Mutui tasso variabile Bce o tasso variabile. Quale scegliere?

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Le novità in materia di acquisto della abitazione principale riguardano essenzialmente la stipulazione dei mutui. La crisi finanziaria degli ultimi mesi del 2008 ha provocato un tale squilibrio nel mercato interbancario (e cioè nelle relazioni finanziarie tra le banche) da rendere l’Euribor un parametro non più affidabile, per cui il dilemma di oggi è se scegliere un mutuo a tasso variabile in riferimento alla Banca centrale europea (Bce).

La nuova norma Bce impone, dal 1° gennaio 2009, alle banche che offrono alla clientela mutui garantiti da ipoteca per l’acquisto della abitazione principale, di assicurare ai clienti la possibilità di stipulare tali contratti a tasso variabile indicizzato al tasso sulle operazioni di rifinanziamento principale della Banca centrale europea.

La novità riguarda, dunque, i consumatori che lo desiderano e suggerisce di ancorare il proprio mutuo al più stabile tasso Bce piuttosto che al più volatile Euribor. Dal punto di vista dell’importo della rata, non dovrebbe cambiare nulla, perchè le banche applicheranno spread diversi a seconda che il parametro di riferimento per il calcolo della rata variabile sia l’Euribor o il tasso Bce (più basso del primo).

Dal 1° marzo le banche dovranno, dunque, predisporre un documento con le informazioni sui mutui offerti in relazione al tasso di interesse (l’indicazione se si tratta di tasso fisso o variabile; e, in caso di tasso variabile, lo spread, il parametro di riferimento e l’ammontare del tasso al momento della pubblicità) alla durata minima e massima del mutuo e in base alle modalità di ammortamento, considerando, inoltre, la periodicità delle rate.

di Marianna Quatraro

12 Gennaio 2009 · Piero Ciottoli



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