Domande e risposte sulla notifica della cartella esattoriale per multa

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Se il trasgressore o il proprietario del veicolo non provvedono al pagamento della multa o alla successiva ingiunzione, oppure pagano la multa con ritardo, a distanza di qualche tempo (anche anni) verrà notificata una cartella esattoriale da società del gruppo Equitalia (Esatri, Gerit ecc…) che poi provvederanno ad un ultimo avviso prima della riscossione coattiva.

Contro la cartella esattoriale si può fare ricorso al giudice di pace, entro 30 giorni dalla notifica della stessa. Per poter fare ricorso bisogna quindi verificare se il termine di 5 anni di cui detto sia decorso o meno.

E se la multa è stata pagata regolarmente entro i termini?

Probabilmente la consegna della cartella è un errore. Per dirimere ogni dubbio bisogna aver conservato la ricevuta del pagamento, che va esibita alla prefettura o all’ufficio contravvenzioni del Comune, che hanno fatto emettere la cartella esattoriale. Questi enti, in autotutela, riconoscendo l’errore, procedono all’annullamento della cartella. Meglio farsi rilasciare una quietanza liberatoria, da consegnare in copia anche all’ente esattore.

E se prima della cartella non ci è mai stata notificata alcuna multa?

La situazione non è di fatto così rara. In questo caso, in primo luogo, va verificato che il verbale vi sia stato correttamente notificato, in genere a mezzo del servizio postale. È necessario quindi verificare se presso l’ente che ha accertato la multa (Polizia, Comune o altro) esista prova dell’avvenuta notifica alla vostra residenza del verbale. L’ente è tenuto, anche ai sensi della legge sulla trasparenza amministrativa, a mostrarvi le prove dell’avvenuta corretta notifica e ad indicarvi quando e dove la contravvenzione è stata rilevata. Se ci sono errori si può ovviamente fare ricorso al giudice di pace.

Può tuttavia capitare che le poste non abbiano eseguito correttamente la notifica?

A tal proposito se il postino non trova il destinatario del verbale o qualcun altro che possa firmare in sua vece, lascia una cartolina gialla con l’invito a ritirare l’atto presso l’ufficio postale entro dieci giorni. Trascorsi i dieci giorni, senza che il destinatario si sia presentato, l’atto viene restituito al mittente.

Come faccio io a provare che il postino mi ha lasciato la cartolina-invito nella mia cassetta postale? Praticamente non ho nessuna possibilità

Per ovviare a questo inconveniente, la Corte Costituzionale, con la sentenza numero 346/1998, ha stabilito che a partire dal 24.9.1998 l’automobilista debba ricevere una seconda raccomandata AR di notifica del verbale, in maniera che non ci possano essere più dubbi sul tentativo di consegna.

E se ho pagato in ritardo il verbale, magari anche solo di un giorno?

Abbiamo detto sopra che quando riceviamo il verbale, si ha tempo 60 giorni (consecutivi, inclusi sabato e domenica) per pagare. Se si paga, anche con un solo giorno di ritardo, il versamento è inutile e l’automobilista riceve ugualmente la cartella con l’invito a pagare nuovamente la sanzione, oltre agli interessi e alle spese di notifica.

Consigli

La cartella esattoriale può costituire davvero una sorpresa. La possibilità del ricorso sono solo 30 giorni è anche qui aperta; prima però bisogna verificare bene quanto detto sopra ed in particolare se i termini, non facili da ricordare, siano stati rispettati e se notifiche e consegne dei precedenti atti siano stati fatte regolarmente

da URM – Ufficio Ricorsi Multe

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26 Settembre 2008 · Giuseppe Pennuto

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Commenti e domande

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  • gennaro imbriani 9 Settembre 2009 at 13:55

    Capita spesso che una cartella esattoriale arrivi a un genitore defunto.

    Se si tratta di una sanzione amministrativa non fiscale, per esempio una contravvenzione stradale, la cartella deve essere archiviata, perché l’articolo 7 della legge n. 689/1981 vieta espressamente la trasmissibilità di ogni sanzione amministrativa agli eredi.

