Riscossione coattiva della cartella esattoriale tramite pignoramento

Attenzione » il contenuto dell'articolo è poco significativo oppure è stato oggetto di revisioni normative e/o aggiornamenti giurisprudenziali successivi alla pubblicazione e, pertanto, le informazioni in esso contenute potrebbero risultare non corrette o non attuali. Potrai trovare i post aggiornati sull'argomento nella sezione di approfondimento.

Riscossione coattiva della cartella esattoriale - COSA E' IL PIGNORAMENTO

Il pignoramento è l'atto con cui si inizia l’espropriazione forzata che segue l'esistenza, e la notifica, di un titolo esecutivo e di un precetto.

Disciplinato dal codice di procedura civile all'articolo 491 e seguenti (norme riformate dalla legge 80/2005 e 51/2006), e' in pratica una ingiunzione che l'ufficiale giudiziario fa al debitore di astenersi da qualunque atto diretto a sottrarre alla garanzia del credito i beni che sono oggetto dell’espropriazione e i frutti di esso.

L'ingiunzione deve anche contenere:

- l'invito rivolto al debitore a fare dichiarazione di residenza -o ad eleggere domicilio- in uno dei comuni del circondario ove ha sede il giudice competente per l'esecuzione. In mancanza tutte le notifiche saranno fatte presso la cancelleria dello stesso giudice;

- l'avvertimento che il debitore può chiedere di sostituire alle cose o ai crediti pignorati una somma di denaro pari all'importo dovuto ai creditori, comprensivo di interessi e spese. Cio' depositando in cancelleria un'apposita istanza e una somma non inferiore ad un quinto del credito.

Riscossione coattiva della cartella esattoriale - FORMA DEL PIGNORAMENTO

Viene redatto dall'ufficiale giudiziario un verbale dal quale risulta, oltre che l'ingiunzione di cui sopra, la descrizione di tutte le cose pignorate, il loro stato (tramite rappresentazione fotografica o audiovisiva) e la determinazione approssimativa del presumibile valore di realizzo stabilito con l'assistenza, se ritenuta utile o richiesta dal creditore, di un esperto stimatore scelto dall'ufficiale giudiziario.

Riscossione coattiva della cartella esattoriale - Se il pignoramento riguarda COSE MOBILI

Il pignoramento di cose mobili non può riguardare i beni impignorabili e deve essere eseguito di preferenza sulle cose che l'ufficiale giudiziario ritiene di piu' facile e pronta liquidazione nel limite di un presunto valore di realizzo (calcolato aumentando della meta' l'importo del credito precettato).

In ogni caso devono essere preferiti, in ordine: il denaro contante, gli oggetti preziosi, i titoli di credito ed ogni altro bene che appaia di sicura realizzazione.

Non può essere eseguito nei giorni festivi e fuori l'orario stabilito dalla legge per le notifiche (dalle 7 alle 21).

L'ufficiale giudiziario munito di titolo esecutivo procede al pignoramento ricercando le cose nella casa del debitore e negli altri luoghi a lui appartenenti, e anche sulla persona stessa. L'ufficiale giudiziario può avere l'assistenza della forza pubblica.

Il denaro, i preziosi e i titoli pignorati vengono consegnati dall'ufficiale giudiziario al cancelliere del competente ufficio giudiziario, mentre gli altri beni vengono trasportati in un luogo di pubblico deposito oppure affidati ad uno specifico custode (che non può essere il creditore o il debitore qualora l'altra parte non dia il suo consenso).

Il pignoramento può riguardare anche le cose mobili (arredamento, oggetti vari) presenti nell'immobile non di proprietà del debitore. E' sufficiente che questi vi abbia residenza per presumere -in forza di legge- che i beni contenuti nell'immobile siano di sua proprietà, salvo prova contraria (sua o dell'effettivo proprietario).

Riscossione coattiva della cartella esattoriale - PIGNORAMENTO IMMOBILIARE

Insieme al bene immobile possono essere pignorati anche i mobili in esso contenuti, quando appaia opportuno che l’espropriazione avvenga unitamente.

A custodia dei beni viene normalmente nominato il debitore, ma su richiesta di un creditore il giudice può anche nominare persona diversa. Cio' avviene comunque nel caso in cui il debitore non occupi l'immobile.

