Usura - Illecito civile

In sede civile le conseguenze dell'accertamento della dazione/richiesta di interessi usurai non richiedono necessariamente l'individuazione di un colpevole, ma sono direttamente applicabili alla fattispecie concreta e pertanto, nel caso un'operazione bancaria risulti viziata da usura, si provvederà al ricalcolo del saldo, sottraendo, dal totale a debito, le somme relative agli interessi globali (interessi nominali, commissioni, remunerazioni a qualsiasi titolo e spese, escluse quelle per imposte e tasse) riconosciuti come usurai, cioè superiori al tasso soglia (usura oggettiva) o squilibrati (usura soggettiva), in ogni periodo in cui questi interessi sono stati corrisposti/promessi; in ogni trimestre, nel caso dei saldi dei conti correnti, il nuovo saldo sarà pertanto diverso da quello indicato dalla banca.

Espressamente il primo comma dell'articolo 1 della legge 24/01 ha specificato che "ai fini dell'applicazione dell'articolo 644 del codice penale e dell'articolo 1815, secondo comma, del codice civile, si intendono usurari gli interessi che superano il limite stabilito dalla legge nel momento in cui essi sono promessi o comunque convenuti" ed è pertanto evidente che il contratto è l'elemento fondamentale del rapporto che il magistrato (civile o penale) ed il suo consulente tecnico, devono necessariamente esaminare per verificarne l'eventuale usurarietà (il tasso usuraio discende da accordi usurai, non il contrario !).

Una perizia a regola d'arte, nel caso di verifica dell'usura in finanziamenti bancari, non può limitarsi al mero calcolo del tasso globale (taeg) risultante dagli estratti conto, ma dovrà partire dall'esame dei rapporti giuridici (contratti) esistenti tra le parti .

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