INPS e contributi dovuti alla gestione separata

Inps e contributi

Nel 2006 rimasto senza impiego ho trovato lavoro con contratto progetto, mi hanno richiesto l'apertura della P.IVA.

Pensando fosse questa una soluzione temporanea in attesa di un lavoro fisso, e pensando che non pagare i contributi avrebbe solo ritardato la data della mia pensione non ho versato contributi INPS.

Ora dopo anni, L'INPS mi applica sanzioni ed interessi di 5 anni sono da pagare e legali? I contributi non sono un gruzzolo che il contribuente mette da parte PER LA SUA VECCHIAIA? perhè l'INPS non mi ha avvisato subito? come possono fare un bilancio se si accorgono dopo 5 anni dei versamenti mancanti?

Se autodenuncio il mancato pagamento per il 2007 e 2008 dovrò pagare in ogni caso sanzioni e more ?

Come posso essere considerato un evasore se ho mancato il pagamento della MIA PENSIONE che mi comporta l'entrata i pensione i ritardo non avendo raggiunto il numero di anni di versamenti alla data del presunto pensionamento ?

Sono disoccupato come faccio a pagare more e multe? posso scegliere di andare in carcere?

Partita iva e contributi INPS : una truffa legalizzata

... alcuni anni fa Samantha aveva lasciato la propria città e si era trasferita nella capitale in cerca di lavoro. Il primo lo aveva trovato sfogliando le pagine di Porta Portese. Il solito call center da 600 euro al mese. Ma le dissero che doveva aprire partita IVA, se voleva quel posto.

E Samantha aveva aperto partita IVA. Si accorse solo dopo che per gestire tutti gli adempimenti previsti dalla legge aveva bisogno di un fiscalista. Anche se aveva adottato il così detto “Regime semplificato ed agevolato per i contribuenti minimi”. Il più economico fra i professionisti che aveva contattato, un ragazzino appena laureato, gli aveva chiesto 100 euro a trimestre per la tenuta della contabilità. E lei aveva accettato.

Alla fine del mese le chiesero di emettere fattura. Le dissero anche che se voleva, poteva richiedere il 4% di INPS come contributo obbligatorio (la rivalsa) dovuto dalla società. Ma forse era meglio, le suggerirono, lasciar perdere. Tanto la pensione non l'avrebbe mai vista ed a fronte di quel 4% a carico della società, lei avrebbe dovuto sborsare il 27% dell'importo lordo, sempre da destinare all'INPS. “Son mica scema” pensò Samantha e senza saperlo cominciò ad essere una debitrice.

L'avrebbero pizzicata da lì a qualche anno, dopo un banale incrocio di dati risultanti dalla dichiarazione 770 della società e la sua dichiarazione dei redditi. Doveva ben 18 mila euro di contributi pensionistici evasi (escluse sanzioni ed interessi). E, cosa stranissima, alla sua società nessuno aveva richiesto nulla, neanche quel 4% sulla fatturazione lorda che pure il datore di lavoro aveva risparmiato (o evaso?).

Boh, stranezze e conseguenze di leggi da ascrivere ai grandi (e profumatamente pagati) consulenti del Ministero del Lavoro, come Massimo D’Antona e Marco Biagi, padri indiscussi del precariato legalizzato. Sintesi mirabile, i due, dell'approccio bipartisan ai delicati temi dell'occupazione e della previdenza sociale ...

Si tratta di un passo tratto da questo articolo, scritto qualche anno fa.

Bisognerebbe aggiornarlo, inserendo anche la lacrimevole Elsa Fornero come emula indefettibile dei grandi mentori di stato appena citati. E, perchè no, pure l'arrogante Maurizio Sacconi, giusto per conservare al contenuto l'equilibrio asettico fra destra e sinistra.

Chi le risponde è persona che si è trovata coinvolta nelle stesse problematiche e si è posta le stesse domande che si pone lei, quando, per solidarietà familiare, non ha potuto negare l'aiuto economico richiesto da un congiunto per poter mettere la parola fine alle conseguenze di una partita IVA aperta senza tener conto dei contributi dovuti alla gestione separata.

Le risposte saranno le stesse che mi son data io.

perhè l'INPS non mi ha avvisato subito?

