20 quindi credo che ci sia una truffa bella e buona ,devo solo cercare qualcuno che possa leggere e capire la truffa legalizzata se ce o meno…..e fare i pasi giusti….un consiglio nn prendete un mutuo con queta banca è facile accedere ma difficile uscirne ……

    • cocco bill 9 Gennaio 2010 at 20:32

      Se la questione diventa di principio, se vuole togliersi lo “sfizio” rendendo “pan per focaccia” e dare risalto alla vicenda (screditando in qualche modo la banca) senza aspettarsi tuttavia ritorni utili ed immediati per lei, qualche modo c’è.

      Il ricorso nall’Arbitro Bancario Finanziario (ABF) e all’ANTITRUST.

      Nel primo caso addirittura, qualora l’Arbitro verificasse la fondatezza delle doglianze del cliente e l’inerzia della banca a porvi rimedio (come verificatosi con lei) è prevista la pubblicazione delle conclusioni (la sentenza, in pratica) sui principali quotidiani.

      Ed anche le multe irrogate dall’ANTITRUST, per pratiche commerciali scorrette, non sono proprio noccioline quanto a importo ed hanno, comunque, sufficiente risonanza nel web e sui mass media.

      E’ da un pò di tempo che avevo deciso di non fornire più suggerimenti in tal senso, perché la reazione dei lettori è quasi sempre improntata sul “se, vabbè, ma a me che mi risolve”.

      Ma, visto che lei è assai amareggiata per la questione in sè (aggiungerei a ragione), offesa dal sopruso e mi sembra mossa anche da spirito civico, le indico cosa ci sarebbe da fare.

      Ricorso all’ABF

      Lei deve innanzitutto presentare reclamo scritto alla Barclays, in cui contesta dettagliatamente quanto accaduto (dalla stipula del mutuo ad oggi) e in cui chiede la rinegoziazione del mutuo, o l’aggancio all’euro (la richiesta è finalizzata solo ad ottenere un rifiuto e serve perchè in un ricorso – anche ad un arbitro – va comunque chiesto qualcosa).

      E’ necessario che sulla copia del reclamo siano apposti il timbro della filiale, la data di presentazione e la firma del funzionario a cui si consegna il reclamo.

      Se la banca si rifiuta di rilasciare copia timbrata, datata e firmata del reclamo, inviare alla stessa raccomandata A.R.

      Nel reclamo bisognerà preannunciare ricorso all’Arbitro Bancario Finanziario ed all’ANTITRUST ed inserire le due Autorità fra i destinatari in copia per conoscenza.

      Trascorsi 30 giorni e stante il silenzio della banca rispetto al reclamo da lei inoltrato o rilevata risposta negativa alla sua istanza, potrà rivolgersi all’Arbitro Bancario Finanziario (ABF) con un vero e proprio ricorso.

      Qui trova informazioni sull’ABF e qui invece i moduli da utilizzare e gli indirizzi per inoltrare ricorso.

      Oppure consulti questa guida.

      arbitro bancario finanziario - guida pratica alla risoluzione stragiudiziale delle controversie bancarie

      Denuncia all’ANTITRUST

      Per quanto riguarda l’ANTITRUST, segnali immediatamente il caso, chiamando il numero verde 800.166.661 – dedicato alla tutela del consumatore – per denunciare la pratica scorretta messa in atto dalla banca.

      Riceverà poi dai funzionari dell’Autorità le indicazioni necessarie per formalizzare, in forma scritta, la denuncia.

  • lavigne 27 Febbraio 2009 at 12:22

    20 anni fa ho acceso un mutuo in ecu per l’acquisto della prima casa.tre anni dopo vista l’esosità,fu estinto con mutuo preso da un’altro istituto di credito.L’operazione fece però s vanire i benefici della prima casa perchè allora non c’era la portabilità. durante questo ventennio per ristrutturazioni ho chiesto finanziamenti sempre alla stessa banca,la quale ha fatto mutui ipotecari sempre sulla mia ed unica casa.Vorrei sapere se posso far domanda di sospensione delle rate anche perchè mi è stato negato di rinegoziare i mutui con uno unico,con un risparmio di circa 1000.00euro al mese, poichè non ci sono le capacità reddituali, però per pagarn in piu si! attualmente per circa 180.000 euro pago circa 2.900 al mese.Possono rifiutarsi? Grazie

    • c0cc0bill 27 Febbraio 2009 at 12:56

      La sospensione delle rate del mutuo è prevista al momento solo per cassintegrati e licenziati con sussidio di disoccupazione e solo per alcune banche, quelle che faranno ricorso ad aiuti di stato tramite i Tremonti Bond.

