L'esattore che minaccia compie sempre un'estorsione e non un illecito

Confermata, nella specie, la condanna per tentata estorsione all'autore delle minacce di morte, riconosciuto responsabile di un vero e proprio avvertimento "mafioso" nei confronti del debitore di una sua parente (sull'aggravante mafiosa cfr. invece Cassazione 20773/10, arretrato 13 ottobre 2010).

Non giova all'imputato osservare che il denaro non è stato poi consegnato a lui e soprattutto che manca la prova, anche indiziaria, della pattuizione di un corrispettivo, ad esempio sotto forma di percentuale, in caso di successo nel "recupero-crediti". Il fatto è, spiegano gli "ermellini", che non può si presumere un intervento nella vicenda da parte dell'imputato senza un suo interesse diretto, fosse pure in vista di futuri vantaggi da pretendere dalla persona agevolata.

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