Voglio pensare che sia solo mala burocrazie. In effetti, se un soggetto fosse messo subito in condizioni di capire il grande errore commesso nell'aprire la partita IVA, non persevererebbe. Ma, c'è da aggiungere, che un comportamento corretto e tempestivo dell'INPS avrebbe come conseguenza che migliaia di aziende, di padroncini e "cummenda", ormai abituati ad assumere a partita IVA manovalanza a basso costo con profili da lavoratore dipendente, non potrebbero più approfittare dei margini di guadagno che tale situazione di ambiguità genera.

Nasce naturale allora sospettare di una complicità voluta e consapevole, perchè basterebbe entrare in un comune call center per verificare le posizioni di operatori retribuiti a partita IVA, mentre dovrebbero essere assunti con contratti di lavoro dipendente a progetto, e senza essere obbligati ad aprire partita IVA.

"A pensar male si fa peccato ..." ma ancora bisogna chiedersi se quel 4% di contributi dovuti dal datore di lavoro siano stati mai richiesti a qualcuno.

I contributi non sono un gruzzolo che il contribuente mette da parte PER LA SUA VECCHIAIA?

I contributi alla gestione separata servono a tappare i buchi di altre gestioni e a mantenere i privilegi dei pensionati appartenenti alle caste grandi e piccole che infestano questo disgraziato paese; non certo ad assicurare una vecchiaia dignitosa a chi quei contributi versa.

Se autodenuncio il mancato pagamento per il 2007 e 2008 dovrò pagare in gni caso sanzioni e more?

Non c'è alcun bisogno di autodenuncia. L'Inps sa già che i contributi dovuti alla gestione separata per quegli anni, lei non li ha versati.

Come posso essere considerato un evasore se ho mancato il pagamento della MIA PENSIONE che mi comporta l'entrata i pensione i ritardo non avendo raggiunto il numero di anni di versamenti alla data del presunto pensionamento?

Come già accennato, i contributi alla gestione separata le possono servire solo per raggiungere il numero minimo di anni per poter fruire della pensione. Ma se l'asticella la spostano sempre più avanti (adesso è posizionata a 67 anni) questo non costituisce un problema per l'Inps. Inoltre quei contributi non sposteranno di un cent il rateo mensile che resterà sicuramente ancorato al minimo. Invece i soldi che le hanno richiesto servono a pagare le pensioni correnti, di chi in pensione ci è andato a 32 anni avvalendosi di questa o quell'altra "leggina" ad hoc o "ad personam" o "ad clientes" se preferisce.

Sono disoccupato come faccio a pagare more e multe? posso scegliere di andare in Carcere?

L'unica nota positiva è che non è (ancora) previsto il carcere per il mancato pagamento dei contributi dovuti alla gestione separata. Quindi, l'unica cosa da fare è adattarsi e non pagare.

Seguendo queste semplici regole di vita, d'ora in avanti:

  1. adottare il regime patrimoniale coniugale di separazione dei beni. Meglio una vera e propria separazione legale (per l'accordo da omologare basta un azzeccagarbugli qualsiasi, a cui offrire, per l'incomodo, cappuccino e cornetto al bar del tribunale);
  2. vendere la casa di proprietà prima che Equitalia vi iscriva ipoteca;
  3. abitare in affitto con comodato d'uso di arredi, suppellettili ed elettrodomestici. Tutto registrato ed elenco dei beni in comodato puntualmente dettagliato;
  4. circolare con veicolo rigorosamente intestato ad altri: moglie separata, fratello, amico ecc… ;
  5. mai depositare in conto corrente, bancario o postale. Se lo stato ci costringe con il decreto "Salva Italia" ad avere un conto corrente in cui depositare una pensione o uno stipendio appena superiori a 999 euro, prelevare l'intero importo ancora caldo di accredito, perchè Equitalia ha cominciato ad adottare la strategia (fuorilegge) di pignorare l'intero conto corrente, anziché il solo quinto della pensione.
  6. il corrispettivo di pensione e stipendio cambiarlo subito in banconote, di grosso taglio per quanto possibile, da avvolgere e compattamente sistemare in ovuli di materiale inerte per inserimento rettale, perchè se l'ufficiale giudiziario ce li trova a casa, seppur nascosti, li pignora. Con il tempo ci si abitua …

26 settembre 2012 · Genny Manfredi

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Stai leggendo INPS e contributi dovuti alla gestione separata Autore Genny Manfredi Articolo pubblicato il giorno 26 settembre 2012 Ultima modifica effettuata il giorno 1 maggio 2017 Classificato nella categoria consigli e tutela del debitore - eredità successione e donazioni - domande e risposte .

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