  • karalis 11 Agosto 2008 at 18:25

    ciro 11 agosto 2008 at 18:12
    mi chiamo ciro…e penso che non e giusto mi riferisco al fondo sociale che effetivamente dava una mano a chi sta in dificoltà a pagare le rate dei mutuie alla sospensione di un massimo di 2 volte chiedere la sospensione delle rate..ora lasciando perdere chi e simpatizante di destra o di sinistra sta di fatto che il governo che stava prima effettivamente con il fondo sociale dava concretamente una mano alle famiglie era stato detto che alla fine di aprile 2008 il fondo sociale diventava operativo invece con la caduta del vecchio governo di questa buona legge non si parla piu..quello che dice tremonti che si porterà i tassi che c’erano nel 2006 e che diveterà operativa all’inizio di gennaio 2009 e nel frattempo persone come me cosa fanno?mi domando cosa si puo fare per fa si che il fondo sociale possa diventare effetivamente operativo?

    Credo si possa fare nulla, Ciro. Come avrai letto nei commenti, la sen. Poretti ha presentato un emendamento in luglio per rendere operativa la legge con la definizione del Regolamento (praticamente l’elenco dei i requisiti per poter accedere al fondo).

    Ma l’emendamento è stato respinto. I fondi, pare, sono stati dirottati sul prestito Alitalia.

  • Donatella Poretti 12 Luglio 2008 at 07:01

    Annunci, promesse e pateracchi. Questa sembra essere la linea del Governo in tema di mutui. Prima hanno sbandierato un accordo con l’associazione delle banche e “un risparmio pari a circa 850 euro all’anno” per 1.250.000 famiglie circa.

    Il risparmio, pero’, come ben evidenziato dall’Aduc (associazione per i diritti degli utenti e consumatori) non esiste: c’e’ solo una rinegoziazione con momentaneo abbassamento della rata attraverso un ulteriore finanziamento da restituire (con gli interessi) in coda al mutuo.

    La rinegoziazione non serve ai mutuatari in difficolta’ nel pagare le rate. Per costoro il provvedimento giusto sarebbe di concedere la sospensione dell’intero pagamento delle rate per avere il tempo sufficiente a riorganizzare la propria vita e far fronte cosi’ agli impegni assunti.

    L’assurdo e’ che tale provvedimento gia’ e’ legge dello Stato, ma non e’ applicato per colpa del ministero di Tremonti che non emana i provvedimenti attuativi.

    Rispondendo alle critiche sull’accordo ABI-Governo sulla rinegoziazione, Tremonti aveva promesso che tali decreti attuativi sarebbero stati emanati rapidamente.

    A tutt’oggi, si tratta dell’ennesima promessa da marinaio.

    In occasione dell’approvazione della legge di conversione del decreto fiscale al Senato, ho chiesto –con un emendamento presentato insieme al sen. Marco Perduca- che il Governo fissi un termine preciso e ristretto (30 giorni) per approvare i necessari provvedimenti attuati che consentiranno a chi e’ in difficolta’ a pagare le rate del mutuo, di sospendere il pagamento per un massimo di 18 mesi.

    Vedremo se il Parlamento avra’ maggiore sensibilita’ di quella palesata fino ad oggi dal Governo.

  • Donatella Poretti 11 Luglio 2008 at 05:59

    Nonostante sia stato annunciato con grande enfasi l’accordo tra Governo e associazione delle banche che avrebbe dovuto comportare “un risparmio pari a circa 850 euro all’anno” per 1.250.000 famiglie circa, non solo il risparmio non esiste, ma si tratta di una rinegoziazione con momentaneo abbassamento della rata attraverso un ulteriore finanziamento da restituire (con gli interessi) in coda al mutuo.

