Mutuo: miraggio per i precari » La beffa del Fondo di Garanzia

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Farsi concedere un mutuo da un istituto di credito, ormai, è diventata un’ardua impresa anche per chi ha redditi elevati e posti di lavoro a tempo indeterminato.

Per i giovani e i precari, poi, è praticamente impossibile, nonostante sia stato istituito, almeno in teoria, il Fondo di Garanzia governativo.

Questo strumento, almeno sulla carta, era volto a finanziarie l’acquisto della prima casa da parte dei giovani fino a 35 anni.

Il vantaggio del Fondo era evidente: in base all’originaria previsione, le banche erano tenute a offrire un spread entro massimo l’1,5% , ovvero la metà di quello di mercato.

Ma, come volevasi dimostrare, sono stati veramente pochi gli istituti di credito disposti a concedere questi finanziamenti.

Il numero di contratti portati a termine, infatti, si è contato sulla punta delle dita: dei 50 milioni di euro stanziati ne è stato impiegato solo 1.

Ma il Fondo ha avuto vita difficile sin dalla nascita: per prima cosa un regolamento governativo ha, di fatto, annullato lo spread vantaggioso, consentendo alle banche di tornare a offrire i tassi medi di mercato per come concessi alla normale clientela.

Successivamente, oltre al danno ne è seguita la beffa: in attesa della firma di un nuovo Protocollo tra l’Abi e il governo, il fondo è stato sospeso.

Così, le banche sono tornate a farla da padrone.

Oltre al cosiddetto credit crunch si sono, infatti, accompagnati anche una serie di pratiche commerciali scorrette.

Sempre più diffusa la pratica di non motivare le ragioni del rifiuto del finanziamento, di imporre l’apertura di un conto corrente presso la propria filiale, oppure quella di costringere il cliente a sottoscrivere una polizza vita venduta dalla stessa banca.

Si tratta di comportamenti tutti vietati sia dalla legge che dal Codice del Consumo.

Non in ultimo, le banche dimenticano di consegnare il prospetto Esis, che segue standard europei e consente di confrontare le offerte di mutuo delle diverse banche e scegliere facilmente la più conveniente.

Alcune associazioni di tutela dei consumatori hanno segnalato queste pratiche all’Agcm (Antitrust) ma ciò non toglie che ogni cittadino possa farlo autonomamente qualora sia vittima di uno di tali abusi.

Se, dunque, la banca nega il mutuo, nonostante si ritenga di avere tutte le carte in regola, è possibile sempre rivolgerti al Prefetto, il quale chiederà spiegazioni all’Istituto di Credito e, se non le riterrà soddisfacenti, chiederà l’intervento dell’ABF (arbitro bancario finanziario).

26 Luglio 2014 · Gennaro Andele

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