Il pignoramento immobiliare si esegue notificando al debitore la trascrizione nei registri immobiliari di un atto contenente l'esatta descrizione dell'immobile e l'ingiunzione al debitore di non compiere atti dispositivi.

Riscossione coattiva della cartella esattoriale - PIGNORAMENTO PRESSO TERZI

Riguarda crediti del debitore verso terzi (come fitti, stipendi -con limiti che diremo- e somme presenti sul conto corrente) o cose del debitore che si trovano presso terzi. Si esegue mediante atto notificato al terzo e al debitore, e deve contenere oltre all'ingiunzione a non compiere alcun atto dispositivo circa i beni e i crediti assoggettati a pignoramento, l'indicazione del credito per cui si procede, del titolo esecutivo e del precetto, l'indicazione anche generica delle cose o somme dovute e l'intimazione al terzo di non disporne senza ordine del giudice.

L'atto contiene anche l'invito a presentarsi davanti al giudice per dichiarare "di quali cose o quali somme" il terzo e' debitore o si trova in possesso e quando ne deve eseguire il pagamento o la consegna.

Interessante osservare che questa disposizione non riguarda i pignoramenti "esattoriali" (si veda piu' avanti), per i quali e' invece previsto che il terzo debitore effettui direttamente i pagamenti al concessionario.

Riscossione coattiva della cartella esattoriale - EFFETTI DEL PIGNORAMENTO

Il pignoramento, nelle varie specie, produce l'effetto di rendere inopponibili al creditore procedente, e agli altri creditori che intervengono nell'esecuzione, gli atti di disposizione compiuti sui beni pignorati (come per esempio la vendita e le cessioni dei crediti).

Per gli immobili vale la regola dell'anteriorita' della trascrizione; per i beni mobili il principio della tutela del terzo acquirente che abbia acquistato il possesso in buona fede. Si vedano, in proposito, gli articoli 2912 e seguenti del codice civile.

Riscossione coattiva della cartella esattoriale - COSA SI INTENDE PER IMPIGNORABILITA'

Riguarda il pignoramento mobiliare presso il debitore: in particolare l'impignorabilità è riferita a beni per il loro prevalente valore morale (esempio: oggetti di culto, fede nuziale), o per stretta necessita' nella vita domestica (esempio: frigorifero, lavatrice), hanno indotto il legislatore a privilegiare i bisogni del debitore rispetto al principio per cui tutti i beni dovrebbero fungere da garanzia dei creditori ed essere quindi espropriabili.

Sono inoltre sottratti al pignoramento i crediti alimentari (gli alimenti versati dal coniuge separato, tranne per cause di alimenti e comunque con autorizzazione del presidente del tribunale o di un giudice delegato e per la parte dallo determinata dallo stesso), i crediti aventi per oggetto sussidi di grazia, di sostentamento, di maternita' e di malattia.

Sono parzialmente impignorabili, invece, tutti i beni indispensabili per l'esercizio della professione o del mestiere esercitato dal debitore. Essi possono essere pignorati nei limiti di un quinto nei casi in cui il presumibile valore degli altri beni non appare sufficiente per la soddisfazione del credito. La disposizione non si applica se il provvedimento riguarda una societa'.

Particolari disposizioni, inoltre, riguardano le cose che il proprietario di un fondo tiene per il servizio e la coltivazione del medesimo nonche' i frutti non ancora raccolti o separati dal suolo.
Maggiori dettagli in merito si possono trovare agli articolo 514 e seguenti nonche' all'articolo 545 del codice di procedura civile.

Riscossione coattiva della cartella esattoriale - PIGNORABILITA' DELLO STIPENDIO

Per i dipendenti pubblici ricordiamo che gia' da tempo e' stata abolita la regola di assoluta impignorabilità a seguito di varie pronunce della Corte Costituzionale (sentenze numero 89/1987 e numero 878/1988). La Finanziaria 2005 (legge 311/04) ha poi definitivamente equiparato le disposizioni relative alla pignorabilità degli stipendi privati e di quelli pubblici.

In sostanza vige per tutti gli stipendi (nonche' le gratifiche, le pensioni, le indennita', i sussidi, etc) la regola generale secondo cui essi sono impignorabili ed insequestrabili salvo queste eccezioni:

1) se il debito riguarda alimenti dovuti per legge, e' prevista la pignorabilità fino ad un terzo degli stipendi al netto di ritenute;
2) se il debito e' verso lo Stato o altri enti o imprese da cui il debitore dipende, e riguarda il rapporto di impiego, e' prevista la pignorabilità fino ad un quinto degli stipendi al netto di ritenute;
3) se il debito riguarda tributi dovuti allo Stato, alle Province o ai Comuni dall'impiegato o salariato, e' prevista la pignorabilità fino ad un quinto degli stipendi dello stesso al netto di ritenute.