  • c0cc0bill 6 Novembre 2008 at 12:05

    Salve, ho ricevuto una cartella esattoriale per una contravvenzione già pagata.. Però mi sono accorto dopo un pò di tempo che il 60esimo giorno dopo la notifica del verbale era sabato 31 marzo, mentre io ho effettuato il pagamento 2 giorni dopo, cioè lunedì 2 aprile. Vorrei sapere se devo pagare la cartella o posso richiederne lo sgravio. Grazie per la disponibilità.
    Emilio

    Commento di Emilio | Giovedì, 6 Novembre 2008

    Il pagamento della multa in ritardo (anche di un solo giorno) è come non fosse mai avvenuto.

    Quindi dovrai pagare la cartella esattoriale con tutti gli aggravi dell’importo iscritto a ruolo.

    Naturalmente da tale importo dovrà esserti detratta la cifra della sanzione già corrisposto anche se in ritardo.

    Con bollettino (e varbale possibilmente) attestante il pagamento della sanzione pagata in ritardo dovrai recarti negli uffici dell’agente per la riscossione di zona, chiedendo uno sgravio parziale.

  • c0cc0bill 28 Ottobre 2008 at 05:22

    salve, in data 2 ottobre 2008 mi è stata notificata una cartella di pagamento, per delle multe notificatemi nel giugno 2004 relative ad infrazioni commesse nel gennaio dello stesso anno (accesso non autorizzato nella ZTL di roma). Al riguardo, il ruolo ordinario è reso esecutivo in data 4 giugno 2008, ma è normale che avvenga dopo oltre 4 anni dall’infrazione, così aumentando, ogni multa di ben 95 euro relativi a maggiorazione ai sensi dell’art. 27 L. 689/81, per un totale di 756 euro. desideravo sapere, se è possibile in quale modo fare ricorso a chi ed in che tempi.
    grazie a tutti.

    Commento di nicola | Martedì, 28 Ottobre 2008

    Il decreto milleproroghe 2008 ha stabilito che fra fra ruolo esecutivo e notifica della cartella non debbano passare più di due anni.

    Nulla invece è stato previsto riguardo il tempo che intercorre fra mancato pagamento della sanzione amministrativa ed iscrizione a ruolo della stessa.

    La logica sottesa è che chi decide di non pagare la sanzione, entro i 60 gg dalla notifica e senza nemmeno proporre ricorso, sa a cosa va incontro. E che l’iscrizione a ruolo delle sanzioni non pagate richiede tempi tecnici non facilmente quantificabili.

  • c0cc0bill 22 Ottobre 2008 at 04:49

    Buonasera
    per quanto riguarda i termini prescrittivi della notifica delle multe per circolazione stradale, mi permetto di dissentire dall’assunto che la notifica della cartella esattoriale deve avvenire entro 5 anni come previsto dall’art. 28 della L. 689/81.
    La L. 689/81 all’art. 28 recita che l’ente impositore ha diritto a riscuotere quanto dovuto entro 5 anni dalla data dell’infrazione, ma per quanto riguarda la cartella esattoriale, una volta che il debito viene iscritto a ruolo, secondo me, i termini di prescrizione seguono regolarmente i termini dell’art. 25 del D.P.R. 602/73.
    La mia è un interpretazione anche avvalorata da diversi Giudici di Pace in diverse sentenze.
    Ci sono invece sentenze contrarie?
    Grazie mille per l’attenzione

    Commento di Edgardo | Martedì, 21 Ottobre 2008

    Nessuna sentenza contraria. O meglio, non ho notizia di sentenze contrarie.

    Anche io sono d’accordo sul fatto che si ha prescrizione con il superamento del periodo di 5 anni dalla notifica della cartella esattoriale.

    Anche se, il decreto milleproroghe 2008 introduce un ulteriore condizione. L’Agente della riscossione deve notificare la cartella esattoriale entro anni DUE dalla consegna dei ruoli effettuata dall’Ente impositore.

