Interpello - Obbligo di risposta entro 90 giorni e applicazione della regola del silenzio assenso

Nell'ambito delle deleghe fiscali conferite al governo dalla legge 23/14, sono stati approvati, con il decreto 83/15, alcuni importanti provvedimenti in materia di interpello.

Il decreto, in coerenza con quanto disposto dalla legge delega, intende potenziare e razionalizzare l'istituto dell'interpello per dare ai contribuenti certezza circa i tempi di risposta da parte dell'amministrazione finanziaria e circa l'applicazione dei pareri che vengono forniti. Vengono individuate cinque categorie di interpello: ordinario, qualificatorio, probatorio, anti abuso, disapplicativo. Possono presentare istanze di interpello i contribuenti, anche non residenti, i sostituti di imposta e i responsabili d'impresa.

E' prevista una riduzione dei tempi di risposta per gli appelli ordinari che passano da 120 giorni a 90 giorni. Per i nuovi interpelli qualificatori viene assegnato lo stesso termine di 90 giorni mentre per tutte le altre tipologie la risposta deve essere fornita entro 120 giorni.

Vige la regola del silenzio-assenso, per cui qualora una risposta non pervenga entro il termine previsto diventa valida la soluzione prospettata dal contribuente.

La risposta al'’interpello, scritta e motivata, vincola l'amministrazione finanziaria con esclusivo riferimento alla questione trattata e limitatamente al richiedente.

27 giugno 2015 · Ornella De Bellis

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Stai leggendo Interpello - Obbligo di risposta entro 90 giorni e applicazione della regola del silenzio assenso Autore Ornella De Bellis Articolo pubblicato il giorno 27 giugno 2015 Ultima modifica effettuata il giorno 2 agosto 2017 Classificato nella categoria come chiedere chiarimenti al fisco con l'interpello Inserito nella sezione fisco, tributi e contributi.

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