Accettazione dell'eredità - Il chiamato ha dieci anni per accettare

Dopo l'apertura della successione, i chiamati all'eredità devono valutare se accettare o rinunciare all'eredità stessa. Il chiamato ha 10 anni di tempo per accettare.

L'accettazione trasforma il chiamato all'eredità in erede vero e proprio. In caso di rinuncia non si perde definitivamente il diritto all'eredità perché il chiamato può revocare la propria rinuncia fino a quando l'eredità non sia stata accettata dagli ulteriori chiamati.

Gli eredi, in caso di accettazione, subentrano in tutte le situazioni soggettive del defunto comprese quelle di natura tributaria, attive e passive

L'accettazione può essere pura e semplice o con beneficio di inventario.

La responsabilità degli eredi per i debiti ereditari, compresi quelli fiscali, sussiste anche se questi superano l'attivo ereditario. In caso di chiamata all'eredità è quindi opportuno evitare accettazioni frettolose e cercare prima di verificare se esistano e a quanto ammontano le situazioni debitorie del defunto.

L'accettazione pura e semplice comporta che i beni del de cuius si confondano col patrimonio dell'erede, con la conseguenza che l'erede dovrà pagare gli eventuali debiti del defunto non solo con i beni ereditati, ma anche con il proprio patrimonio.

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Commenti e domande

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  • basilio 30 maggio 2009 at 17:07

    se non pago le spese ho diritto all’eredita’?

    • weblog admin 30 maggio 2009 at 20:37

      Se prendi l’eredità paghi anche i debiti del defunto.

      E bisogna stare attenti: se l’eredità è inferiore ai debiti, non si combina un buon affare ….

      Quando ci si accorge che l’eredità è una fregatura perchè si prende 1 e bisogna poi dare indietro 10, allora c’è la possibilità di rinunciare ad essa.

  • karalis 22 ottobre 2008 at 18:06

    Salve,
    vorrei chiedere informazioni in merito alla successione.
    Sto acquistando casa e nel momento in cui stavamo stipulando il compromesso risulta agli atti un nominativo di un defunto, per tale motivo tutto è stato bloccato, inq aunto dovrebbero subentrare gli eredi del defutno; e dal mese di giugno 2008 al mese di ottobre 2008 tutto tace e non si sa quando quest’atto sarà fatto? Quanto tempo si aspetta in casi come questi? E per fortuna c’è un agenzia immobiliare di mezzo che deve verificare il tutto.

    Ringrazio e porgo cordiali saluti

    Commento di Simona | Mercoledì, 22 Ottobre 2008

    Deve essere un grande affare per non allontanarsi subito da questo tipo di situazioni.

    Certo l’agenzia verifica tutto, tanto dopo aver preso le provvigioni i problemi restano a voi. Una gran fortuna che ci sia l’agenzia … una gran fortuna per l’agenzia ovviamente e per gli avvocati che serviranno dopo.

  • Il notaio 4 ottobre 2008 at 12:35

    Gianfranco 4 ottobre 2008 at 12:34
    Devo fare la successione e vorrei sapere se è possibile non portare in successione un piccolo lotto di terreno.

    Mi spiego meglio:
    – dalla visura catastale risulta che il piccolo lotto di terreno è in comproprietà con molte persone (probabilmente nei vari anni è andato più volte in successione senza particolare interesse di nessuno portando la lista dei proprietari ad oltre 30). Il valore del terreno è praticamente nullo nella sua interezza, diventa di pochi euro per i 10 mq che sarebbe la mia quota. Posso evitare di portare in successione questo terreno?
    – In alternativa posso riportarlo in successione rinunciando alla eredità di questo solo lotto (quale indicazione riportare nella successione)?

    Naturalmente la casa e gli altri terreni di proprietà al 100% sarebbero indicati nella successione, mentre solo questo lotto sarebbe non indicato. Grazie per la gentile risposta. Gianfranco

    Caro Gianfranco,
    la materia successoria è sempre molto complessa; la legge considera l’eredità nel suo complesso, come un blocco unico; ciò comporta che non si può rinunciare solo ad alcuni beni per riceverne altri. Si accetta o si rinuncia l’eredità per intero con tutti i suoi beni (e, se ci sono, i suoi debiti).
    Inoltre, è necessario inserire nella denuncia di successione tutti i beni, anche quelli di poco valore; in caso contrario si corre il rischio di dover pagare in futuro delle sanzioni pecuniarie.

  • il notaio 4 ottobre 2008 at 12:34

    La successione in generale può essere regolata dalla legge o dal testamento.
    Nell’ipotesi in cui vi sia testamento, sarà questo ad indicare i chiamati all’eredità. Il testamento dovrà essere portato da un notaio (insieme all’estratto dell’atto di morte) che lo riceverà in deposito formale e provvederà a pubblicarlo con un apposito atto notarile, informandone poi gli interessati.
    Invece, nell’ipotesi in cui non ci sia testamento, i chiamati all’eredità sono designati dalla legge. Nel suo caso i chiamati sono il vedovo che, in quanto coniuge, godrà in ogni caso anche del diritto di abitazione sulla casa familiare, e i figli (sposati o meno) secondo le quote stabilite dalla legge. In assenza di testamento non è necessario alcun atto notarile per rendere esecutiva la chiamata successoria.
    Dal punto di vista fiscale è invece in ogni caso obbligatorio predisporre e presentare entro un anno la dichiarazione di successione, per la quale è opportuno rivolgersi al proprio notaio di fiducia.

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