Lesione della quota di legittima - Come si calcola il conguaglio spettante al legittimario leso

Nel procedimento per la reintegrazione della quota di eredita riservata al legittimario, si deve aver riguardo al momento della apertura della successione per calcolare il valore dell'asse ereditario mediante la cosiddetta riunione fittizia, stabilire l'esistenza e l'entità della lesione di legittima nonché determinare il valore dell'integrazione spettante al legittimario leso.

Peraltro, qualora tale integrazione venga effettuata mediante compenso in danaro nonostante l'esistenza, nell'asse, di beni in natura, essa deve essere adeguata al mutato valore, al momento della decisione giudiziale, del bene a cui il legittimario avrebbe diritto, affinché ne costituisca l'esatto equivalente.

Questo principio non significa che la parte assegnataria del bene compreso nell'asse può lucrare l'eventuale maggior valore che esso abbia maturato rispetto alla svalutazione monetaria nel lasso di tempo tra la morte del de cuius e l'ultimazione giudiziaria delle operazioni divisionali, fenomeno che si è verificato dal dopoguerra fino alla crisi deflazionistica dell'ultimo quinquennio. Significa solo che distinte sono le operazioni da effettuare.

In pratica, la lesione di legittima va verificata alla stregua dei valori dei beni all'apertura della successione. Qualora vi siano conguagli da attribuire, per riequilibrare l'assegnazione ad altro erede di beni che in parte dovevano essere destinati al coerede avente diritto ai conguagli, questi ultimi devono essere commisurati al valore, al momento della divisione, del bene (o dei beni) che avrebbe dovuto essere assegnato in natura al legittimario leso, tenendo conto del loro eventuale mutato valore.

Così si sono espressi i giudici della Corte di cassazione nella sentenza 5320/16.

19 marzo 2016 · Ludmilla Karadzic

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Stai leggendo Lesione della quota di legittima - Come si calcola il conguaglio spettante al legittimario leso Autore Ludmilla Karadzic Articolo pubblicato il giorno 19 marzo 2016 Ultima modifica effettuata il giorno 18 maggio 2017 Classificato nella categoria sentenze e ordinanze della Corte di cassazione in tema di eredità successione e donazioni Inserito nella sezione giurisprudenza.

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  • Anonimo 30 settembre 2018 at 17:38

    No mia moglie non accetterà eredita visto che i miei suoceri 4 anni fa hanno ricevuto delle cartelle esattoriale di 120 mila euro e pertanto rinuncerà all’eredita. Quindi che faccio ora vale sempre la Vs risposta precedente? Qualora mio cognato accetterà eredita sarà il solo erede e quindi la casa andrà a lui o io posso uscire il denaro per la differenza tra spese per acquisto e lavori e prezzo di mercato?

    • Simone di Saintjust 1 ottobre 2018 at 03:01

      Vale la risposta precedente, ad eccezione del fatto che a suo cognato dovrà essere versata l’intera differenza fra il valore del prezzo di mercato all’epoca della donazione e quello attuale, sempre diminuita, però, delle spese di manutenzione, ordinaria e straordinaria, effettuate sull’appartamento e documentabili con le fatture.

  • Anonimo 30 settembre 2018 at 15:42

    Ho acquistato 9 anni fa casa da mio suocero a prezzo inferiore al prezzo di mercato, possono ora i miei cognati chiedere la quota di legittima visto che i miei suoceri non sono più in vita e visto il prezzo che ho pagato? Ho letto che possono fare un’azione di riduzione e restituzione visto che il prezzo era inferiore al prezzo di mercato. Inoltre se loro possono fare questa azione di riduzione per la quota di legittima posso io avere la scelta di pagare il corrispettivo tra prezzo pagato e quello del valore in denaro oppure sono obbligatori a dare la mia casa oppure 9 anni in cui gli ho fatto pure delle migliorie documentate dalle fatture?

    • Simone di Saintjust 30 settembre 2018 at 16:01

      Nella malaugurata ipotesi in cui gli altri eredi intentassero azione di riduzione della donazione parziale effettuata in vita dal de cuius in favore di uno dei coeredi (vendita dell’immobile ad un prezzo inferiore a quello di mercato), la beneficiaria (sua moglie) potrebbe essere tenuta a versare la differenza fra il valore del prezzo di mercato all’epoca della donazione e quello attuale, al netto della quota di legittima della differenza, a lei comunque spettante, nonché delle spese di manutenzione, ordinaria e straordinaria, effettuate sull’appartamento e documentabili con le fatture. Può anche darsi che il saldo ereditario sia a vantaggio di sua moglie.



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