Se concorrono simultaneamente i casi 2 e 3 il pignoramento non può colpire una quota totale maggiore del quinto gia' detto, mentre se concorre anche il caso 1 il pignoramento non può colpire una quota maggiore della meta' degli stipendi al netto di ritenute.

E' da precisare, per quanto previsto dal codice di procedura civile, che la quota oggetto di pignoramento e' decisa dal presidente del Tribunale o da un giudice da questi delegato.

Fonte: articolo 1 e 2 dpr 180/50 con modifiche della legge 311/04 articolo 1 comma 137, e codice di procedura civile Articolo545 e seguenti



Riscossione coattiva della cartella esattoriale - SE I BENI PIGNORATI SI RIVELANO INSUFFICIENTI

Se i beni pignorati si rivelano insufficienti oppure si manifestano troppo lunghi i tempi di liquidazione degli stessi, l'ufficiale giudiziario può interpellare ufficialmente il debitore riguardo all'esistenza di altri beni disponibili per il pignoramento.

I debitori che - quando interpellati - dichiarano il falso o non collaborano, ovvero non rispondono entro 15gg, sono perseguibili penalmente secondo quanto previsto dall'articolo 388 del codice penale (reclusione fino ad un anno e la multa fino a 309 euro).

Ulteriormente l'ufficiale giudiziario può, sempre nell'ottica di cui sopra, procedere ad una ricognizione dei beni da pignorare con accesso diretto all'anagrafe tributaria o ad altre banche dati pubbliche. Se il debitore e' un imprenditore commerciale, inoltre, l'ufficiale potra' consultare le scritture contabili mediante la consulenza di un professionista.

Tutto cio' anche su richiesta del creditore procedente, che con apposita istanza può chiedere l'integrazione del pignoramento anche al giudice qualora ritenesse inadeguate le stime effettuate dall'ufficiale giudiziario. A tal scopo il giudice ha facolta' di nominare un perito stimatore.

Riscossione coattiva della cartella esattoriale - COME EVITARE IL PIGNORAMENTO

Per evitare il pignoramento il debitore può versare nelle mani dell'ufficiale giudiziario l'importo dovuto aumentato delle spese perché' esso sia consegnato al creditore.

Per evitare il pignoramento di cose, egli può versare l'importo dovuto comprensivo di spese all'ufficiale giudiziario perché rimanga depositato come oggetto del pignoramento al posto delle cose stesse. In questo caso l'importo dovuto va aumentato dei due decimi.

Riscossione coattiva della cartella esattoriale - I BENI POSSONO ESSERE LIBERATI DAL PIGNORAMENTO

I beni possono essere liberati dal pignoramento con specifica ordinanza del giudice, quando il debitore abbia fatto richiesta di sostituire alle cose o ai crediti pignorati una somma di denaro pari all'importo dovuto comprensivo di interessi, spese, e spese di esecuzione.

Il debitore deve, a tal proposito, depositare una specifica istanza - detta di conversione - in cancelleria, unitamente ad una somma non inferiore ad un quinto dell'importo dovuto.

Il giudice decide l'ammontare della somma da sostituire e può stabilire, nel caso in cui le cose pignorate siano costituite da beni immobili e ricorrendo giustificati motivi, che il debitore versi con rateizzazioni mensili entro il termine massimo di diciotto mesi. In tal caso la somma sara' aumentata, ovviamente, del tasso di interesse (convenzionale o legale).

Se il debitore, in tutti i casi, omette o ritarda i pagamenti di oltre 15gg dalla loro scadenza, le somme versate formano parte dei beni pignorati ed il giudice, su richiesta del creditore, dispone senza indugio la vendita degli stessi.

I beni sono liberati dal pignoramento con l'ordinanza con cui il giudice ammette la sostituzione. Quelli immobili si liberano con il versamento dell'intera somma.

