Legittima la cartella esattoriale priva di motivazione se essa trae origine da dati forniti dal contribuente

"Legittima la cartella di pagamento priva di motivazione, emessa a seguito di un controllo automatizzato, se l'imposta è liquidata sulla base dei dati forniti dal contribuente. In tal caso, infatti, la pretesa impositiva non scaturisce dalla rettifica della dichiarazione, ma direttamente dalla liquidazione della dichiarazione presentata dal contribuente"

. Questo quanto disposto dalla Corte di Cassazione con Ordinanza numero 16983 del 4 agosto 2011.

3 settembre 2011 · Paolo Rastelli

condividi su FB condividi su G+ condividi su Twitter iscriviti alla newsletter del blog iscriviti al feed RSS degli articoli del blog forum

Approfondimenti e integrazioni dal blog

Cartella esattoriale priva di sottoscrizione - la nullità deve essere chiesta dal ricorrente e non può essere rilevata d'ufficio
Nel processo tributario, caratterizzato dall'introduzione della domanda nella forma della impugnazione del'atto tributario per vizi formali o sostanziali, l'indagine sul rapporto sostanziale non può che essere limitata ai motivi di contestazione dei presupposti di fatto e di diritto della pretesa dell'amministrazione, che il contribuente deve specificamente dedurre nel ricorso introduttivo ...
Cartella esattoriale originata da dichiarazione dei redditi - può essere impugnata dal contribuente che abbia commesso errori a suo danno
Il contribuente che abbia commesso un errore, a suo danno, nella compilazione della dichiarazione dei redditi, può correggerlo anche in sede di impugnazione di una cartella esattoriale emessa in base alla dichiarazione. E' questo il principio sancito dalla Corte di Cassazione con la sentenza numero 10647 del 7 maggio 2013. ...
Cartella esattoriale per omesso versamento tributi – diritto a riduzione sanzioni se manca avviso bonario
Il contribuente ha diritto alla riduzione delle sanzioni se non ha ricevuto l'avviso bonario prima della cartella. In caso di cartelle emesse per omesso o irregolare versamento dei tributi ai sensi degli articoli 36 bis e 36 ter del DPR numero 600/1973, l'Agenzia delle Entrate non è tenuta ad inviare ...
Notifica cartella esattoriale: decesso debitore » Che succede in questo caso?
A chi effettuare la notifica della cartella esattoriale in caso di decesso del contribuente E' legittima la notifica della cartella esattoriale a casa del contribuente deceduto qualora gli eredi non si facciano trovare. Questo importante principio è stato stabilito dalla Corte di Cassazione la quale, con la pronuncia 17430/2013, ha ...
Legittima la notifica della cartella esattoriale ad erede se atto richiama iscrizione a ruolo a carico del de cuius
In tema di accertamento la circostanza che la cartella di pagamento sia stata notificata all'erede dell'originario contribuente, non ne fa venir meno la legittimità, quando emessa in conformità dell'articolo 25 d.p. r. numero 602 del 1913, come sostituito dall'articolo 11 d. lgs . numero 46 del 1999, poiché, secondo costante ...

Assistenza gratuita e link a ritroso

Richiedi assistenza gratuita o ulteriori informazioni su legittima la cartella esattoriale priva di motivazione se essa trae origine da dati forniti dal contribuente. Clicca qui.

Stai leggendo Legittima la cartella esattoriale priva di motivazione se essa trae origine da dati forniti dal contribuente Autore Paolo Rastelli Articolo pubblicato il giorno 3 settembre 2011 Ultima modifica effettuata il giorno 18 luglio 2017 Classificato nella categoria nullità inesistenza illegittimità della cartella di pagamento Inserito nella sezione cartelle esattoriali - cartelle di pagamento.

Commenti e domande

Per porre una domanda sul tema trattato nell'articolo (o commentarlo) e visualizzare il form per l'inserimento, devi prima accedere cliccando questo link. Potrai utilizzare le tue credenziali social oppure accedere velocemente come utente anonimo.

  • utente forum e blog 17 novembre 2011 at 13:25

    La Corte di Cassazione, con l’ordinanza n° 16983 del 4 agosto 2011, ha stabilito che la cartella di pagamento, anche se non motivata, è legittima nel caso in cui sia stata emessa in seguito ad un controllo automatizzato, ai sensi dell’articolo 36-bis del D.P.R. 600/1973 (id: imposte dirette) e dell’articolo 54-bis del D.P.R. 633/1972 (id: in materia di Iva).

    Come noto, la cartella di pagamento rappresenta l’atto con cui l’ente impositore mette in esecuzione la pretesa tributaria, donde la necessità della preventiva notifica al soggetto passivo di un avviso di accertamento o di liquidazione.

    Tuttavia, anche la cartella di pagamento, in materia di riscossione delle imposte sui redditi e Iva, può sostituirsi all’atto di accertamento qualora la stessa risulti adeguatamente motivata, alias contenga tutte le indicazioni idonee a consentire al contribuente di apprestare un’efficace difesa.

    Da tempo ormai, con orientamento pressoché unanime e consolidato cui si conforma l’ordinanza in esame, la cartella di pagamento è considerata un vero e proprio atto impositivo di guisa che deve recare una chiara motivazione del perché vengono chieste determinate somme conformemente a quanto previsto dall’art. 7 dello Statuto del contribuente (id: legge 212/2000) che, a sua volta, trova origine nell’art. 3 commi 1 e 2 della legge 241/90.

    Tuttavia, gli Ermellini – con l’ordinanza de qua – hanno statuito che nessuna motivazione alla cartella di pagamento è necessaria quando l’iscrizione a ruolo derivi direttamente dalla dichiarazione presentata dal contribuente.

    Richiamando quanto già enunciato in precedenti sentenze (n.ri 26671/09 e 14414/05), i Giudici di Piazza Cavour hanno chiarito che “in tema di riscossione delle imposte sul reddito, la cartella di pagamento, nell’ipotesi di liquidazione dell’imposta ai sensi del D.P.R. n. 600 del 1973 art. 36 bis, costituisce l’atto con il quale il contribuente viene a conoscenza per la prima volta della pretesa fiscale e come tale deve essere motivata; tuttavia, nel caso di mera liquidazione dell’imposta sulla base dei dati forniti dal contribuente nella sua dichiarazione, nonché qualora vengano richiesti interessi e sovrattasse per ritardato od omesso pagamento, il contribuente si trova già nella condizione di conoscere i presupposti di fatto e le ragioni giuridiche della pretesa fiscale, con l’effetto che l’onere di motivazione può considerarsi assolto dall’Ufficio mediante mero richiamo alla dichiarazione medesima”.

    Tale principio di diritto ben si attaglia alla liquidazione effettuata ai sensi del D.P.R. n. 633 del 1972, art. 54 bis (id: in materia di IVA). In conclusione, secondo i Giudici nomofilattici, solo qualora si ha una rettifica dei risultati della dichiarazione stessa, così da comportare una pretesa ulteriore da parte dell’amministrazione finanziaria, sussiste un’attività impositiva vera e propria, con la conseguenza che la relativa cartella esattoriale va motivata.

Altre info

staff e collaboratori
privacy e cookie
note legali - se accedi ai contenuti dichiari di averne preso visione
contatti


Cerca