Mutui – Anche a quelli a tasso misto è applicabile il tetto del 4% sugli interessi

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Il «tetto» al 4% per gli interessi sulle rate da pagare nel corso del 2009 si applicherà anche ai mutui a tasso misto, quelli che prevedono la scelta fra fisso e variabile a scadenze determinate. Il chiarimento, all’indomani della pubblicazione del provvedimento dell’agenzia delle Entrate che di fatto sblocca le agevolazioni stabilite dal Dl anticrisi (185/2008, convertito con la legge 2/2009), arriva direttamente dall’Associazione bancaria italiana (Abi).

Finora la possibilità di estendere le norme anche a questa categoria di finanziamenti era rimasta avvolta in un dubbio che neppure le due circolari esplicative del ministero delle Finanze erano riuscite a sciogliere: «in mancanza di indicazioni precise e visto che il testo del decreto si riferisce a mutui a tasso non fisso – spiega l’Abi – daremo alle banche disposizione di applicare il tetto al 4% ai prestiti con opzione, anche a quelli che nel 2009 hanno in vigore il tasso fisso». Per i mutuatari che si trovano in quest’ultima situazione, e che magari per contratto devono pagare tassi prossimi al 6% per tutto l’anno in corso, si tratta decisamente di un’ottima notizia.

Il tasso contrattuale
L’Abi chiarisce inoltre una volta per tutte che le agevolazioni si applicheranno anche a quei mutui con tasso contrattuale (cioè quello versato in corrispondenza della prima rata dopo l’eventuale periodo di ammortamento o la rinegoziazione) superiore al 4%: «Su questo punto – sostengono dall’Associazione – le norme sono chiare nell’indicare che lo Stato dovrà integrare la quota interessi a partire dal tasso iniziale e non dal 4%».

In regola entro maggio
Per usufruire dello sconto, che è automatico e retroattivo per tutte le rate già versate nel 2009, sarà necessario attendere probabilmente ancora qualche settimana. Nei prossimi giorni la stessa Abi invierà alle banche una circolare informativa con indicazioni tecniche e operative affinché le filiali possano correttamente applicare le disposizioni del Dl. Norme queste che potenzialmente interessano una platea di 3 milioni di mutuatari, cioè tutti quelli che hanno sottoscritto un mutuo a tasso variabile o misto per l’acquisto, la costruzione o la ristrutturazione dell’abitazine principali entro il 31 ottobre 2008.

«Il lavoro da svolgere è complesso– aggiunge l’Abi – e richiederà tempo: ormai le rate in scadenza a marzo sono già presumibilmente state contabilizzate senza tener conto degli effetti del decreto, ma già da aprile saranno applicate le nuove norme e contiamo di regolarizzare la situazione entro maggio». Vale comunque la pena di ricordare che, secondo quanto in precedenza stabilito dal ministero delle Finanze, l’integrazione di Stato verrà accreditata sul conto corrente con valuta pari a quella della rata a cui si riferisce, in modo da tenere indenne il mutuatario dai ritardi dell’applicazione.

L’autocertificazione
Qualche incombenza in più l’avranno quei contribuenti che non sono stati inseriti negli elenchi trasmessi ieri dall’agenzia delle Entrate alle singole banche: chi ha contratto un finanziamento nel 2008 (i dati sono aggiornati a fine 2007) o chi non ha mai compilato la certificazione per la detrazione degli interessi passivi sui mutui. «Questi ultimi – spiega l’Abi – dovranno autocertificare il possesso dei requisiti per l’applicazione del decreto mediante un modulo che stiamo predisponendo di concerto con l’agenzia delle Entrate e che sarà a breve scaricabile anche dal sito dell’Abi».

di Maxmilian Cellino

8 Marzo 2009 · Piero Ciottoli



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  • Trattamento Fiscale Mutuo 26 Maggio 2009 at 20:13

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