Aspetti positivi e negativi del mutuo a tasso variabile rata costante e durata variabile

A chi è consigliato il mutuo a tasso variabile rata costante e durata variabile? A chi desidera cogliere le opportunità offerte dal mutuo a tasso variabile, senza per questo rischiare che le rate diventino "scomode" per le proprie tasche.

Il mutuo a tasso variabile rata costante e durata variabile è collocato ad un tasso di ineteresse più basso, rispetto ai mutui a tasso fisso, offrendo in ogni caso la tranquillità data da una rata costante. In caso di diminuzione dei tassi di interesse si pagherà per una durata inferiore a quella inizialmente prevista

Con il mutuo a tasso variabile rata costante e durata variabile, in caso di aumento dei tassi di interesse, si pagherà per un periodo maggiore di quello inizialmente previsto.

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16 luglio 2013 · Piero Ciottoli

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Commenti e domande

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  • daniela 14 luglio 2011 at 22:31

    ho sentito che il mutuo a tasso variabile rata costante e durata variabile si può stipulare per un tempo massimo di 25 anni , vorrei sapere nel caso in cui a causa degli aumenti, le rate vadano oltre i 25 anni previsti, c’è un tempo massimo oltre il quale non si può andare? se si ed entro il tempo massimo previsto nn ho finito di pagare cosa succede?

    • dott. Emanuele Perrotta 15 luglio 2011 at 07:09

      Ciao Daniela. I 25 anni rappresentano soltanto il periodo di ammortamento previsto nel caso in cui i tassi non dovessero mai variare. Alla fine dei 25 anni, nel caso in cui l’andamento dei tassi avessero determinato un allungamento del periodo di ammortamento effettivo, lei continuerà tranquillamente a pagare. O, per lei, i suoi eredi.

  • giannina trezza 5 settembre 2009 at 09:46

    La banca mi ha proposto un mutuo con tasso variabile ma con rata costante e la variabilità riguarda la durata del piano di ammortamento.

    La somma richiesta è di euro 100mila per 20 anni, tale durata non può comunque superare 5 anni e in caso dovesse ancora protrarsi detto termine, sono previste 2 soluzioni: il versamento del residuo debito in una unica soluzione o un finanziamento per altri 5 anni. Come considera questo tipo di mutuo?

    La mia scelta è avvenuta anche in base al fatto che dovrei estinguere il mutuo sicuramente prima della scadenza perché è una abitazione transitoria per massimo una decina di anni.

    • franco astarita 6 settembre 2009 at 08:30

      Come tutte le formule, il mutuo a rata costante ha i suoi pregi e difetti e la scelta dipende ovviamente dalle sue esigenze (soprattutto dal flusso di reddito attuale e da quello atteso in futuro).

      Sottoscrivendo un prodotto simile in questa fase di tassi eccezionalmente bassi si dovrà mettere quasi sicuramente in conto una allungamento del piano di ammortamento, forse anche oltre i 5 anni previsti.
      Nel caso di un rimborso anticipato, però, è necessario porre attenzione anche su un altro fattore: la rata che lei paga inizialmente, più o meno 530-540 euro, è costituita in gran parte da quota capitale e in misura minore da interessi.

      Nel momento in cui cresceranno i tassi la rata resterà costante, ma cambierà la composizione fra capitale e interessi (quest’ultima aumenterà “comprimendo” la prima).

      Questo significa che, in caso di aumento rapido e sostenuto dei tassi, al momento di effettuare il rimborso ci si potrebbe ritrovare con un capitale residuo abbastanza vicino ai 100mila euro iniziali: in altre parole, con le rate pagate avrà restituito quasi esclusivamente interessi.

      Questo è naturalmente un problema comune a tutti i tipi di mutui, specialmente se la durata è particolarmente lunga (superiore a 20 anni), ma che i prodotti a rata costante possono amplificare proprio perché esiste un “calmiere” alla rata mensile.

