Libretti di risparmio "antichi" ritrovati - la class action » un raggiro di avvocati

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Non si contano più, ormai, gli articoli apparsi sui quotidiani e nel web ed i servizi radiotelevisivi riguardanti i libretti di risparmio dormienti, risalenti a decine di anni fa, dimenticati e ritrovati in soffitta, in cantina o celati nell’imbottitura di un vecchio sofà. Appartenenti ora al bisnonno, al nonno, allo zio, del fortunato di turno. E subito si è scatenata la caccia al tesoro, alimentata da avvocati senza scrupoli, a detta del senatore Lannutti (Italia Dei Valori) che, sull’argomento ha presentato una dettagliata interrogazione al Senato. Perchè, si chiede e chiede al governo il senatore Lannutti, questi avvocati propongono una class action finalizzata a reclamare capitali ed interessi alle banche pur sapendo perfettamente che la legge sulla class action esclude l’azione collettiva per eventi fraudolenti a danno dei consumatori precedenti all’entrata in vigore della legge, avvenuta il 1° gennaio 2010? E sono al corrente i fortunati possessori dei libretti “antichi” ritrovati che le norme sulla class action consentono alle società di accordarsi, promuovere e perdere una class action preventiva, in modo da precludere ai ricorrenti la libertà successiva di azione in giudizio? Sono stati informati tutti coloro che alla class action hanno aderito e stanno aderendo che possono essere condannati a pagare la pubblicizzazione della sentenza e possono essere citati in giudizio per il risarcimento dei danni di immagine alla controparte?

Legislatura 16 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-05674 – Atto numero 4-05674 – Pubblicato il 21 luglio 2011 – Seduta numero 585 – LANNUTTI ai Ministri dell’economia e delle finanze e della giustizia.

30 Settembre 2011 · Rosaria Proietti

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  • Simo Folliero 7 Gennaio 2012 at 08:32

    Sono ormai anni che il trio di avvocati, o presunti tali, composto da Anna Orecchioni, Marco Angelozzi e Giacinto Canzona, ci delizia con le proprie attività professionali, tutti casi strani e particolari prontamente comunicati alle agenzie e ripresi da tutti gli organi d’informazione, compresi i grandi quotidiani.

    L’ultima è quella della separazione tra due coniugi quasi centenari, a causa di un tradimento di lei scoperto dopo 40 anni dal marito, ma solo pochi giorni fa c’era stata la storia dell’eredità, ben 10 milioni di euro, che una signora di Potenza aveva lasciato al suo gatto Tommasino, ma prima ancora ci fu il libretto postale ritrovato dopo 50 anni è che con il solo versamento originario di 1,5 milioni di lire oggi avrebbe maturato interessi per 400 mila euro.

    In realtà basterebbe controllare a ritroso nel tempo per trovare decine di casi simili trattati dallo studio legale Orecchioni, Angelozzi e Canzona, tutti diligentemente diffusi dagli organi d’informazione in modo addirittura capillare, tanto da farci domandare chi nei giornali decide cosa pubblicare e perché.

    Orecchioni, Angelozzi e Canzona, tre nomi da non dimenticare, specialmente se siete redattori in qualche organo di informazione..