Riscossione coattiva della cartella esattoriale - LA CONVERSIONE DEL PIGNORAMENTO

In qualsiasi momento precedente alla vendita dei beni pignorati, il debitore può chiedere un'istanza al giudice per la sostituzione delle cose pignorate con una somma di denaro equivalente al valore del credito e delle spese di procedimento.

Il debitore in questo caso è tenuto al versamento di un deposito di almeno 1/5 del valore del debito complessivo. La somma è depositata dal cancelliere presso un istituto di credito indicato dal giudice.

A seguito dell'istanza il giudice sentite le parti, determinerà una scadenza entro la quale il debitore sarà obbligato al pagamento dei restanti 4/5 della somma residua.

Con l'ordinanza che ammette la sostituzione, il giudice dispone che le cose pignorate siano liberate dal pignoramento e che la somma versata vi sia sottoposta in loro vece.

Qualora il debitore ometta il versamento dell'importo determinato dal giudice ai sensi del terzo comma, la somma versata unitamente alla presentazione dell'istanza forma parte dei beni pignorati.

L'istanza può essere avanzata una sola volta, a pena di inammissibilità.

L'istanza di conversione può essere presentata una sola volta e non è ammessa rateazione. Di conseguenza, se alla data stabilita, il debitore non avrà provveduto al saldo del proprio debito non potrà più richiedere nessuna istanza e la somma pagata entrerà a far parte dei beni pignorati con la ripresa della procedura esecutiva.

Riscossione coattiva della cartella esattoriale - QUANDO IL PIGNORAMENTO PERDE EFFICACIA

Il pignoramento perde efficacia quando siano trascorsi novanta giorni senza che sia stata richiesta l'assegnazione o la vendita. In tal caso, qualora il provvedimento riguardasse un bene immobile, il giudice emana un'ordinanza con la quale dispone che siano cancellate le trascrizioni precedentemente fatte sui registri immobiliari.

Riscossione coattiva della cartella esattoriale - IL PIGNORAMENTO "ESATTORIALE"

Se non si paga una cartella esattoriale entro 60 giorni dalla sua notifica l'agente della riscossione può mettere in atto le procedure esecutive che ritiene piu' opportune al fine di riscuotere il dovuto.

Si va dal fermo amministrativo dell'auto all'iscrizione di ipoteca sulla casa, fino ad arrivare all’espropriazione forzata (pignoramento e vendita coatta) dei beni immobili e mobili del debitore e dei suoi coobbligati.

Le regole sono quelle generiche previste dal codice di procedura civile gia' viste in questa scheda, a cui vanno aggiunge quelle piu' specifiche contenute negli articoli dal 49 al 76 del dpr 602/73.

Sono quindi pignorabili i beni mobili presso il debitore, le cose del debitore presso terzi, i crediti del debitore presso terzi (comprendenti, oltre agli stipendi nel limite gia' detto in questa scheda, i fitti e le pigioni dovute da terzi, le somme disponibili sul conto corrente, etc.), beni immobili e diritti reali immobiliari (usufrutto, nuda proprietà), e rimangono valide le regole relative all'impignorabilità.

Cambiano un po', semmai, le procedure.

Il pignoramento, in questo caso

  1. non può aver luogo prima che siano decorsi 60 giorni dalla notifica della cartella esattoriale;
  2. può essere messo in atto - sui beni immobili - solo per debiti complessivi superiori agli 8.000 euro;
  3. se le somme iscritte a ruolo sono inferiori al 5% del valore dell'immobile l'agente della riscossione deve prima iscrivere un'ipoteca e può procedere col pignoramento solo dopo sei mesi, qualora ovviamente il debito rimanga non pagato;
  4. nel caso in cui il pignoramento venga messo in atto decorso un anno dalla notifica della cartella esattoriale occorre la notifica di un preavviso contenente l'intimazione a pagare entro 5 giorni.  Questo avviso perde di efficacia se il pignoramento non segue entro 180 giorni dalla sua notifica;
  5. perde  efficacia se dalla sua esecuzione trascorrono 120 giorni senza che sia stato fatto il primo incanto (vendita forzata all'asta).

Riguardo al pignoramento presso terzi la procedura "esattoriale" presenta delle rilevanti differenze rispetto a quella generica, gia' detta, disciplinata dal codice di procedura civile. La legge in questi casi prevede infatti che il terzo debitore, dietro notifica di un atto con cui viene messo al corrente della procedura, venga invitato a versare direttamente al concessionario le cifre dovute al debitore iscritto a ruolo, entro 15 giorni dalla notifica dell'atto di pignoramento, fino a concorrenza del credito per cui si procede (dpr 602/73 articolo 72 bis).

