Moneta inflazione interesse

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La moneta è un utile strumento per acquistare beni reali ed utili ed è una delle più geniali invenzioni dell’umanità. Ma la moneta è anche una delle invenzioni più pericolose.

L’interesse è qualcosa che paghiamo solo se prendiamo in prestito dei soldi. Nulla di più falso, secondo Margrit Kennedy.

L’inflazione è parte integrante delle economie di libero mercato. Anche questo, per Margrit Kennedy è una evidente menzogna.

Margrit Kennedy da sempre propone un ardito ma realistico pacchetto di riforme del sistema monetario che favorirebbe uno scambio equo di beni e servizi senza alimentare l’interesse o l’inflazione. Descritte con notevole chiarezza, queste riforme si basano sia su esperimenti monetari contemporanei o tratti dalla storia – come l’esperimento di Worgl, e le valute del periodo della Grande Depressione – sia su istituzioni moderne, come gli attuali sistemi locali di scambio, la banca cooperativa JAK e altre ancora.

La Kennedy è convinta che l’introduzione di valute regionali rappresenti una via d’uscita alle conseguenze negative della globalizzazione: la regione, sotto molti aspetti, può rafforzarsi proprio attraverso una sua specifica valuta.

Margrit Kennedy è un’esperta di sistemi monetari regionali sostenibili. Nel libro, dal titolo “La moneta libera da inflazione e da interesse”, la Kennedy si occupa soprattutto di come riformare il sistema monetario europeo ed internazionale, per impedire quel famoso crollo generalizzato, di cui si parla da anni, e che sembra sempre più vicino.

A parere della Kennedy, il male non risiede nella moneta in sé stessa. Il problema sta invece nel denaro utilizzato come strumento per accumulare una ricchezza socialmente inutile. Finché la moneta passa velocemente di mano in mano, il sistema non presenta effetti indesiderati, ma appena si ferma nelle mani di qualcuno in particolare, ecco che la moneta diventa un valore in sé, e dunque uno strumento di illegittima ricchezza, perché finisce nelle tasche di pochissimi “fortunati”. I quali per giunta usano quel denaro, solo per fare altro denaro, magari prestandolo a tassi altissimi di interesse, e così diventare sempre più ricchi.

Ma come spezzare la spirale di una ricchezza fondata sul potere di pochi ricchi e delle banche? In primo luogo, impedendo alle persone, in particolare a quelle più ricche, di conservare a lungo il denaro (e dunque di specularvi sopra). In secondo luogo, regionalizzando (e localizzando) i percorsi del denaro. E così distruggere il circolo vizioso legato ai mercantilismi di banchieri e governanti, spesso uniti da comuni intenti speculativi, per meglio dominare i cittadini.

Di qui un serie di proposte della Kennedy, che vanno dal denaro a tempo alla creazione di strutture regionali di scambio, sottoposte al controllo diretto dei cittadini.

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20 Maggio 2008 · Ornella De Bellis

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