Minimo vitale - Può anche essere superiore al minimo erogato dall'INPS

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Com’è noto, il trattamento pensionistico a carico dello Stato è impignorabile per la sola parte delle pensioni, indennità od altri trattamenti di quiescenza necessaria per assicurare al pensionato mezzi adeguati alle sue esigenze di vita, mentre sono pignorabili, nei limiti del quinto, della restante parte.

L’impignorabilità parziale di trattamenti pensionistici è finalizzata a garantire al pensionato i mezzi adeguati alle proprie esigenze di vita e tale finalità è ancora più marcata dopo l’entrata in vigore della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea, che riconosce il diritto all’assistenza sociale al fine di assicurare un’esistenza dignitosa a tutti coloro che non dispongano di risorse sufficienti.

In assenza di parametri normativi specifici ed analitici idonei a consentire la determinazione del minimo vitale, il giudice dell’esecuzione, in considerazione degli elementi concreti del caso (e non dovendo necessariamente fare riferimento all’importo di trattamento minimo di pensione indicato dall’INPS), pervenire all’individuazione dell’importo maggiormente adeguato a soddisfare la detta esigenza di assicurare al pensionato adeguati mezzi di vita.

Nel ritenere maggiormente adeguato, anche in considerazione del costo della vita, l’importo di Euro 536, corrispondente al minimo fissato dalla finanziaria 2002, incrementato delle maggiorazioni di legge, il giudice dell’esecuzione opera una valutazione non censurabile in sede di verifica di legittimità.

Così ha deciso la Corte di cassazione nella sentenza numero 18225/14.

9 Settembre 2014 · Ludmilla Karadzic

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Approfondimenti

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L'articolo 545 del codice di procedura civile prevede che le somme da chiunque dovute a titolo di pensione (ma anche di indennità che tengono luogo di pensione o di altri assegni di quiescenza) non possono essere pignorate per un ammontare corrispondente alla misura massima mensile dell'assegno sociale (minimo vitale) aumentato della metà. La parte eccedente tale ammontare è pignorabile nei limiti previsti dalla legge. In pratica il minimo vitale impignorabile per le pensioni viene quantificato come corrispondente alla misura massima mensile dell'assegno sociale (minimo vitale) aumentato della metà. Il Tribunale di Viterbo aveva sollevato questione di legittimità costituzionale sull'articolo 545 ...

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Sono un pensionato INPS con pensione di circa 579 euro al mese e un debito di alcune migliaia di euro con l'INPS. Da 5 anni mi vengono decurtati 97 euro direttamente dall'INPS prima di erogarmi la pensione per "recupero crediti". Mi chiedo: con l'entrata in vigore del nuovo art. 545 c.p.c. (i nuovi limiti di pignorabilità della pensione), questa pratica continua a rimanere legale? Navigando su internet molti parlano di trattamento minimo, altri di assegno sociale. Questa trattenuta è un pignoramento? ...

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