Il lavoratore demansionato non può rifiutare la prestazione

Il lavoratore adibito a mansioni non rispondenti alla qualifica può chiedere giudizialmente la riconduzione della prestazione nell’ambito della qualifica di appartenenza, ma non può rifiutarsi aprioristicamente, senza avallo giudiziario, di eseguire la prestazione richiestagli, essendo egli tenuto a osservare le disposizioni per l’esecuzione dei lavoro impartite dall’imprenditore.

Infatti, nei contratti con prestazioni corrispettive, ciascuno dei contraenti può rifiutarsi di adempiere la sua obbligazione, solo se l’altro non adempie o non offre di adempiere contemporaneamente la propria.

Dunque, il lavoratore può rifiutarsi di eseguire la prestazione richiestagli solo in caso di totale inadempimento del datore di lavoro, o quando l’inadempimento di quest’ultimo, seppur parziale, concretizza un pericolo di danno così grave ed irreversibile alla professionalità del lavoratore tale da legittimare il ricorso al principio di autototutela con il rifiuto di svolgere l’attività richiesta.

E’ questo l’autorevole parere formulato dai giudici della Corte di cassazione, così come emerge dalla lettura della sentenza 9060/16.

13 Maggio 2016 · Tullio Solinas

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Stai leggendo Il lavoratore demansionato non può rifiutare la prestazione Autore Tullio Solinas Articolo pubblicato il giorno 13 Maggio 2016 Ultima modifica effettuata il giorno 4 Agosto 2017 Classificato nella categoria lavoro e pensioni Inserito nella sezione lavoro, pensioni, famiglia separazione e divorzio, Isee

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