Indice del post contenzioso tributario - lo strumento deflativo della conciliazione

La conciliazione giudiziale è il mezzo attraverso il quale si può chiudere un contenzioso aperto con il fisco: si applica a tutte le controversie per le quali hanno giurisdizione le Commissioni tributarie, può aver luogo solo davanti alle Commissioni tributarie provinciali e non oltre la prima udienza. La conciliazione permette al contribuente di usufruire di una riduzione delle sanzioni amministrative, che saranno dovute nella misura del 40% delle somme irrogabili. In ogni caso, la misura delle sanzioni non può essere inferiore al 40% dei minimi edittali previsti [ ... leggi tutto » ]

La conciliazione giudiziale può essere realizzata sia "in udienza" sia "fuori udienza" e può essere proposta:  dalla stessa Commissione tributaria provinciale, che, in sede di prima udienza, può prospettare alle parti il tentativo di conciliazione;  dalle parti (contribuente, ufficio dell'Agenzia delle Entrate, ente locale, Agente della riscossione), ciascuna delle quali può proporre all'altra la conciliazione totale o parziale della controversia. Il tentativo di conciliazione comunque non è vincolante. Infatti, se il contribuente nel tentare l'accordo non lo raggiunge, [ ... leggi tutto » ]

La conciliazione in udienza può essere avviata su iniziativa delle parti o dello stesso giudice. In particolare, si può verificare uno dei seguenti casi:  il contribuente o l'ufficio, con una domanda di discussione in pubblica udienza depositata presso la segreteria della commissione e notificata alla controparte entro i 10 giorni precedenti la trattazione, può chiedere di conciliare in tutto o in parte la controversia  l'ufficio, dopo la data di fissazione dell'udienza di trattazione e prima che questa si sia svolta, può depositare una proposta scritta già concordata con il ricorrente  il giudice tributario, con intervento autonomo, può invitare le [ ... leggi tutto » ]

La conciliazione fuori udienza viene formalmente avviata dopo che è intervenuto l'accordo tra l'ufficio e il contribuente sulle condizioni alle quali si può chiudere la controversia. In questa ipotesi, lo stesso ufficio, fino alla data di trattazione in camera di consiglio o alla discussione in pubblica udienza, può depositare presso la segreteria della Commissione una proposta di conciliazione con l'indicazione dei contenuti dell'accordo. Se l'accordo viene confermato, il Presidente della Commissione [ ... leggi tutto » ]

Il versamento degli importi concordati a seguito di conciliazione delle controversie tributarie deve essere effettuato:  con modello F24 per le imposte dirette, per l'Irap, per le imposte sostitutive e per l'Iva con modello F23 per le altre imposte indirette. Per il versamento di imposte dirette, Irap, imposte sostitutive e Iva dovute per effetto della conciliazione giudiziale, è possibile effettuare la compensazione con eventuali crediti d'imposta vantati. Non è possibile invece compensare le imposte che si versano con il modello F23 (per esempio, imposta di registro). Il pagamento va fatto:  in unica soluzione, entro 20 giorni dalla data di redazione [ ... leggi tutto » ]

Nello schema di seguito riportato vengono sintetizzati i vantaggi della conciliazione giudiziale. [ ... leggi tutto » ]

7 aprile 2012 · Giorgio Valli

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Stai leggendo Indice del post Contenzioso tributario - Lo strumento deflativo della conciliazione Autore Giorgio Valli Articolo pubblicato il giorno 7 aprile 2012 Ultima modifica effettuata il giorno 5 ottobre 2017 Classificato nella categoria contenzioso tributario ricorso transazione fiscale e accordo per debiti tributari (legge 3/2012) Inserito nella sezione fisco, tributi e contributi del sito la comunità dei debitori e dei consumatori italiani.

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