La comunicazione di invito alla verifica della compliance fiscale - Mettersi in regola con il ravvedimento operoso

Dopo aver verificato i dati contenuti nella lettera, se si riconosce di aver commesso gli errori segnalati dall'Agenzia delle Entrate, è possibile correggerli mediante ravvedimento operoso. In pratica, ci si può mettere in regola ed evitare successivi avvisi di accertamento presentando una dichiarazione integrativa e versando le maggiori imposte dovute, gli interessi e le sanzioni (previste per l'infedele dichiarazione) in misura ridotta.

Nella dichiarazione integrativa, da presentare esclusivamente per via telematica (direttamente o tramite intermediario abilitato), devono essere indicati: i redditi non dichiarati, come segnalato nella lettera ricevuta e tutti gli altri dati relativi a redditi, oneri e crediti che già erano stati esposti nella dichiarazione originaria e che non richiedono alcuna modifica. In sostanza, la dichiarazione integrativa deve contenere tutti i dati dichiarati e non soltanto quelli che sono stati aggiunti o modificati.

La sanzione da versare con il ravvedimento è ridotta a 1/6 della misura minima. Pertanto, nei casi di dichiarazione infedele, sarà pari al 15% della maggiore imposta che risulta dalla dichiarazione integrativa (la sanzione ordinaria, infatti, va da un minimo del 90% a un
massimo del 180% delle maggiori imposte dovute).

Gli interessi da versare vanno calcolati, invece, al tasso legale annuo vigente, rapportato ai giorni di ritardo. Per il biennnio 2012-2013 il tasso di interesse legale è stato del 2,5%. E' sceso all'1% nel 2014 ed allo 0,5% nel 2015. Attualmente (2016) è dello 0,2%.

20 novembre 2016 · Giorgio Valli

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