Il prestito sociale e il movimento cooperativo

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Il Prestito sociale nasce contemporaneamente al movimento cooperativo, oltre 150 anni fa. I criteri che lo ispirarono e che ne determinarono in principio la nascita derivavano sostanzialmente dal fatto che la cooperazione degli inizi non aveva capitali propri sufficienti per funzionare, crescere e svilupparsi.

Il principio che informa il Prestito sociale è quello per cui le risorse che il Socio affida alla cooperativa consentono un rapporto diretto fra azienda e risparmiatore, con un duplice vantaggio, per la cooperativa e per i Soci.

In questo senso al giorno d’oggi l’idea che spiega questo istituto non può che trovare un suo affine nel tema dell’obiezione monetaria. Questa espressione indica una forma di “disobbedienza civile” che venne alla ribalta in Italia negli anni settanta all’indomani di alcuni grandi scandali finanziari che fecero conoscere all’opinione pubblica i rapporti tra banche e criminalità, e i finanziamenti di attività illecite da parte di noti istituti di credito che utilizzavano così i risparmi di ignari cittadini.

L’obiezione monetaria in Italia portò con sé la nascita delle cooperative MAG (Mutua Auto Gestione), che, a partire dalla fine degli anni settanta, iniziarono a raccogliere i risparmi dei soci al fine di investirli in attività “non-profit”.

In questa prospettiva di “utilizzo consapevole del proprio denaro”, si pone quindi il Prestito sociale.

È un servizio che consente alle cooperative di ricevere denaro direttamente dai Soci senza dover ricorrere a costosi intermediari finanziari per ampliare e sviluppare la propria attività. In generale su tutti gli strumenti finanziari delle cooperative vigila la Banca d’Italia; in particolare il Prestito sociale è regolamentato dalla deliberazione del Cicr (Comitato interministeriale per il credito e il risparmio) del marzo 1994 e dalle istruzioni della stessa Banca d’Italia. In queste disposizioni, che regolamentano l’intera disciplina del Prestito sociale, si stabilisce l’ammontare complessivo del Prestito che le cooperative possono raccogliere in relazione alla loro solidità patrimoniale, e si definiscono le garanzie per il Socio che presta il proprio denaro.

Il Prestito sociale rappresenta il punto d’incontro di quelle che sono due esigenze fondamentali degli attori principali di questo istituto, i Soci e l’impresa sociale.

Per quanto riguarda i Soci il Prestito sociale diventa una possibilità aggiuntiva e diretta per i Soci di contribuire al raggiungimento dello scopo sociale della realtà di cui fanno parte: a questo titolo il Prestito sociale rappresenta uno strumento a disposizione di quel segmento crescente di Soci, risparmiatori consapevoli, che vogliono finanziare progetti e imprese socialmente responsabili. Tramite il Prestito sociale è possibile effettuare un investimento la cui destinazione non solo si “tocca con mano”, ma permette anche una partecipazione attiva alle scelte strategiche della cooperativa.

Il Socio è tutelato da precisi strumenti di legge: gli investimenti eseguiti tramite il Prestito sociale non costituiscono capitale di rischio, sono invece capitali rimborsabili (anche in caso di scioglimento della cooperativa) a fronte dei quali vengono corrisposti degli interessi, migliori rispetto ai classici strumenti finanziari, e la cui ritenuta fiscale è dello 12,5% (e non del 27% come avviene per gli istituti bancari). Gli interessi maturati su tali investimenti non devono inoltre essere denunciati nella dichiarazione dei redditi.

Per quanto riguarda l’impresa sociale, il Prestito sociale consente di fronteggiare le esigenze di liquidità senza esporsi eccessivamente verso il sistema bancario, riducendo quindi sensibilmente altre forme di finanziamento e i conseguenti oneri finanziari.

Sappiamo che una criticità delle cooperative sociali è la loro sottocapitalizzazione, e quindi la forte dipendenza dal sistema bancario tradizionale: col Prestito sociale si può iniziare a scegliere, e scegliere nella direzione di costruire imprese etiche.

Il Prestito sociale significa contemporaneamente per la cooperativa possibilità concreta di avviare investimenti per perseguire politiche di sviluppo, col fine ultimo di rispondere in tempi rapidi ai nuovi bisogni della società.

19 Novembre 2007 · Antonio Scognamiglio

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  • laura quadrini 18 Settembre 2009 at 06:32

    Dopo il prestito sociale oramai diffuso su internet è opinione diffusa che assisteremo presto ai mutui sociali, ovvero a dei mutui concessi da insiemi di privati privati ai privati.

    Tale fenomen dovrebbe rappresentare una valida alternativa al classico mutuo bancario e potrebbe, dicono gli esperti, aiutare a ribassare il tasso degli interessi del sistema tradizionale a cui è riconducibile l’inizio della crisi.

    In ogni caso il primo problema da affrontare è rappresentato dal dare delle garanzie a chi presta i soldi, sia esso un singolo provato o un insieme di più privati.