Mantenimento » Riduzione dell'assegno non legittima restituzione somme precedenti

L’esclusione o la diminuzione dell’assegno di mantenimento non legittima la restituzione delle somme percepite precedentemente.

Lo ha stabilito la Corte di Cassazione la quale, con la sentenza 23441/13, ha sancito che: Se dopo la pronuncia passata in giudicato l’assegno di mantenimento è escluso o diminuito, non è legittima la restituzione delle somme versate. Il denaro corrisposto in esecuzione dei provvedimenti emessi in sede presidenziale non è ripetibile.

A parere degli Ermellini, è quindi irripetibile il denaro corrisposto in esecuzione dei provvedimenti emessi in sede presidenziale.

Pertanto, se dopo la pronuncia passata in giudicato l’assegno di mantenimento è escluso o diminuito, il coniuge obbligato non può pretendere la restituzione delle somme versate.

Con la pronuncia in esame, la Suprema Corte ha respinto il ricorso di un ex marito contro la decisione della Corte d’appello di Roma che ha confermato la separazione personale dei coniugi addebitando la separazione al marito e ponendo a suo carico l’assegno a titolo di contributo al mantenimento dei figli di 500 euro.

La prima sezione civile, in linea con la Corte capitolina, ha osservato che sono irripetibili le somme versate a titolo di assegno di mantenimento, nelle ipotesi in cui questo sia escluso o diminuito a seguito di pronuncia passata in giudicato.

6 Novembre 2013 · Carla Benvenuto

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Stai leggendo Mantenimento » Riduzione dell'assegno non legittima restituzione somme precedenti Autore Carla Benvenuto Articolo pubblicato il giorno 6 Novembre 2013 Ultima modifica effettuata il giorno 4 Agosto 2017 Classificato nella categoria famiglia - affidamento e mantenimento dei figli Inserito nella sezione lavoro, pensioni, famiglia separazione e divorzio, Isee

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