    Per questo motivo la Senatrice Donatella Poretti, insieme al senatore Marco Perduca, ha presentato un emendamento, in occasione dell’approvazione della legge di conversione del decreto fiscale al Senato, affinché il Governo fissi un termine preciso e ristretto (30 giorni) per approvare i necessari provvedimenti attuativi che consentiranno a chi è in difficoltà a pagare le rate del mutuo, di sospendere il pagamento per un massimo di 18 mesi.

    La rinegoziazione infatti non serve ai mutuatari in difficoltà nel pagare le rate.

    «Vedremo – ha dichiarato la senatrice Poretti – se il Parlamento avrà maggiore sensibilità di quella palesata fino ad oggi dal Governo.»

    Questo il testo dell’emendamento:

    Emendamento al Disegno di legge A.S. n. 866 “Conversione in legge del decreto-legge 27 maggio 2008, n. 93, recante disposizioni urgenti per salvaguardare il potere di acquisto delle famiglie”

    presentato dai senatori Donatella Poretti e Marco Perduca

    La Legge 24 Dicembre 2007, n. 244 (Finanziaria 2008) ha introdotto il Fondo di solidarietà per i mutui per l’acquisto della prima casa che consente ai mutuatari che si trovano in momento di difficoltà di sospendere il pagamento del mutuo per un massimo di 18 mesi. La possibilità di sospendere il pagamento delle rate del mutuo è il provvedimento senza dubbio più efficace per chi si trova in estrema difficoltà poiché consente al mutuatario di avere il tempo necessario per riorganizzare la propria vita (trovare un nuovo lavoro, trovare una diversa abitazione, ecc.) per poter far fronte agli impegni assunti.

    Disgraziatamente, questa norma non è ancora applicabile perché il Governo ha mancato ad emanare i provvedimenti attuativi previsti dal comma 480 dell’art. 2 della già citata legge.

    L’emendamento si propone di fissare al Governo un termine ristretto, 30 giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, per emanare i provvedimenti attuati che sono sempre più urgenti, in particolare dopo i recenti aumenti dei tassi della BCE.

    Il contesto dell’entrata in vigore del meccanismo di rinegoziazione dei mutui previsto dall’art. 3 del decreto è particolarmente adatto per dare le informazioni necessarie ai mutuatari che avranno le caratteristiche per accedere al Fondo.

    Dopo l’art. 3 è aggiunto:

    Art 3 – bis – Fondo di solidarietà per i mutui per l’acquisto della prima casa

    1. Il Ministro dell’economia e delle finanze, di concerto con il Ministro del lavoro, salute e politiche sociali, definisce, entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, le norme di attuazione del Fondo di solidarietà per i mutui per l’acquisto della prima casa di cui all’art. 2, commi da 475 a 479, della Legge 24 Dicembre 2007, n. 244.

    2. Prima della stipula della rinegoziazione di cui all’art. 3, l’intermediario finanziario è obbligato ad informare il mutuatario della possibilità di sospendere i pagamenti del mutuo nelle condizioni definite dalle norme di attuazione di attuazione di cui al comma 1, consegnando un apposito documento informativo.

  • karalis 9 Luglio 2008 at 05:47

    Buongiorno a tutti
    Più che un commento la mia è una richiesta di chiarimento
    In data odierna 8 luglio ho consultato il mio Notaio in riferimento alla possibilità di chiedere la sospensione delle rate del mutuo della 1° casa, mi è stato risposto di innoltrarla alla mia banca 10 giorni prima della scadenza della rata e che vi è la possibilità di sospensione per un periodo di mesi 6 per un massimo di 3 volte ( totale 18 mesi )Da quanto leggo nel vostro sito ciò non è attuabile
    Poichè le leggi cambiano ormai giorno per giorno gradirei da Voi se possibile delle delucidazioni. Ringraziando anticipatamente Vi saluto cordialmente Achille da Vicenza

    Certamente il tuo notaio è più informato di me.

    La possibilità di sospensione del pagamento delle rate del mutuo è previsto dalla legge finanziaria 2008, che ha stanziato 20 milioni di euro per il biennio 2008/2009.

    Questi soldi servivano a pagare gli interessi alle banche (che regali non ne fanno) allorquando veniva concessa la sospensione (per un massimo di 18 mesi) del pagamento delle rate.

