Clausola di sopravvivenza nel contratto di garanzia del credito

Con essa le parti convengono che la garanzia sopravviva malgrado l'iniziale carenza del rapporto principale o la sua sopravvenuta estinzione.

Visto che le somiglianze con la fideiussione non sono poche, è bene fare molta attenzione, altrimenti potrebbe accadere che si ritenga di aver ricevuto una garanzia autonoma, mentre si ha in mano solo una fideiussione; oppure si ritenga di aver stipulato una fideiussione, mentre si è in realtà assunta una ben più gravosa garanzia autonoma.

In entrambi i casi, la situazione sarebbe grave. Per aversi contratto autonomo di garanzia deve essere evidente che il garante mira solo al risultato, a ristorare cioè il creditore beneficiario per il mancato conseguimento dell'utilità dovuta o promessa dal debitore e non a co-obbligarsi col debitore.

Anche gli indici testuali devono essere concordanti: oltre alla presenza delle clausole “a prima richiesta” e “senza eccezioni”,è bene evitare di richiamare la disciplina della fideiussione (anche solo per escluderla) ed evitare ogni richiamo al rapporto base che non sia strettamente necessario per identificarlo (del tipo: “in relazione al contratto…”). Visto, comunque, che questo tipo di contrattazione (con la banca) è standardizzata, è difficile sbagliare, se non altro perché “acquistare” una garanzia autonoma è estremamente più costoso che non una garanzia fideiussoria.

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