Libretti di risparmio "antichi" ritrovati - la class action » un raggiro di avvocati

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Non si contano più, ormai, gli articoli apparsi sui quotidiani e nel web ed i servizi radiotelevisivi riguardanti i libretti di risparmio dormienti, risalenti a decine di anni fa, dimenticati e ritrovati in soffitta, in cantina o celati nell'imbottitura di un vecchio sofà. Appartenenti ora al bisnonno, al nonno, allo zio, del fortunato di turno. E subito si è scatenata la caccia al tesoro, alimentata da avvocati senza scrupoli, a detta del senatore Lannutti (Italia Dei Valori) che, sull'argomento ha presentato una dettagliata interrogazione al Senato. Perchè, si chiede e chiede al governo il senatore Lannutti, questi avvocati propongono una class action finalizzata a reclamare capitali ed interessi alle banche pur sapendo perfettamente che la legge sulla class action esclude l'azione collettiva per eventi fraudolenti a danno dei consumatori precedenti all'entrata in vigore della legge, avvenuta il 1° gennaio 2010? E sono al corrente i fortunati possessori dei libretti "antichi" ritrovati che le norme sulla class action consentono alle società di accordarsi, promuovere e perdere una class action preventiva, in modo da precludere ai ricorrenti la libertà successiva di azione in giudizio? Sono stati informati tutti coloro che alla class action hanno aderito e stanno aderendo che possono essere condannati a pagare la pubblicizzazione della sentenza e possono essere citati in giudizio per il risarcimento dei danni di immagine alla controparte?

Legislatura 16 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-05674 - Atto numero 4-05674 - Pubblicato il 21 luglio 2011 - Seduta numero 585 - LANNUTTI ai Ministri dell'economia e delle finanze e della giustizia.

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