Limitazioni all'uso del contante e dei titoli al portatore - Tutto come prima per quanto riguarda gli assegni

È vietato il trasferimento di denaro contante o di libretti di deposito bancari o postali al portatore o di titoli al portatore in euro o in valuta estera, effettuato a qualsiasi titolo tra soggetti diversi, quando il valore oggetto di trasferimento è complessivamente pari o superiore a 3.000 euro. Il trasferimento è vietato anche quando è effettuato con più pagamenti inferiori alla soglia che appaiono artificiosamente frazionati. Il trasferimento può tuttavia essere eseguito per il tramite di banche e Poste Italiane. Per il servizio di rimessa di denaro (money transfer) la soglia è di mille euro.

Le modifiche apportate dalla legge di stabilità si limitano ai contenuti sopra evidenziati. Per il resto, le norma sulle limitazioni all'uso di assegni e libretti e saldo di libretti di deposito al portatore restano invariate, come si evince dal seguito.

Per la negoziazione a pronti di mezzi di pagamento in valuta svolta dai cambiavalute, il limite è di 3.000 euro.

I moduli di assegni bancari e postali sono rilasciati dalle banche e da Poste Italiane muniti della clausola di non trasferibilità. Il cliente può richiedere, per iscritto, il rilascio di moduli di assegni bancari e postali in forma libera.

Gli assegni bancari e postali emessi per importi pari o superiori a 1.000 euro devono recare l'indicazione del nome o della ragione sociale del beneficiario e la clausola di non trasferibilità.

Gli assegni bancari e postali emessi all'ordine del traente possono essere girati unicamente per l'incasso a una banca o a Poste Italiane.

Gli assegni circolari, vaglia postali e cambiari sono emessi con l'indicazione del nome o della ragione sociale del beneficiario e la clausola di non trasferibilità.

Il rilascio di assegni circolari, vaglia postali e cambiari di importo inferiore a 1.000 euro può essere richiesto, per iscritto, dal cliente senza la clausola di non trasferibilità.

Il richiedente di assegno circolare, vaglia cambiario o mezzo equivalente, intestato a terzi ed emesso con la clausola di non trasferibilità, può chiedere il ritiro della provvista previa restituzione del titolo all'emittente.

Per ciascun modulo di assegno bancario o postale richiesto in forma libera ovvero per ciascun assegno circolare o vaglia postale o cambiario rilasciato in forma libera è dovuta dal richiedente, a titolo di imposta di bollo, la somma di 1,50 euro.

Il saldo dei libretti di deposito bancari o postali al portatore non può essere pari o superiore a 1.000 euro.

In seguito alle modifiche apportate dalla legge di stabilità 2016 all'articolo 49 del decreto legislativo 231/2007, deve necessariamente conseguire che, pur dovendo restare il saldo di ciascun libretto al portatore inferiore ai mille euro, sarà possibile trasferirne a terzi più di uno, purchè l'importo trasferito non superi la soglia dei tremila euro.

8 gennaio 2016 · Ludmilla Karadzic

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Stai leggendo Limitazioni all'uso del contante e dei titoli al portatore - Tutto come prima per quanto riguarda gli assegni Autore Ludmilla Karadzic Articolo pubblicato il giorno 8 gennaio 2016 Ultima modifica effettuata il giorno 21 agosto 2017 Classificato nella categoria assegni cambiali conti correnti » mini guide Inserito nella sezione assegni cambiali e conti correnti.

Commenti e domande

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  • Anonimo 16 marzo 2019 at 19:39

    Danaro giacente su conto postale è stato trasferito in vaglia postali intestati, parte al titolare del conto postale e altra parte a persona diversa.

    DOMANDA:
    Il Pignoramento del c/c Postale dal quale sono stati trasferiti i fondi per i Vaglia postali PREVEDE ANCHE IL PIGNORAMENTO DEI FONDI DEGLI STESSI VAGLIA POSTALI?

    • Annapaola Ferri 17 marzo 2019 at 06:41

      Quando, nel corso di una procedura di escussione coattiva nei riguardi del proprio debitore, il creditore procedente notifica un atto di pignoramento a Poste Italiane (ritenendo che Poste Italiane possa custodire somme di proprietà del debitore depositate in conto corrente o in altri titoli), il terzo pignorato, ovvero Poste Italiane, viene invitato a rendere dichiarazione ex articolo 547 del codice di procedura civile: il terzo pignorato, cioè, è obbligato a specificare al creditore procedente di quali somme è debitore o si trova in possesso che siano riferite al debitore sottoposto ad azione esecutiva.

      Ne discende che nell’elenco Poste Italiane deve includere anche i vaglia (ma solo quelli ancora intestati al debitore esecutato).

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