    A differenza della rinegoziazione prevista dal decreto Tremonti, qui siamo proprio in presenza di un regalo alle famiglie. Ma quali famiglie hanno diritto al regalo?

    Per stabilire chi potesse accedere o meno al Fondo di solidarietà, e dunque ottenere la sospensione del pagamento delle rate del mutuo, doveva essere redatto un Regolamento, la cui pubblicazione era prevista per fine aprile.

    Poi la crisi di governo ha fatto slittare il tutto. Il sito del Ministero della solidarietà sociale a ieri non lo aveva ancora pubblicato.

    Ciò non toglie che i vari Notariati possano già esserne entrati in possesso.

  • Simonetta Rubinato 26 Giugno 2008 at 22:06

    l Governo Berlusconi ha fatto marcia indietro sul Fondo di solidarietà per i mutui per l’acquisto della prima casa, che era stato istituito dalla finanziaria di Prodi per il 2008, per dare sollievo alle famiglie in difficoltà nel pagamento dei mutui e che il decreto fiscale aveva inizialmente azzerato. Ora, grazie ad un mio emendamento, sono stati ripristinati i 20 milioni di euro necessari a farlo partire.

    Questa misura é fondamentale per sostenere il potere di acquisto delle famiglie italiane e consente ai mutuatari di respirare, dal momento che consente loro di chiedere la sospensione del pagamento delle rate per un periodo massimo di 18 mesi senza oneri aggiuntivi e senza ulteriori interessi.

    “Il Ministro Tremonti se davvero vuole imitare Robin Hood si affretti ad emanare il relativo regolamento attuativo, affinché i cittadini possano finalmente usufruire di questo strumento a loro difesa.

    Senza questo ulteriore passaggio la disposizione di legge rimarrà, infatti, solo una bella intenzione e non credo che in questo momento i cittadini abbiano bisogno di proclami, ma di fatti semplici e concreti”.

  • karalis 25 Giugno 2008 at 16:05

    Per fare qualcosa di buono sulla questione dei mutui, Tremonti ha dovuto correggersi e riconsiderare le nostre proposte che si rifanno agli interventi decisi dal governo Prodi con la sua ultima finanziaria”.

    Lo afferma il capogruppo del Pd in commissione Attività produttive, Andrea Lulli.

    “Seppure in un contesto largamente negativo, in cui rientra anche l’ intervento-beffa sui mutui – continua il deputato pd – registriamo un aspetto positivo frutto della nostra iniziativa. E’ stato infatti ripristinato il fondo a sostegno delle famiglie che attraversano difficoltà
    economiche e non hanno temporaneamente la possibilità di pagare le rate.

    Nella scorsa finanziaria era stata inserita la possibilità di sospendere le rate fino a 18 mesi, senza oneri per le famiglie stesse. Il fondo di 20 milioni, previsto per il 2008, in un primo tempo era stato soppresso e oggi,
    con soddisfazione, lo ritroviamo nel maxi emendamento”.

    “Ora – conclude Lulli – attendiamo che il ministero emani il regolamento attuativo che il precedente governo aveva già inviato al Consiglio di Stato per il via libera”.

  • karalis 23 Giugno 2008 at 22:41

    ciao vorrei sapere se posso gia chiedere alla mia banca per sospensione dell mutuo per 18 mese, o se ci sono altre possibilità di aiuto.

    Il fondo di solidarietà per la sospensione delle rate del mutuo fino a 18 mesi, previsto in finanziaria 2008, non è ancora operativo.

    Non so se lo sarà mai.

    Pertanto non puoi chiedere ancora la sospensione del mutuo alla tua banca.

    Da gennaio 2009 sarà possibile avvalersi dell’accordo ABI-TREMONTI se hai un mutuo a tasso variabile

  • karalis 19 Giugno 2008 at 14:02

    Niente ancora di ufficiale?

    Di ufficiale no Anna.
    Di ufficioso c’è che i 20 milioni di euro stanziati in finanziaria per il la sospensione del pagamento delle rate del mutuo sono stati dirottati nel prestito ponte Alitalia.

