Confermata l'impugnabilità del preavviso di fermo amministrativo

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Il preavviso di fermo amministrativo, lo ricordiamo a beneficio dei lettori, è una comunicazione inviata al debitore con il quale l’amministrazione procedente, attraverso il concessionario della riscossione, ricorda l’esistenza del credito e minaccia l’iscrizione del fermo nel caso di persistente morosità.

Ebbene, il preavviso di fermo amministrativo è atto impugnabile con ricorso al giudice tributario ovvero ordinario (giudice di pace, giudice del lavoro) a seconda che venga emesso per debiti tributario o di altra natura. È questa, in poche parole, la decisione della Corte di cassazione, pronunciata con ordinanza numero 17844/2012.

Il fermo amministrativo è stato concepito come misura cautelare finalizzata a tutelare l’efficace riscossione dei crediti vantati dalla pubblica amministrazione ed è regolata dall’articolo 86 del DPR 600/1973. In pratica, il fermo amministrativo consiste nella trascrizione di una annotazione al PRA (Pubblico Registro Automobilistico) riferita ai beni ivi registrati (automobili, motocicli ecc.) ed intestati al debitore moroso, che comporta il divieto di circolazione, demolizione, radiazione ed esportazione del mezzo. L’efficace applicazione della misura di fermo amministrativo è garantita, in caso di trasgressione degli obblighi che ne derivano, da sanzioni amministrative di importo rilevante, non escludendo la sospensione della patente e la confisca del veicolo.

Con l’ordinanza indicata, i giudici di piazza Cavour hanno ribadito la propria posizione in merito al semplice preavviso e al formale avviso di fermo amministrativo: si tratta, senza ombra di dubbio, di atti legittimamente impugnabili, dal momento che con essi viene formulata una circostanziata pretesa e paventata un’azione esecutiva che sarà posta in essere senza altre comunicazioni inoltrate al debitore moroso.

Il ricorso avverso il preavviso di fermo amministrativo dovrà essere presentato al giudice ordinario nelle forme dell’opposizione all’esecuzione e agli atti esecutivi se trattasi di debiti non tributari (per esempio sanzioni per contravvenzioni al codice della strada o in materia di contributi pensionistici), ovvero davanti alle competenti Commissioni Tributarie mediante rituale ricorso.

Contributo di Diego Conte –  SLTC – Studio Legale Tributario

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29 Ottobre 2010 · Diego Conte

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Stai leggendo Confermata l'impugnabilità del preavviso di fermo amministrativo Autore Diego Conte Articolo pubblicato il giorno 29 Ottobre 2010 Ultima modifica effettuata il giorno 21 Agosto 2017 Classificato nella categoria cartella esattoriale ingiunzione fiscale e avviso di accertamento esecutivo » mini guide

Commenti e domande

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  • ARCHIMEDE 21 Marzo 2011 at 01:16

    L’art. 514 cpc è redivivo per il diritto tributario dunque il fermo per l’unico mezzo non è legittimo. anche volendo l’art. 515 cpc non lo consentirebbe in caso di ditta individuale perchè violato il disposto dell’art.62 comma 1 vi risulta l’illeggittimità di un mezzo di ditta individuale?

  • italo bruno 27 Dicembre 2010 at 13:27

    – Il preavviso di fermo amministrativo, introdotto nella prassi sulla base di istruzioni fornite dall’Agenzia delle Entrate alle società di riscossione al fine di superare il disposto dell’art. 86, secondo comma, del d.P.R. 29 settembre 1973, n. 602 – in forza del quale il concessionario deve dare comunicazione del provvedimento di fermo al soggetto nei cui confronti si procede, decorsi sessanta giorni dalla notificazione della cartella esattoriale – e consistente nell’ulteriore invito all’obbligato di effettuare il pagamento, con la contestuale comunicazione che, alla scadenza dell’ulteriore termine, si procederà all’iscrizione del fermo, rappresenta un atto autonomamente impugnabile anche se riguardante obbligazioni di natura extratributaria, trattandosi, in ogni caso, di atto funzionale a portare a conoscenza dell’obbligato una determinata pretesa dell’Amministrazione, rispetto alla quale sorge, ex art. 100 cod. proc. civ., l’interesse alla tutela giurisdizionale per il controllo della legittimità sostanziale della pretesa, dovendo altrimenti l’obbligato attendere il decorso dell’ulteriore termine concessogli per impugnare l’iscrizione del fermo, direttamente in sede di esecuzione, con aggravio di spese ed ingiustificata perdita di tempo;

    – ai fini della giurisdizione rileva la natura dei crediti posti a fondamento del provvedimento di fermo, con la conseguenza che la giurisdizione spetterà al giudice tributario o al giudice ordinario a seconda della natura tributaria o meno dei crediti, ovvero ad entrambi se il provvedimento di fermo si riferisce in parte a crediti tributari e in parte a crediti non tributari.