La cancellazione del protesto

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La legge 235 del 2000 ha allungato la durata del periodo in cui è possibile ottenere la cancellazione del protesto dal relativo bollettino, passando dai precedenti 60 giorni agli attuali 12 mesi.

La procedura prevede la compilazione di un’apposita istanza rivolta al presidente della competente camera di commercio e la corresponsione dell’importo dovuto maggiorato degli interessi maturati, delle spese del protesto, quelle del precetto (l’intimazione a pagare a mezzo avvocato) e quelle per il procedure esecutive eventualmente intentate (per es. l’ufficiale giudiziario che ha provveduto al pignoramento e quelle successive).

18 Agosto 2013 · Ludmilla Karadzic

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Stai leggendo La cancellazione del protesto Autore Ludmilla Karadzic Articolo pubblicato il giorno 18 Agosto 2013 Ultima modifica effettuata il giorno 19 Giugno 2016 Classificato nella categoria rip - registro informatico dei protesti

Commenti e domande

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  • fly 6 Marzo 2010 at 12:18

    ma dopo i 5 anni dalla protesta, decade tutto cioe’non si hanno piu’problemi?

    • cocco bill 6 Marzo 2010 at 12:51

      Sì. Dopo cinque anni non si hanno più problemi per il protesto.

  • rosario giossa 18 Ottobre 2009 at 15:01

    Nei primo otto mesi del 2009 l’importo complessivo dei protesti è aumentato del 68,8% rispetto allo stesso periodo dell’ anno precedente, per un importo complessivo pari ad oltre 29 milioni di euro.

    A lanciare l’allarme è la Camera di Commercio di Modena che ha diffuso i dati estratti dal registro dei protesti.

    Inoltre si legge in una nota «Anche il numero degli effetti protestati ha conosciuto un aumento pari ad un +26,38%, passando da 6.780 del 31 agosto del 2008 a 8.568 del 31 agosto del 2009».

    A completare il quadro vi è un altro dato preoccupante: l’abbassamento della cancellazioni di protesto. Un altra nota recita «Le istanze presentate dal debitore e accompagnate dalla dimostrazione di aver ottemperato al proprio obbligo hanno prodotto una diminuzione del 28,06% degli effetti cancellati, cui ha fatto seguito, nello stesso periodo di quest’anno un’ulteriore abbassamento del 13,36%».

    Ulteriore dato riguarda la tipologia degli effetti protestati in particolare si nota un aumento maggiore nelle cambiali e tratte rispetto agli assegni.

    Sulla questione è intervenuta la Camera di Commercio, che si esprime così: «Considerando l’aumento dei protesti e la diminuzione delle cancellazioni, quella che emerge è una realtà difficile nella quale una quantità sempre maggiore di imprese e privati non è in grado di adempiere agli impegni di spesa presi».

  • rosa gentile 23 Settembre 2009 at 13:49

    CARTE FALSE PER RIABILITARE PROTESTATI

    Un sistema fraudolento per ‘riabilitare’ debitori protestati e’ stato scoperto dal Nucleo di polizia tributaria del comando provinciale della Guardia di finanza Messina, che ha eseguito 4 ordinanze di custodia cautelare e varie perquisizioni tra Barcellona Pozzo di Gotto e Milazzo.

    I reati contestati sono falsita’ ideologica commessa dal privato in atto pubblico e falsita’ ideologica commessa dal pubblico ufficiale determinata dall’altrui inganno.

    Gli arrestati, secondo i finanzieri, avrebbero rilasciato numerose “quietanze liberatorie” nella veste di creditori, in favore di debitori che avevano fatto istanza di riabilitazione.

    Ma in effetti, gli indagati non erano i titolari dei crediti, e i veri creditori nella quasi totalita’ dei casi non erano stati effettivamente pagati. Anche nei pochi casi in cui il debito risultava estinto, in tutto o in parte, gli indagati non ne erano comunque titolari e dunque non avevano titolo a rilasciare la “dichiarazione liberatoria”.

    La frode si basava sul presupposto di passare “inosservati” in mezzo alle molteplici pratiche di riabilitazione che quotidianamente il Tribunale di Messina si trova a evadere. Ma cosi’ non e’ stato.