    Ciao

  • Redazione Finanza Utile 11 Giugno 2008 at 10:32

    Ciao, ciao fondo di solidarietà per far fronte al caro mutuo: già, avete letto bene, il nuovo Governo ha “tagliato” l’attesissima “sovvenzione” prevista dalla Finanziaria 2008 e approvata dal Parlamento, per cui chi non riusciva a far fronte al caro mutuo poteva chiedere alla propria banca di sospendere, per un massimo di tre anni, i pagamenti delle rate.

    Il taglio – da circa 20 milioni di euro – è la conseguenza dell’adozione della misura sulla rinegoziazione dei mutui contenuta nel decreto fiscale, proposto e realizzato da Tremonti.

    Sicuramente i fondi stanziati sarebbero stati insufficieti per soddisfare l’enorme richiesta dei cittadini, ma potevano rappresentare – almeno inizialmente – una “boccata d’ossigeno” per molti.

    Con questa operazione si toglie così ai consumatori un’opportunità in più per gestire il proprio contratto di mutuo e a gioire – come sempre accade – sono le banche.

    Gli Istituti di credito infatti possono tiare un bel sospiro di sollievo: con il nuovo decreto fiscale non dovranno fare alcuno sconto ai clienti, ma dovranno solo allungare i mutui a fronte del pagamento di ulteriori interessi da parte delle famiglie.

  • karalis 11 Giugno 2008 at 10:36

    Ciao, ciao fondo di solidarietà per far fronte al caro mutuo: già, avete letto bene, il nuovo Governo ha “tagliato” l’attesissima “sovvenzione” prevista dalla Finanziaria 2008 e approvata dal Parlamento, per cui chi non riusciva a far fronte al caro mutuo poteva chiedere alla propria banca di sospendere, per un massimo di tre anni, i pagamenti delle rate.

    Il taglio – da circa 20 milioni di euro – è la conseguenza dell’adozione della misura sulla rinegoziazione dei mutui contenuta nel decreto fiscale, proposto e realizzato da Tremonti.

    Sicuramente i fondi stanziati sarebbero stati insufficieti per soddisfare l’enorme richiesta dei cittadini, ma potevano rappresentare – almeno inizialmente – una “boccata d’ossigeno” per molti.

    Con questa operazione si toglie così ai consumatori un’opportunità in più per gestire il proprio contratto di mutuo e a gioire – come sempre accade – sono le banche.

    Gli Istituti di credito infatti possono tiare un bel sospiro di sollievo: con il nuovo decreto fiscale non dovranno fare alcuno sconto ai clienti, ma dovranno solo allungare i mutui a fronte del pagamento di ulteriori interessi da parte delle famiglie.

    Nell’articolo non ci sono riferimenti a fonti attendibili.
    Speriamo si tratti solo di una notizia “bufala”.
    Altrimenti la cosa sarebbe molto grave …

  • karalis 5 Giugno 2008 at 07:49

    La sospensione delle rate del mutuo per 18 mesi probabilmente non è più attuabile. Lo sanno bene sia il ministro Tremonti che i vertici Abi che nell’accordo raggiunto tra loro 15 gg fà non ne fanno alcun riferimento. E con ragione. Le Banche in questo momento non hanno liquidità (ne è riprova l’euribor di oggi al 4,99)e se gli venisse a mancare il pagamento delle rate dei mutui della stima di circa 500000 (cinquecentomila)famiglie in difficoltà si aggraverebbe di molto la crisi bancaria.(e di conseguenza per le pmi, l’industria ecc ecc )Potrebbero dirlo apertamente invece di glissare il problema. Cosi è se vi pare……

    Si tratta di una legge inserita in finanziaria.
    Attende la definizione delle regole per disciplinare l’accesso al beneficio; in pratica la definizione dei requisiti che attestino l’effettiva situazione di difficoltà.
    Lo stanziamento serve:
    1) a pagare i notai per le annotazioni temporanee di sospensione del mutuo (in parole povere per il prolungamento dell’ipoteca)
    2) a rifondere alle banche i mancati introiti per interessi conseguenti alla sospensione del pagamento delle rate.

    Come sempre le banche non ci rimettono nulla, rebaudo. Se non gli aggravi di lavoro causato dalla lavorazione della pratica di sospensione.

    Ma è risaputo che in termini di efficienza hanno ampi margini di vuoto da riempire … cominciassero a farlo!