Accollo del mutuo non liberatorio - La carenza di legittimazione passiva

Il Tribunale di Monza, ha ritenuto non fondata l'eccezione di carenza di legittimazione passiva della società, in quanto, dalla documentazione depositata in giudizio, non emerge che l'accollo del mutuo da parte dell'acquirente fosse liberatorio.

In effetti, ai sensi dell'articolo 1273 del codice civile, l'adesione del creditore importa la liberazione del debitore originario solo se ciò è espressamente previsto nella stipulazione del contratto o se il creditore dichiara espressamente di liberarlo.

Nel caso in questione, invece, non è presente alcuno di questi presupposti, in quanto la liberazione dell'impresa, non era stata menzionata come condizione espressa della stipulazione contrattuale, né tantomeno il creditore aveva manifestato palesemente l'intenzione di liberare il mutuatario.

Tra l'altro, la comunicazione, tramite notifica, dell'avvenuto acquisto con accollo non determina la liberazione del debitore originario dalle obbligazioni assunte.

Pertanto, con la decisione del Tribunale di Monza, il mutuatario resta obbligato in solido con il terzo e l'accollo deve intendersi cumulativo.

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