Cosa può riguardare l'istanza di interpello

Il contribuente, quando sussistono "obiettive condizioni di incertezza" circa l'applicazione delle disposizioni tributarie a casi concreti e personali, può inoltrare un quesito all'Amministrazione finanziaria che fornisce un parere entro 120 giorni.

In mancanza di una risposta entro il termine predetto, si intenderà che l'Amministrazione concordi con l'interpretazione prospettata dal richiedente (silenzio-assenso).  Le istanze di interpello di competenza dell'Agenzia delle Entrate possono riguardare in particolare:

  • le imposte sui redditi;
  • l'imposta sul valore aggiunto;
  • l'Irap;
  • l'imposta di registro;
  • l'imposta di bollo;
  • le tasse sulle concessioni governative;
  • l'imposta sugli intrattenimenti ed altri tributi minori.

Per i tributi che non sono di competenza dell'Agenzia delle Entrate il contribuente potrà presentare istanza di interpello all'ente che li gestisce (ad es. l'Agenzia delle Dogane per le accise, i Comuni per l'Ici e per gli altri tributi locali, le Province per i tributi provinciali e le Regioni per quelli regionali). Per quanto riguarda l'IRAP la competenza a gestire l'interpello spetta alla stessa Amministrazione che esercita i poteri di accertamento.

In linea generale, la potestà di accertamento in materia di IRAP è attribuita all'Agenzia delle Entrate, salvo che non sia diversamente previsto dalle leggi regionali e dalle convenzioni intervenute in materia.

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