Le modifiche al pignoramento presso terzi nel codice di procedura civile - dichiarazione del terzo omessa o contestata

La legge di stabilità 2013 (numero 228 del 24/12/2012) ha modificato gli articoli 548 e 549 del codice di procedura civile inerenti il pignoramento presso terzi ed in particolare i casi di mancata o contestata dichiarazione del terzo.

Articolo 548 codice procedura civile - Mancata dichiarazione del terzo Se il pignoramento riguarda i crediti di cui all'articolo 545, terzo e quarto comma, quando il terzo non compare all'udienza stabilita, il credito pignorato, nei termini indicati dal creditore, si considera non contestato ai fini del procedimento in corso e dell'esecuzione fondata sul provvedimento di assegnazione, e il giudice provvede a norma degli articoli 552 o 553.

Fuori dei casi di cui al primo comma, quando all'udienza il creditore dichiara di non aver ricevuto la dichiarazione, il giudice, con ordinanza, fissa un'udienza successiva. L'ordinanza è notificata al terzo almeno dieci giorni prima della nuova udienza. Se questi non compare alla nuova udienza, il credito pignorato o il possesso del bene di appartenenza del debitore, nei termini indicati dal creditore, si considera non contestato a norma del primo comma.

Il terzo può impugnare nelle forme e nei termini di cui all'articolo 617, primo comma, l'ordinanza di assegnazione di crediti adottata a norma del presente articolo, se prova di non averne avuto tempestiva conoscenza per irregolarità della notifica o per caso fortuito o forza maggiore.

Secondo l'opinione di molti professionisti della materia,  fra i quali segnaliamo l'avvocato Raffaele Boccia, questa modifica, evidentemente finalizzata a ridurre il numero di procedimenti di accertamento dell'obbligo del terzo, potrebbe condurre a situazioni paradossali.

Non è, infatti, peregrino ipotizzare che, in materia di crediti di lavoro, il terzo che nulla abbia a che vedere col debitore (ad esempio, perchè il rapporto di lavoro sia cessato o non sia mai sorto),  si disinteressi (ritenendosi estraneo alla vicenda) di rendere la dovuta dichiarazione negativa comparendo in udienza. Ma, a quel punto, in base alla nuova normativa, il credito si riterrà non contestato e sarà tenuto a corrispondere le somme dovute al creditore. E qui sorge l'altro aspetto assurdo: su quale compenso si applicherà la trattenuta del quinto?

Forse, è questo il parere degli addetti ai lavori, sarebbe stato più opportuno modificare l'articolo 543 inserendo, tra i requisiti dell'atto di pignoramento, anche l'avvertimento che la mancata comparizione all'udienza comporterà le conseguenze di cui all'articolo548, così da allertare il terzo destinatario della notifica sulle gravi conseguenze della sua inerzia.

L'avvocato Edoardo Ferraro nutre, invece, un altro dubbio  Spesso, ove non arrivi la dichiarazione del terzo, si preferisce non iscrivere la causa a ruolo per non pagare il contributo unificato: una normativa del genere sembra fatta apposta per spingere a rischiare l`iscrizione a ruolo, nella speranza di ottenere un credito non contestato... e nella sicurezza per lo Stato di veder pagato un contributo unificato.

Infine, viene modificato anche l'articolo 549 codice procedura civile - Contestata dichiarazione del terzo Se sulla dichiarazione sorgono contestazioni, il giudice dell'esecuzione le risolve, compiuti i necessari accertamenti, con ordinanza.

L'ordinanza produce effetti ai fini del procedimento in corso e dell'esecuzione fondata sul provvedimento di assegnazione ed è impugnabile nelle forme e nei termini di cui all'articolo 617.

In sostanza, a partire dal 1 gennaio 2013, il credito si riterrà non contestato e verrà immediatamente e automaticamente assegnato al creditore procedente in caso di dichiarazione di quantità non resa dal datore di lavoro. Pertanto, nella procedura di pignoramento di stipendi, pensioni o altri redditi di natura alimentare (mantenimento dell'ex coniuge) la mancata comparizione in udienza del terzo pignorato non impedirà al Giudice di assegnare al creditore le quote spettanti in base al credito accertato.

Per pignoramenti presso terzi che non riguardano stipendi e pensioni, invece, il Giudice dell'esecuzione fisserà una nuova udienza a cui il terzo sarà chiamato a comparire per rendere la dichiarazione di quantità. Solo in caso di ulteriore inerzia da parte del terzo, il credito si riterrà non contestato e verrà assegnato dal Giudice al creditore procedente.

