Indice del post debiti e successione – accettazione e rinuncia dell'eredità

La morte estingue la capacità giuridica della persona e i diritti a essa inerenti (ossia i diritti personali) ma non i diritti patrimoniali, i quali dovranno essere perciò trasmessi ad altri. Il complesso di norme che regola tale trasferimento si chiama diritto ereditario o successorio. La successione ereditaria è un evento attraverso il quale uno o più soggetti (successori, aventi causa) subentrano in tutti i rapporti giuridici, attivi e passivi, di cui era titolare il de cuius (dante causa), esclusi i crediti e debiti con carattere strettamente personale; in pratica, un soggetto vivente subentra a un altro deceduto nella [ ... leggi tutto » ]

L'apertura della successione avviene a seguito della morte e nell'ultimo domicilio del defunto ossia nel luogo dove, alla data della morte, aveva la sede principale dei suoi affari e interessi. Questo riferimento è importante per stabilire quale sia il giudice territorialmente competente a decidere degli eventuali procedimenti successori o delle cause ereditarie. Successivamente all'apertura della successione, si ha la delazione o vocazione ereditaria: essa consiste nell'offerta dell’eredità a persone che, se vogliono, possono accettarla. Il destinatario di tale offerta è detto "chiamato all'eredità". Il codice prevede due forme di delazione: per testamento quando il defunto ha disposto dei suoi [ ... leggi tutto » ]

Possono ereditare: le persone fisiche i nascituri concepiti al tempo dell'apertura della successione; si presume tale chi nasce entro i 300 giorni dalla morte della persona della cui eredità si tratta. La partecipazione alla successione è comunque subordinata all'evento della nascita le persone giuridiche; possono succedere anche gli enti non riconosciuti, sia che esistano, sia che debbano essere costituiti dalle persone e secondo le modalità indicate dal testatore. Possono ricevere testamento i figli di una determinata persona vivente al tempo della morte del testatore, benché [ ... leggi tutto » ]

Con la morte del de cuius, il chiamato all'eredità non acquista ipso iure la qualità di erede, stante la necessità di una manifestazione di volontà diretta in tal senso: quindi fra la morte del de cuius e l'eventuale accettazione può intercorrere del tempo durante il quale il patrimonio del defunto si trova sprovvisto di un titolare. Per evitare che il patrimonio del defunto rimanga abbandonato a se stesso e resti privo di tutela giuridica, è predisposto l'istituto dell’eredità giacente, che prevede la nomina di un curatore da parte dell'autorità giudiziaria con il compito di curare gli interessi dell’eredità fino [ ... leggi tutto » ]

Dopo l'apertura della successione, i chiamati all'eredità devono valutare se accettare o rinunciare all’eredità stessa. Il chiamato ha 10 anni di tempo per accettare. L'accettazione trasforma il chiamato all'eredità in erede vero e proprio. In caso di rinuncia non si perde definitivamente il diritto all’eredità perché il chiamato può revocare la propria rinuncia fino a quando l’eredità non sia stata accettata dagli ulteriori chiamati. Gli eredi, in caso di accettazione, subentrano in tutte le situazioni soggettive del defunto comprese quelle di natura tributaria, attive e passive L'accettazione può essere pura e semplice o con beneficio di inventario. La responsabilità [ ... leggi tutto » ]

L'accettazione con beneficio di inventario non provoca la confusione dei patrimoni e l'erede pagherà i debiti ereditari solo entro il valore dei beni a lui pervenuti per successione. In caso di dubbio quindi è consigliabile, se non si vuole rinunciare all’eredità, quanto meno accettarla con beneficio di inventario; in tal caso il patrimonio del de cuius non si confonde con quello personale dell'erede. L'accettazione dell'eredità non può essere legata a condizioni o termini, ed essa è irrevocabile. Una accettazione parziale dell’eredità non è possibile, nel senso che non è possibile decidere di rifiutare una parte di eredità a favore [ ... leggi tutto » ]

Ricorre quando il chiamato emette una dichiarazione espressa di volontà diretta ad acquistare l’eredità, cioè quando colui che eredita dichiara espressamente per iscritto di accettare l'eredità. E' un atto giuridico unilaterale (in quanto emesso soltanto dal chiamato), non recettizio (in quanto non deve essere né notificato né comunicato perché produca i suoi effetti) e irrevocabile. La dichiarazione deve essere resa nella forma dell'atto [ ... leggi tutto » ]

Ai sensi dell'articolo 476 del codice civile, si ha accettazione tacita quando il chiamato all'eredità compie un atto che presuppone necessariamente la sua volontà di accettare e che non avrebbe il diritto di compiere se non nella qualità di erede. Quindi, si ha accettazione tacita quando l'erede, a seguito di un suo comportamento chiaro e inequivocabile, lascia intendere di avere accettato l'eredità (ad esempio, appropriazione di beni ereditari, disposizione sugli stessi beni o promozione di un'azione spettante all'erede). Sono considerate in ogni caso forme di accettazione tacita la donazione, la vendita o la cessione che il chiamato all'eredità faccia [ ... leggi tutto » ]

L'accettazione può essere impugnata per violenza o per dolo, per errore ostativo, ma non per errore motivo. I chiamati minori, interdetti, inabilitati o emancipati, e le persone giuridiche diverse dalla società, se intendono accettare l'eredità, devono necessariamente farlo mediante beneficio di inventario. In mancanza l'accettazione è nulla. Il diritto di accettare si prescrive nel termine di dieci anni dall'apertura della successione, e, nel caso di istituzione condizionale, dal giorno in cui si verifica la condizione. Ai sensi dell'articolo 481 del codice civile, chiunque vi ha interesse può chiedere che l'autorità giudiziaria fissi un termine entro il quale il chiamato [ ... leggi tutto » ]

Come accennato nella prima sezione di questo articolo, la dichiarazione di successione deve essere resa dagli eredi del defunto per informare l’Agenzia delle Entrate sull'ammontare e la consistenza del patrimonio ereditario, allo scopo di rendere possibile il calcolo delle imposte di successione. La dichiarazione di successione va presentata, entro 12 mesi dalla morte, all'Agenzia delle Entrate territorialmente competente in base all'ultima residenza del defunto, compilando l'apposito modulo (reperibile anche sul sito internet dell'Agenzia) a pena di nullità della dichiarazione stessa. La dichiarazione di successione deve indicare tutti i beni e i diritti di cui il defunto era titolare in [ ... leggi tutto » ]

17 giugno 2013 · Paolo Rastelli

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Stai leggendo Indice del post Debiti e successione – accettazione e rinuncia dell'eredità Autore Paolo Rastelli Articolo pubblicato il giorno 17 giugno 2013 Ultima modifica effettuata il giorno 28 settembre 2017 Classificato nella categoria accettazione e rinuncia eredità - accettazione con beneficio di inventario Inserito nella sezione tutela dei beni del debitore.

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