Mantenimento e separazione » Quando l’ex coniuge ha redditi non dichiarati

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Mantenimento e separazione: Quando l'ex coniuge ha redditi non dichiarati al fisco

In tema di mantenimento dopo l'avvenuta separazione, se un ex coniuge è a conoscenza del fatto che l’altro guadagna più di quanto abbia dichiarato al fisco, ha la possibilità di rivolgersi al giudice per chiedere un aumento del contributo al mantenimento già stabilito, dopo aver provato il fatto con riscontri e testimonianze.

La prova degli effettivi redditi dichiarati dai genitori, ed ex coniugi, tenuti a corrispondere il mantenimento costituisce, infatti, il motivo della maggior parte delle contese esistenti nei tribunali tra le parti in causa.

Si tratta, purtroppo, di procedimenti che possono durare a lungo.

Da una parte, infatti, il giudice ha il potere di disporre, qualora lo ritenga necessario, indagini sui redditi delle parti, che devono essere effettuate dalla Polizia Tributaria.

Ma la Polizia Tributaria di norma non svolge vere e proprie investigazioni.

Il particolare l'ufficio si limita a produrre in Tribunale tutto ciò che risulta formalmente documentato ai fini fiscali ancora nascosto in sede di giudizio.

Mantenimento e separazione: legittimità dell'accertamento fiscale sui redditi del coniuge obbligato

Intervenendo in questo ambito la Commissione tributaria regionale di Firenze, con la sentenza numero 27/2013, ha stabilito la legittimità dell'accertamento fiscale sui redditi in nero del contribuente, avviato a seguito di un’indagine partita dal giudice del divorzio sui conti correnti bancari del coniuge obbligato.

Nel caso in questione, un uomo, per non aver voluto riconoscere, alla ex moglie, un assegno proporzionato alle proprie condizioni economiche, ha visto avviare nei suoi confronti, proprio su autorizzazione del giudice del divorzio, un’indagine da cui la finanza ha appurato l’esistenza di redditi in nero.

E così è scattato l’accertamento fiscale.

A parere dei giudici della Corte Territoriale, pertanto, le indagini autorizzate dal guide del divorzio sono proprio dirette a individuare attività non dichiarate e fiscalmente rilevanti: pertanto tutti i conseguenti accertamenti del fisco devono ritenersi legittimi.

In parole povere, come accennato, l’aumento del contributo al mantenimento può essere riconosciuto da ungiudice solo nel caso in cui sia provato un aumento del reddito del padre rispetto al momento in cui è stato stabilito il suo ammontare da parte del Tribunale.

28 Ottobre 2013 · Andrea Ricciardi