Qualora sorgano contestazioni sulla dichiarazione del terzo, queste verranno risolte dal Giudice dell'esecuzione, esperiti i necessari accertamenti. con ordinanza impugnabile.

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Stai leggendo Le modifiche al pignoramento presso terzi nel codice di procedura civile - dichiarazione del terzo omessa o contestata Autore Simone di Saintjust Articolo pubblicato il giorno 1 agosto 2010 Ultima modifica effettuata il giorno 19 settembre 2017 Classificato nella categoria pignoramento di stipendi e pensioni Inserito nella sezione pignoramento.

Commenti e domande

Per porre una domanda sul tema trattato nell'articolo (o commentarlo) e visualizzare il form per l'inserimento, devi prima accedere. Potrai utilizzare le tue credenziali Facebook oppure accedere velocemente come utente anonimo.
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  • golumec 7 giugno 2012 at 17:11

    Salve, una società agente della riscossione per il comune ha pignorato mio padre per cartelle non pagate, credo che non riusciranno ad ottenere il 1/5 della modesta pensione….possono rivalersi sul libretto di risparmio nominativo che ha mia madre? ( sono in comunione dei beni ma non mio padre non è tra gli intestatari del libretto)

    • Ludmilla Karadzic 7 giugno 2012 at 17:33

      Tutto dipende da quando è stato aperto il libretto e dall’epoca dei versamenti effettuati da sua madre rispetto alle scadenze delle obbligazioni tributarie non adempiute da suo padre. Insomma, sua madre dovrebbe essere in grado di escludere che i versamenti effettuati sul libretto non provengono dal mancato pagamento dei tributi da cui sono originate le cartelle. Tutto qui.

      E’ certamente difficile dimostrare la correlazione fra cartelle di suo padre e depositi sul libretto di sua madre. Ma, poichè lei ci chiede info …

  • piero 18 novembre 2009 at 09:42

    Sono un lavoratore autonomo che ha subito un pignoramento mobiliare da equitalia. Dopo la vendita di alcuni piccoli beni l’importo residuo è ancora molto alto. Sto x essere assunto da un azienda e quindi mi aspetto che mi venga pignorato un quinto dello tipendio. Oltre al pignoramento sullo stipendio equitalia continuerà a procedere anche con il pignoramento mobiliare?

    • c0cc0bill 18 novembre 2009 at 14:19

      Non credo, finchè sarà possibile riscuotere il quinto del suo stipendio.

  • kris 7 novembre 2009 at 12:06

    vorrei sapere se anche gli utili aziendali del libero professionsta possono essere pignorati nella misura del quinto. Es. se un libero professionista ha una dozzina di commitenti e viene pignorata una somma dovuta da uno di questi al professionista, è sempre nella misura del quinto?
    Ringrazio anticipatamente per la risposta e per ogni suo suggerimento.

    • c0cc0bill 18 novembre 2009 at 15:37

      Si parla del pignoramento nel “limite” del quinto dello stipendio (e delle pensioni) solo per lavoratori dipendenti ( e pensionati) di aziende pubbliche e private.

      Si tratta, se vogliamo, di una misura protettiva per i lavoratori dipendenti. Misura che non trova equivalenza nei riguardi di lavoratori autonomi e professionisti.

  • maria scalise 1 settembre 2009 at 13:01

    Differenza fra pignoramento presso terzi e pignoramento (mobiliare ed immobiliare)

    La differenza tra le prime due tipologie di pignoramento (pignoramento mobiliare e immobiliare) e quello presso terzi è semplice: nei primi due casi viene pignorato un bene, nel pignoramento presso terzi viene pignorato un credito.

    Praticamente nel pignoramento presso terzi vengono espropriati dei crediti del debitore verso terzi o beni mobili del debitore che si trovano presso terze persone.

    Possono essere classificati dei pignoramenti presso terzi, le pensioni, gli stipendi e qualsiasi bene di proprietà di chi si è fatto il debito. Possono essere disposte chiusure di conto corrente da parte del giudice e altre forme cautelative.

    Il precetto del pignoramento presso terzi è notificato sia al debitore che alla terza parte, la quale è convocata dal giudice per dichiarare “di quali cose o quali somme” il terzo e’ debitore o si trova in possesso.

    Il precetto intima alla terza parte di non disporre delle somme e dei beni dovuti senza ordine del giudice.

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