Fermo amministrativo – è impugnabile il preavviso di fermo del veicolo di proprietà del debitore

È stata riconosciuta l'impugnabilità del preavviso di fermo di un veicolo dinanzi alla Commissione Tributaria.

Il preavviso di fermo amministrativo è previsto dalla nota dell'Agenzia delle Entrate numero 57413/03, che impone ai concessionari di inviare al contribuente avviso di adempiere al pagamento delle somme indicate nel termine di venti giorni, trascorsi inutilmente i quali si può procedere alla iscrizione del fermo stesso, previsto dall'articolo 86 del dpr numero 602 del 1973.

Sull'impugnabilità del preavviso di fermo è sorta una questione spinosa, che la Cassazione ha risolto in senso favorevole al contribuente con l'ordinanza numero 10672 dell'11 maggio 2009.

In particolare la Cassazione ha affermato che il preavviso di fermo amministrativo è un atto impugnabile, precisando tra l'altro che: "deve ritenersi impugnabile ogni atto che porti, comunque, a conoscenza del contribuente una ben individuata pretesa tributaria, in quanto sorge in capo al contribuente destinatario, già al momento della ricezione della notizia, l'interesse, ex articolo 100 codice di procedura civile, a chiarire, con pronuncia idonea ad acquisire effetti non più modificabili, la sua posizione in ordine alla stessa e, quindi, ad invocare una tutela giurisdizionale, comunque, di controllo della legittimità sostanziale della pretesa impositiva e/o dei connessi accessori vantati dall'ente pubblico".

Secondo la Cassazione l'impugnabilità del preavviso di fermo non può essere esclusa sulla base del fatto che l'articolo 19 del decreto legislativo numero 546/1992 non prevede espressamente tale atto tra quelli impugnabili. Tale norma, infatti, va interpretata in senso estensivo, nel rispetto della tutela del contribuente e del buon andamento della pubblica amministrazione. Inoltre, il preavviso di fermo ha la stessa funzione dell'avviso di mora, che è espressamente previsto nel citato articolo 19. Pertanto, anche il preavviso di fermo, al pari dell'avviso di mora, deve ritenersi impugnabile.

Il giudice competente sarà la Commissione tributaria se si tratta di crediti aventi natura fiscale; il Giudice di Pace negli altri casi.

Ad ogni modo si segnala una precedente pronuncia della Cassazione (Sentenza numero 8890/09) in cui ha ritenuto che il preavviso di fermo non è impugnabile affermando che: "la comunicazione preventiva di fermo amministrativo ( preavviso) di un veicolo, notificata a cura del concessionario esattore, non arrecando alcuna menomazione al patrimonio - poiché il presunto debitore, fino a quando il fermo non sia stato iscritto nei pubblici registri, può pienamente utilizzare il bene e disporre - è atto non previsto dalla sequenza procedimentale dell'esecuzione esattoriale e, pertanto, non può essere autonomamente impugnabile ex articolo 23 legge numero 689/81, non essendo il destinatario titolare di alcun interesse ad agire ai sensi dell'articolo 100 cod. proc. civ. L'azione di accertamento negativo del credito dell'amministrazione, da parte sua, non può essere astrattamente proposta in ogni tempo per sottrarsi alla preannunciata esecuzione della cartella esattoriale, impugnabile (eventualmente in via recuperatoria) con le forme, i tempi e il rito specificamente dipendenti dalla sua origine e dal tipo di vizi fatti valere".

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Stai leggendo Fermo amministrativo – è impugnabile il preavviso di fermo del veicolo di proprietà del debitore Autore Diego Conte Articolo pubblicato il giorno 29 ottobre 2010 Ultima modifica effettuata il giorno 21 agosto 2017 Classificato nella categoria cartelle esattoriali del sito la comunità dei debitori e dei consumatori italiani.

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  • ARCHIMEDE 21 marzo 2011 at 01:16

    L’art. 514 cpc è redivivo per il diritto tributario dunque il fermo per l’unico mezzo non è legittimo. anche volendo l’art. 515 cpc non lo consentirebbe in caso di ditta individuale perchè violato il disposto dell’art.62 comma 1 vi risulta l’illeggittimità di un mezzo di ditta individuale?

  • italo bruno 27 dicembre 2010 at 13:27

    – Il preavviso di fermo amministrativo, introdotto nella prassi sulla base di istruzioni fornite dall’Agenzia delle Entrate alle società di riscossione al fine di superare il disposto dell’art. 86, secondo comma, del d.P.R. 29 settembre 1973, n. 602 – in forza del quale il concessionario deve dare comunicazione del provvedimento di fermo al soggetto nei cui confronti si procede, decorsi sessanta giorni dalla notificazione della cartella esattoriale – e consistente nell’ulteriore invito all’obbligato di effettuare il pagamento, con la contestuale comunicazione che, alla scadenza dell’ulteriore termine, si procederà all’iscrizione del fermo, rappresenta un atto autonomamente impugnabile anche se riguardante obbligazioni di natura extratributaria, trattandosi, in ogni caso, di atto funzionale a portare a conoscenza dell’obbligato una determinata pretesa dell’Amministrazione, rispetto alla quale sorge, ex art. 100 cod. proc. civ., l’interesse alla tutela giurisdizionale per il controllo della legittimità sostanziale della pretesa, dovendo altrimenti l’obbligato attendere il decorso dell’ulteriore termine concessogli per impugnare l’iscrizione del fermo, direttamente in sede di esecuzione, con aggravio di spese ed ingiustificata perdita di tempo;

    – ai fini della giurisdizione rileva la natura dei crediti posti a fondamento del provvedimento di fermo, con la conseguenza che la giurisdizione spetterà al giudice tributario o al giudice ordinario a seconda della natura tributaria o meno dei crediti, ovvero ad entrambi se il provvedimento di fermo si riferisce in parte a crediti tributari e in parte a crediti non tributari.

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