Possono redigere e notificare l'atto, inoltre, anche i dipendenti dell'agente della riscossione non abilitati all'esercizio di funzioni di "ufficiale della riscossione" (novita' introdotta dalla Finanziaria 2008 articolo 1 commi 141/142).

Interessante osservare anche che sul primo punto (possibilita' per il concessionario di ordinare al terzo debitore di versargli direttamente le somme dovute al soggetto iscritto a ruolo) e' intervenuta la Corte Costituzionale (ordinanza 393/2008) che ha dichiarando la regolarità costituzionale della procedura e l'assenza di una rilevante disparita' di trattamento tra i diversi tipi di debitori.

Riscossione coattiva della cartella esattoriale - COME SI CONTESTA IL PIGNORAMENTO

Una volta iniziata la procedura di pignoramento le contestazioni inerenti il diritto del creditore a procedere, i vizi della procedura e la piignorabilita' dei beni possono essere proposte al giudice dell'esecuzione. Cio' tramite un avvocato ed ai sensi dell'articolo 615 del codice di procedura civile.

In caso di procedura “esattoriale” si può agire come sopra SOLO in caso di contestazioni inerenti la pignorabilità dei beni.

La materia e' assai complessa, ed e' quindi bene rivolgersi ad un legale fin dalle prime fasi valutative.

Tratto da ADUC - Articolo originale

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31 luglio 2013 · Paolo Rastelli

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  • davide1970 13 ottobre 2013 at 12:51

    Salve,
    ho letto che il decreto “del fare” fa salvo l’ultimo accredito di stipendio e pensione in caso di pignoramento del conto corrente da parte di Equitalia.
    Quello che volevo sapere:
    1) se vale solo per Equitalia o anche per altre concessionarie tipo la Gefil che viene utilizzata dal mio comune al posto di Equitalia.
    2) se vale anche per il libretto postale.
    Grazie.

    • Simone di Saintjust 13 ottobre 2013 at 13:13

      Vale per tutte le concessionarie di riscossione di tributi e per qualsiasi tipo di pignoramento esattoriale, del conto corrente o del libretto postale. Può essere prelevata tutta la disponibilità del debitore, ad esclusione dell’ultimo stipendio (o pensione) accreditato.

  • john1976 23 gennaio 2013 at 00:42

    Con questo sito ci si confronta e si prende coscienza dei doveri e diritti,gran bel lavoro;
    In breve, debiti INPS personali per 6500 euro da due anni, debito IVA di una societa al 50%mia di euro 3000 …quano qualcuno busserà alla porta e chi?

    Soprattutto, io vivo con la mia Famiglia, dove ho residenza, casa dei genitori, io on ho nulla, posso affittare una camera dove trasferirmi, registrare in agenzia entrate il contratto e li prendere la residenza? Eviterei esattori in casa della ma famiglia?la residenza devo farla aggiornare nella patente in camera di commercio come socio della societa’ oppure altro?

    Grazie mille, anzi grazie 8mila!

    • Annapaola Ferri 23 gennaio 2013 at 04:57

      Quel qualcuno che busserà alla sua porta, vista la tipologia del debito accumulato, sarà Equitalia. Ora, Equitalia difficilmente affida la riscossione coattiva ad azioni esecutive quali il pignoramento presso la residenza del debitore. Piuttosto preferisce disporre fermo amministrativo sui veicoli di proprietà del debitore, oppure ipotecargli la casa, pignorargli il conto corrente o l’eventuale stipendio/pensione.

      Equitalia ricorre al pignoramento presso la residenza del debitore solo quando è ragionevole presumere che in quella residenza potrà rinvenire beni di valore (quadri, arredi di antiquariato, sculture, gioielli, argenteria).

      Detto questo, nessuno può, tuttavia, escludere un pignoramento presso la residenza del debitore in conseguenza ad un cambio di strategia.

      Nel contesto appena descritto appare una scelta di buon senso quella di trasferire la propria residenza, anche per evitare ai genitori lo stress conseguente alla notifica di cartelle esattoriali. Una volta effettuata la variazione presso gli uffici anagrafici, occorrerà aggiornare i dati presso la Camera di Commercio. La registrazione del nuovo indirizzo sulla patente di guida non è una scelta, ma un obbligo.

