Perché secondo i giudici della Corte Europea la presenza dell'avvocato non è obbligatoria nei procedimenti di mediazione civile

Ecco perché, secondo i giudici della Corte Europea la presenza dell'avvocato non è obbligatoria nei procedimenti di mediazione civile.

Non uno dei migliori tempi storici per gli avvocati che, a colpi di provvedimenti, sia normativi che giurisdizionali, perdono competenza e, con essa, gli incarichi: abbatte come una mannaia, infatti, una pronuncia comunitaria che estromette i legali dalle mediazioni tra consumatori.

Una normativa nazionale non può imporre al consumatore che prende parte a una procedura ADR di essere assistito obbligatoriamente da un avvocato.

La già citata sentenza della Corte UE, rappresenta infatti un ulteriore tassello che si aggiunge all'inarrestabile perdita di prestigio dell'avvocatura italiana.

Il massimo consesso europeo, dopo aver stabilito che il consumatore non può essere obbligato a ricorrere alla difesa tecnica, e quindi alla nomina di un avvocato, per avviare una mediazione, ha tuttavia precisato che lo stesso può ritirarsi dalla stessa, una volta avviata, in qualsiasi momento, e senza dover giustificare l'uscita.

Ha infine concluso che la normativa italiana che prevede, nell'ambito del contenzioso giudiziario che coinvolge i consumatori, l'accesso preventivo alla mediazione obbligatoria, risulta comunque compatibile con la disciplina UE.

Il collegio europeo ha osservato, inoltre, che nell'ambito delle procedure ADR previste dalla direttiva esaminata, il carattere “volontario” consiste non già nella libertà delle parti di ricorrere o meno al procedimento di mediazione, bensì nella circostanza che le parti gestiscano autonomamente tale procedimento, organizzandolo come desiderano, compreso il porvi fine in ogni momento.

Ne discende la rilevanza non del carattere obbligatorio ovvero facoltativo dell'istituto di ADR, bensì la circostanza, prevista dalla direttiva in questione, che il diritto di accesso delle parti al sistema giudiziario sia preservato.

Confermata quindi la compatibilità della normativa italiana (D.Lgs. 4 marzo 2010, n. 28, recante attuazione dell'articolo 60 della legge 18 giugno 2009, n. 69, in materia di mediazione finalizzata alla conciliazione delle controversie civili e commerciali, unitamente al D.Lgs. 6 agosto 2015, n. 130, recante attuazione della direttiva 2013/11/UE sulla risoluzione alternativa delle controversie dei consumatori), con la direttiva succitata, nella parte in cui istituisce una procedura di mediazione extragiudiziale e preventiva rispetto all'azione giurisdizionale, la Corte ha pertanto esaminato la questione relativa all'imposizione, ad opera della normativa interna, al consumatore, il quale partecipi a una procedura ADR, di essere assistito obbligatoriamente da un avvocato.

Il responso alla delicata questione viene agganciato alla formulazione dell'articolo 8, lettera b), della direttiva 2013/11.

Tale articolo, infatti, relativo all'efficacia della procedura, stabilisce che gli Stati membri garantiscono che le parti abbiano accesso alla procedura ADR senza essere obbligate a ricorrere a un avvocato o a un consulente legale.

Inoltre, l'articolo 9, paragrafo 1, lettera b), della suddetta direttiva, dispone che le parti siano informate del fatto che non sono obbligate a ricorrere a un avvocato o a un consulente legale.

Pertanto, una normativa nazionale non può imporre al consumatore che prende parte a una procedura ADR di essere assistito obbligatoriamente da un avvocato.

A ciò si aggiunga che la tutela del diritto di accesso alla giustizia implica che il ritiro del consumatore dalla procedura ADR, con o senza un giustificato motivo, non deve mai avere conseguenze sfavorevoli, pur se il diritto nazionale può comunque prevedere sanzioni per le ipotesi di mancata partecipazione delle parti alla procedura di mediazione in assenza di giustificato motivo.

Ma ciò a condizione che il consumatore possa ritirarsi in seguito al primo incontro col mediatore.

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Stai leggendo Perché secondo i giudici della Corte Europea la presenza dell'avvocato non è obbligatoria nei procedimenti di mediazione civile Autore Gennaro Andele Articolo pubblicato il giorno 21 giugno 2017 Ultima modifica effettuata il giorno 21 giugno 2017 Classificato nella categoria difendersi dai creditori con il gratuito patrocinio - assistenza legale Inserito nella sezione tutela dei beni del debitore.

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