    L’articolo che commentiamo, poi, si concentra su quello che è il procedimento di “ricorso recuperatorio”, ovvero il ricorso che si fa quando si ritiene che la multa, che origina la cartella esattoriale, non sia stata notificata in modo corretto (secondo quanto previsto dalla legge) al destinatario. Tanto è vero che il termine per il ricorso è correttamente indicato in giorni 30 (e non 60) dalla notifica della cartella esattoriale.

    In ogni caso, per il momento penso sia meglio correggere per evitare altri equivoci sulla questione. Non credo proprio che se ne senta il bisogno.

    Non lo avevo finora fatto solo perchè l’articolo è ripreso da altra fonte e, di solito, io non correggo le fonti.

    Stavolta, tuttavia farò una eccezione, visto che qualcuno, come Edgardo, poi gli articoli li legge davvero e soprattutto li legge criticamente.

    Grazie per la segnalazione Edgardo.

  • karalis 17 Ottobre 2008 at 21:08

    Salve ho ricevuto una notifica con cartella di pagamento SERIT Sicilia di complessivi 264,62.€ per una multa che mi avrebbero fatta l’1-3-2004 i vigili urbani di Napoli, premesso che non ho mai messo piede a Napoli poi abito e lavoro in provincia di Palermo, ma la targa riportata sulla notifica corrisponde a quella di una mia utilitaria che ho permutato 2 anni fa. Inoltre anche il codice fiscale riportato sulla intestazione è il mio, ma a questo e facile risalire. Inoltre detta multa come indicato mi sarebbe stata notificata il 7-8-2008, tra l’altro mai ricevuta.
    Avendomi dato 60 giorni per il pagamento e per presentare ricorso al giudice di pace di Napoli.
    Mi si invita a prendere visioni degli atti presso i l’ufficio U.O e ricorsi di Napoli cosa che non intendo proprio fare visto che mi verre4bbe a costare tra viaggio Palermo-Napoli e ritorno e relativo soggiorno più di 264,62 €. Spero che telefonando possano essere così disponibili da indicarmi tutti dati in loro possesso a cominciare da quale tipo di auto avevo nel 2004 se la contravvenzione mi è stata notificata personalmente quale tipo di infrazione avrei commesso ecc.Ad ogni buon conto essendo una impiegata pubblica posso sempre dimostrare visto il badge eletronico che rileva la presenza anche per quel famigerato 1-3-2004 ( lunedì ), ho controllato, Spero in qualche consiglio, su come debba comportarmi, non avendo eccessiva fiducia sia nella Serit Sicilia che nei Vigili Urbani di Napoli.ringrazio in anticipo.

    Commento di Margherita | Venerdì, 17 Ottobre 2008

    La presenza in servizio al lavoro non è indicativa, potendo l’auto essere stata guidata da altra persona.

  • karalis 7 Ottobre 2008 at 13:12

    Salve, l’8/06/2007 mi è stata consegnata a mano una multa dell’importo di € 222 per scaduta revisione + fanalino rotto (art. 79 + art. 80).
    Avendo perso il bollettino di pagamento originale allegato al verbale, ho tentato di pagarla usando un bollettino compilato da me seguendo le indicazioni pubblicate sul sito della polizia stradale ma quando l’impiegato postale inseriva il numero di verbale stampato sul verbale stesso riceveva un errore ed il pagamento non veniva accettato.
    Così, Convinta che comunque avrei ricevuto via posta una notifica o sollecito di pagamento da parte della P.S. in caso di mancato pagamento, ho temporaneamente lasciato perdere.
    Sfortunatamente, ieri, 07/10/2008, mi è arrivata una cartella esattoriale relativa a suddetta multa, e con spiacevole sorpresa ho notato che l’importo, in un anno, è stato non solo raddoppiato ma anche arricchito con un ulteriore bonus di € 89 ( x maggiorazione di spesa) + € 24.83 ( x compensi di riscossione). Totale multa da pagare allo stato attuale € 564.71.
    Mi spiace essermi dilungata troppo, ma sono ancora un po’ sconvolta dall’accaduto. Concludendo, quello che vorrei sapere è:

    1) E’ normale che una multa non pagata diventi direttamente cartella esattoriale? Non avrei dovuto ricever prima una sorta di sollecito da parte della Polizia Stradale del comune di competenza?