  • lucia di costanzo 14 ottobre 2009 at 12:48

    Il pignoramento esattoriale

    Il pignoramento esattoriale si esegue nel caso non venga pagata una cartella esattoriale entro il sessantesimo giorno dalla sua notifica. Esso viene eseguito dall’agente adibito alla riscossione, il quale è responsabile della messa in atto di tutte le procedure esecutive ritenute opportune per riscuoterlo.

    Le conseguenze di questo tipo di pignoramento sono diverse: dal fermo amministrativo dell’automobile, all’ipoteca sulla casa, per arrivare anche al pignoramento e vendita coatta dei beni, mobili e immobili, del debitore.

    Le regole per effettuare un pignoramento esattoriale sono le stesse di un normale pignoramento, integrate da norme più specifiche previste negli articoli dal 49 al 76 del d.p.r.602/73.

    Quello che cambia in questo caso è una parte della procedura.

    Un pignoramento esattoriale infatti può essere messo in atto sui beni immobiliari solo se la somma complessiva dei debiti supera gli 8000 euro; nel caso invece che le somme iscritte a ruolo sono inferiori al 5% del valore dell’immobile, prima di procedere al pignoramento, l’agente deve iscrivere un’ipoteca e potrà procedere al pignoramento solamente dopo sei mesi.

    Il pignoramento necessita di una notifica di preavviso, che includa l’intimazione a pagare entro 5 giorni, qualora decorra un anno dalla notifica della cartella esattoriale. Se il pignoramento non avviene entro 180 giorni dalla sua notifica (o se trascorrono 120 senza che sia stata fatta la prima vendita forzata all’asta), esso perde di efficacia.

    In caso di pignoramento presso terzi, vi sono delle differenze di procedura, disciplinate dal codice civile.

  • c0cc0bill 11 ottobre 2009 at 12:48

    La trascrizione della donazione salva il bene pignorato

    La Corte d’Appello di Caltanissetta, con sentenza 3/6/2008, confermava la pronuncia di condanna emessa dal Tribunale di Gela nei confronti di un uomo dichiarato colpevole del reato di cui all’art. 388/3° c.p., in quanto a seguito della notifica, in data 13/10/2001, dell’atto di pignoramento immobiliare di un locale di sua proprietà, aveva donato detto bene al figlio con atto notarile del 19/10/2001.

    Il Giudice distrettuale, pur rilevando che il pignoramento, promosso dal fratello dell’imputato per il recupero di un credito per prestazioni professionali, non era stato trascritto prima dell’atto di donazione dell’immobile, riteneva sussistente il reato, perché comunque si era creato un ostacolo al regolare e tempestivo espletamento della procedura esecutiva.

    La Corte di Cassazione nell’accogliere il ricorso dell’imputato osserva come l’atto di pignoramento immobiliare risulta essere stato notificato al debitore il 13/10/2001, senza essere però trascritto; l’atto di donazione è successivo e risulta invece essere stato trascritto tempestivamente.

    Dunque le conclusioni di diritto sono le seguenti:

    “la trascrizione assume un’importanza determinante per dare vita al vincolo d’indisponibilità relativa a favore del creditore pignorante e dei creditori che intervengono nell’esecuzione. Proprio perché l’essenza del pignoramento consiste nel creare tale vincolo d’indisponibilità, la trascrizione ha in questo caso funzione costitutiva e non meramente dichiarativa, con l’effetto che il pignoramento, anche tra debitore e creditore, si perfeziona solo dal momento della trascrizione e non da quello anteriore della notificazione… (…)“.

    “La condotta ascritta all’imputato non può, d’altra parte, inquadrarsi neppure nel primo comma dell’art. 388 c.p., che punisce colui che compie sui propri beni atti simulati o fraudolenti, per sottrarsi all’adempimento degli obblighi nascenti da una sentenza di condanna, nozione nella quale deve farsi anche rientrare il decreto ingiuntivo esecutivo che a quella è assimilabile e che, nel caso in esame, costituisce titolo di forza del quale fu attivata la procedura di esecuzione forzata. Difetta, infatti, nella condotta del pervenuto la modalità simulatoria o fraudolenta del fatto tipico.”.

