Pignorabilità di stipendi e pensioni nel caso di simultaneo concorso di crediti

Relativamente alla pignorabilità di stipendi e pensioni nel caso di simultaneo concorso di crediti, lo stesso articolo 545 5° comma codice di procedura civile prevede la possibilità che il credito di lavoro possa essere aggredito per il "simultaneo concorso" di più cause tra quelle elencate nei commi precedenti.

Pur essendo pacifico che ogni singolo pignoramento, escluso - come visto - quello per cause alimentari, non può superare il limite del quinto della retribuzione al netto delle ritenute di legge, e pur essendo espressamente previsto che non può comunque essere superato l'ammontare della metà del credito di lavoro, resta da interpretare il concetto di simultaneo concorso.

È stato a questo proposito sostenuto che il concetto di simultaneo concorso pressuppone che più creditori partecipino alla stessa procedura espropriativa e concorrano all'assegnazione, ognuno per una delle cause indicate nell'articolo 545 codice di procedura civile.

Solo in questo caso sarebbe possibile aumentare l'ammontare della quota pignorabile (un quinto, salva l'ipotesi di credito alimentare) e raggiungere il limite massimo della metà delle somme in questione.

Quando viceversa vi sia già stata una assegnazione (sempre per una delle cause ex articolo 545 codice di procedura civile) i creditori che propongano una nuova procedura espropriativa dovranno "mettersi in coda" e cioè aspettare che venga interamente soddisfatto il creditore che abbia beneficiato di una precedente assegnazione, anche se quest'ultima abbia riguardato una quota inferiore alla metà del credito del lavoratore.

La tesi non sembra da condividere, ben potendosi ammettere che, qualora non sia stata superata la soglia della metà degli emolumenti, i creditori intervenuti successivamente possano vedersi assegnate, per il soddisfacimento di loro crediti, altre quote (normalmente quinti) dei crediti da lavoro dei loro debitori, tanto più che l'espressione "simultaneo concorso" può intendersi come sussistenza di diverse cause di pignoramento sullo stesso credito di lavoro e non come necessaria contemporaneità, nella stessa procedura espropriativa, di richieste di assegnazione da parte di più creditori.

La stessa disciplina sopra riportata per i crediti dei lavoratori privati vale, a maggior ragione, per i crediti di lavoro dei dipendenti pubblici.

A questo proposito, occorre avere riguardo al combinato disposto degli articoli 68 comma 2 e 2 DPR numero 180/50. La Cassazione ha, sul punto, sostenuto che dal combinato disposto delle norme sopra citate si ricava che esiste un doppio limite, uno relativo, concernente i singoli pignoramenti o sequestri (o il loro cumulo), regolato dall'articolo 2 ed uno assoluto, regolato dall'articolo 68.

Ciò significa che i singoli pignoramenti non possono superare l'ammontare di un quinto (o di un terzo o della metà per i crediti alimentari), fermo restando il limite assoluto della metà dello stipendio.

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