      Un esempio pratico potrebbe essere utile per capire meglio la situazione: se i tassi risalissero al 4% lei continuerebbe a versare 534 euro al mese, 466 euro di interessi e soltanto 68 di capitale. Con un normale mutuo a tasso variabile pagherebbe invece 693 euro, sempre 466 di interessi ma 227 di capitale. Certo, pagherebbe di più, ma sarebbe anche capitale in più restituito che va a diminuire il suo debito in caso di restituzione anticipata.

  • gianfranco 13 marzo 2009 at 01:42

    salve sono un ragazzo di 31 anni e a ottobre 2005 ho acquistato casa stipulando un mutuo con rata costante e tasso variabile con una durata presunta di 20 anni.l’importo e’ di 80000 cosa mi consigliate?grazie

  • Gianluca 21 ottobre 2008 at 06:15

    Salve, sono un promotore finannziario e non sono d’accordo con la risposta. E’ vero che il tasso fisso è + basso ora del variabile e sembra quindi + appetibile, ma la domanda è, come mai? La risposta è molto semplicemente perchè i tassi scenderanno(ovviamente non so dirvi se sarà immediatamente nè se sarà una discesa veloce ma scenderanno). A mio parere è proprio adesso che è meglio fare il variabile, fare il fisso significa tenersi la rata alta x sempre. E non sono nemmeno d’accordo che difficilmente si rivedranno i tassi del 2005 visto anche e soprattutto la situazione attuale dell’economia.E anche pensando alla sostenibilità della rata (discorso molto corretto a cui purtroppo nessuno pensa all’inizio, nè il cliente nè il bancario) meglio comunque un mutuo a rata fissa e tasso variabile. Cordialmente.

  • c0cc0bill 21 ottobre 2008 at 06:13

    ciao ho stipulato un mutuo a tasso variabile costante nel dicembre 2006,cosa mi consigli di fare; lasciarlo oppure passarlo a fisso?

    Commento di luca | Lunedì, 20 Ottobre 2008

    Mai come adesso è consigliabile il tasso fisso: sul mercato al 5%, ma non durerà per molto. Diciamo che rispetto ad agosto la situazione è addirittura peggiorata perché è aumentata la differenza tra i tassi attuali e quelli pagati nel 2006 e utilizzati per la rideterminazione della rata. Questo potrebbe comportare un ulteriore allungamento della durata del prestito.

    Nonostante la crisi i mutui si continuano, per fortuna, a fare, e allora ritorna l’eterna domanda: meglio il variabile o il fisso? Per rispondere a Marina diciamo che mai come adesso il fisso è consigliabile. Perché se l’Euribor è salito alle stelle, l’Eurirs, il parametro dei mutui fissi, è sceso ai minimi. Oggi il tasso a 20 anni è al 4,54% e quello a trent’anni al 4,24%.

    Quasi un punto in meno dell’Euribor. Questo vuol dire che oggi si possono trovare sul mercato mutui fissi al 5%. Meglio approfittarne perché questa anomalia potrebbe rientrare. Il variabile continua però a esercitare il suo fascino: per alcuni esperti i tassi prima o poi scenderanno. Questo è vero, ma difficilmente torneranno ai livelli del 2005. Il mutuo variabile può essere fatto solo se si è in grado di sopportare, rispetto a oggi, rincari nella rata del 20/25%.

  • luca 20 ottobre 2008 at 22:30

    ciao ho stipulato un mutuo a tasso variabile costante nel dicembre 2006,cosa mi consigli di fare; lasciarlo oppure passarlo a fisso?

  • karalis 18 ottobre 2008 at 16:40

    I pareri, come spesso accade, sono discordanti. Per capire come tutto si riduca a semplice opinione e non c’è una verità assoluta basta andare a leggere qui.

    Va letto anche il commento del promotore finanziario Gianluca.

  • alessio 18 ottobre 2008 at 16:00

    Salve io vorrei accendere un mutuo e sono molto indeciso fra un mutuo a tasso fisso e un tasso variabile a rata costante x in questo momento qui cosa è piu consigliabile fra le 2 tipologie di mutui vi ringrazio fin da ora se mi potete dare un consiglio

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