  • andrea cagliostro 4 ottobre 2009 at 19:16

    Vediamo cosa in una casa NON si può pignorare

    1) le cose sacre e quelle che servono all’esercizio del culto;
    2) l’anello nuziale, i vestiti, la biancheria, i letti, i tavoli per la consumazione dei pasti con le relative sedie, gli armadi guardaroba, i cassettoni, il frigorifero,
    3) le stufe ed i fornelli di cucina anche se a gas o elettrici, la lavatrice, gli utensili di casa e di cucina unitamente ad un mobile idoneo a contenerli, in quanto indispensabili al debitore ed alle persone della sua famiglia con lui conviventi;
    4)sono tuttavia esclusi i mobili di rilevante valore economico, anche per accertato pregio artistico o di antiquariato;
    5) i commestibili e i combustibili necessari per un mese al mantenimento del debitore e delle altre persone indicate nel numero precedente;
    6) gli strumenti, gli oggetti e i libri indispensabili per l’esercizio della professione, dell’arte o del mestiere del debitore;
    7) le armi e gli oggetti che il debitore ha l’obbligo di conservare per l’adempimento di un pubblico servizio;
    8) le decorazioni al valore, le lettere, i registri e in generale gli scritti di famiglia, nonchè i manoscritti, salvo che formino parte di una collezione.

    Il pignoramento, quando non v’è pregiudizio per il creditore, deve essere eseguito preferibilmente sulle cose indicate dal debitore.

    In ogni caso l’ufficiale giudiziario deve preferire il danaro contante, gli oggetti preziosi e i titoli di credito che ritiene di sicura realizzazione.

    Attenzione : il pignoramento deve essere eseguito di preferenza sulle cose che l’ufficiale giudiziario ritiene di piu’ facile e pronta liquidazione nel limite di un presunto valore di realizzo (calcolato aumentando della meta’ l’importo del credito precettato) oppure è tenuto a pignorare le cose indicate espressamente dal debitore. ! Rileggete questo passo,è importante !

    Ancora : Il pignoramento puo’ riguardare anche le cose mobili (arredamento, oggetti vari) presenti nell’immobile non di proprieta’ del debitore.

    E’ sufficiente che questi vi abbia residenza per presumere (ope legis ) che i beni contenuti nell’immobile siano di sua proprieta’, salvo prova contraria (sua o dell’effettivo proprietario) in separata sede

    Infine, ammettiamo che venga pignorato un salotto in similpelle,. Trascorsi i tempi tècnici della custodia,credete sia facile e sbrigativo vèndere l’oggetto al pùbblico incanto ? E soprattutto : a che prezzo e a chi interesserebbe?

    Gli sciacalli di professione gìrano sì sui Tribunali ( in combutta con le Cancellerìe e gli Uff. Giudiziari ) ma non certo per partecipare alle aste del vostro mobiletto,ma ad altre ben più sostanziose.Chiaro il concetto ? Spero di sì.

    E adesso chiariamo la funzione e il ruolo dell’Uff. Giudiziario. Sfatiamo qualche luogo comune : NON viene con la grancassa, nè con i Carabinieri, nè con la muta di cani nè con un camion per portarsi via mobili e suppellettili.

    E’ una persona discreta conscia della delicatezza del suo ruolo e agisce in modo asetticamente impersonale,nel senso che non fa quasi mai gli interessi sfacciati del creditore. Lui è solo una specie di notaio che certifica e sequestra preventivamente ciò che eventualmente ‘è da pignorare.

    In gènere è lui a chiedere al debitore se c’è qualcosa da pignorare o lui debitore vuole indicare cosa ci sia da pignorare. Quando il debitore ( come spesso accade ) allarga le bracia sconsolato e si guarda intorno,l’Uff Giudiziario fa spallucce e redige il pignoraento NEGATIVO.

    Non gira per le stanze in cerca di tesori nascosti,nè apre cassetti,nè cerca casseforti dietro i quadri, nè perquisisce nessuno. E’ solo una persona che fa il suo lavoro e lo fa nella forma più discreta possibile. Tutto qua,anzi,nella eventualità,non dimenticatevi di offrirgli un caffè. Tutto qua.

    In conclusione : un pignoramento mobiliare ad un povero cristo quasi mai serve a recuperare qualcosa,perciò non lo si fa più e se aggiungete al tutto che,la cessione del credito alle agenzie di Recupero (dette anche cani da riporto ) frutta sicuramente di più in chiave fiscale,il cerchio si chiude.




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