    2) Può una multa aumentare così tanto dopo appena un anno? (da € 222 a € 564,71 )?

    Grazie mille in anticipo per il Vostro interessamento e aiuto.

    Commento di Paola | Martedì, 7 Ottobre 2008

    1a) SI
    1b) NO
    2) SI

    Infatti:

    1) La multa va pagata entro 60 gg. dalla notifica (quella determinata dall’invio della comunicazione di “avviso”). Un solo giorno di ritardo equivale a multa non pagata.

    2) L’importo della cartella esattoriale computa quanto segue:

    a) il 61° giorno dalla notifica della multa, la sanzione irrogata raddoppia in caso di mancato pagamento;
    b) la notifica della cartella di pagamento ha un costo (spese di notifica cartella esattoriale);
    c) dal 61° giorno della notifica della contravvenzione a quello di iscrizione a ruolo della sanzione, decorrono gli interessi di mora (sull’importo raddoppiato, nel tuo caso pari ad euro 444);
    d) la società di Equitalia prende il 4,6-4,7% circa dell’importo iscritto a ruolo (spese di riscossione).

    Gli importi b) e c) presumibilmente son stati raggruppati nella voce “maggiorazioni di spesa”

    Se sommi la multa raddoppiata e le maggiorazioni di spesa ottieni 444 + 89 = 533
    E ci siamo anche con le spese di riscossione che equivalgono, + o -, al 4,66% di 533 euro

    L’aiuto purtroppo non c’è. O, almeno, c’è stato solo quello di aiutarti a capire. Spero.

  • karalis 29 Settembre 2008 at 17:55

    Ho ricevuto una multa dopo aver cambiato la mia residenza, al precedente indirizzo di residenza.
    Dopo un primo avviso, ne ho ricevuto un secondo e avvisato da un vicino di casa sono andato a ritirare la raccomandata e ho pagato la multa per l’intero importo.
    Oggi mi è arrivata, DI NUOVO AL VECCHIO INDIRIZZO DI RESIDENZA, una cartella esattoriale che ho provveduto (sempre avvisato dal mio vicino che ha notato una cartolina di colore verde a mio nome fuori da qualsiasi cassetta postale) a ritirare presso la casa comunale del comune di Roma. Devo pagare 60 Euro, in quanto ho pagato la multa senza la maggiorazione di 5 euro dovuta ai diritti di notifica (non sapevo che era la seconda notifica). Posso ricorrere al GDP ed impugnare la cartella anche avendogià pagato la multa che ripeto cosi come la cartella è stata inviata all’indirizzo errato? GRAZIE

    Commento di agostino androso | Lunedì, 29 Settembre 2008

    Hai sbagliato la prima volta a pagare una multa inviata ad un indirizzo che già non era la tua residenza.

    Pagando la multa, tuttavia, hai dimostrato di essere venuto a conoscenza della contravvenzione e non puoi fare più ricorso.

    Per la cartella esattoriale vale lo stesso concetto. Ed hai sbagliato un’altra volta.

    Dovevi ignorarla. Nel prosieguo del procedimento, qualora ti fosse arrivato al nuovo indirizzo un qualsiasi atto sanzionatorio lo avresti potuto impugnare dimostrando un evidente difetto di notifica delle comunicazioni precedenti. Con eventuale prescrizione.

    La controparte, infatti, avrebbe potuto esibire solo relate di notifica e/o raccomandate AR inviate ad un indirizzo completamente errato.

    Una notifica effettuata ad un precedente indirizzo storico di residenza è infatti da considerare mai avvenuta, a meno che il destinatario non faccia l’errore di ammettere, anche implicitamente, di essere, in qualche modo, venuto a conoscenza del provvedimento sanzionatorio che lo riguarda.

    Se ciò accade, non è più possibile invocare difetti di notifica. Come nel tuo caso.

    In altre parole Agostino, proprio per esser chiare e senza equivoci, devi dire al tuo vicino che non ti chiamasse più quando trova cartoline verdi che ti riguardano!

    A volte se i vicini si facessero gli affari propri sarebbe un gran bel vantaggio ….