Indice del post il pignoramento del conto corrente

Prima di affrontare le questioni precipue relative al  pignoramento del conto corrente, è necessario accennare al contratto di deposito bancario ed al tipo di rapporto intercorrente fra istituto di credito e correntista. In forza del contratto di deposito bancario che intercorre tra il cliente e la banca,  questa acquista la proprietà della somma depositata  ed è obbligata a restituirla nella stessa specie monetaria (cfr. articolo 1834 del codice civile). Trattandosi di un contratto essenzialmente reale esso si  perfeziona con il deposito della somma e, qualora non sia stato convenuto un termine, la banca è tenuta alla restituzione delle stesse a richiesta [ ... leggi tutto » ]

In tale contesto va rilevato che la Corte di Cassazione, con la sentenza 1688/2009, ha affermato il principio di diritto secondo il quale, nell’espropriazione presso terzi di somme di denaro, oggetto del pignoramento è l'intero importo che il terzo deve al debitore esecutato e non la sola quota di essi equivalente a quanto indicato dal creditore procedente nell'azione di riscossione coattiva. Ne deriva che la banca presso la quale avviene il pignoramento del conto corrente è obbligata a vincolare l'intero suo debito (il saldo attivo alla data di notifica del pignoramento) nei confronti del debitore esecutato (il correntista) e [ ... leggi tutto » ]

Il tenore letterale della norma   prescrive che il terzo deve specificare di quali cose o di quali somme "è" debitore o "si trova" in possesso. Orbene la giurisprudenza afferma  che il credito deve esistere al momento della dichiarazione resa  (l’articolo 547, comma 1°, codice di procedura civile richiede che il terzo indichi, al momento della dichiarazione, “di quali somme è debitore”) a mezzo raccomandata a/r (nei casi ammissibili )  ovvero in udienza  o,  al più tardi, in caso di dichiarazione negativa,  al  momento  della pronuncia della successiva sentenza  resa a seguito del giudizio di accertamento dell'obbligo del terzo [ ... leggi tutto » ]

Tale ipotesi,  che apparentemente può apparire marginale,  è comune nella pratica e trova riscontro laddove l’errore (più o meno scusabile) è frutto della contabilizzazione degli assegni bancari o circolari.  Infatti, nel corso delle operazioni di  accredito o addebito, la banca assegna tre tipologie di date: contabile, valuta e disponibile. In caso di accredito di assegni bancari, lo slittamento della disponibilità è riconducibile al completamento dei tempi tecnici necessari alla banca per verificare la sussistenza di fondi presso il conto corrente della persona che ha emesso l'assegno stesso. Dunque può accadere che la banca abbia solo contabilizzato la somma riportata  [ ... leggi tutto » ]

Occorre ancora chiarire  il limite temporale  del perdurare del vincolo sulle somme assoggettate a pignoramento del conto corrente. Infatti, l’istituto di credito, a  seguito della notifica dell'atto di pignoramento del conto corrente, vincola il conto corrente stesso  rendendo le somme non più disponibili per il correntista.  Gli effetti pregiudizievoli permangono fino al successivo provvedimento dell'Autorità Giudiziaria che si concretizza o in un’ordinanza di assegnazione delle somme al creditore ovvero in una declaratoria di estinzione della procedura esecutiva per inattività del creditore procedente ex articolo 630 codice di procedura civile. La posizione del terzo (istituto di credito)  assume rilievo anche [ ... leggi tutto » ]

Del resto,  anche in questo caso,  soccorre  il tenore letterale della norma (articolo 543 codice di procedura civile), cui essenzialmente riconduce l’articolo 12 delle preleggi, che parla di atto notificato “personalmente al terzo” e al “debitore” quasi a far ritenere che il legislatore abbia inteso attribuire una priorità cronologica alla posizione del terzo. Nell’ipotesi in cui la notifica dell'atto di pignoramento del conto corrente non si sia perfezionata nei confronti del terzo (l'istituto di credito)  resta allora da chiedersi se il Funzionario U.N.E.P. debba procedere comunque alla notifica del pignoramento al debitore  ovvero debba restituire l’atto al creditore (istante) [ ... leggi tutto » ]

Come è noto, per quanto riguarda i limiti di pignorabilità di stipendi e pensioni, devono essere rispettati i seguenti principi base: la quota pignorata non può superare la metà del credito al netto delle ritenute (sia esso alimentare, da lavoro dipendente o da pensione); nel caso di cessioni e/o deleghe preesistenti alla notifica del pignoramento la quota pignorata non può eccedere la differenza fra metà dello stipendio/pensione al netto delle ritenute e l’importo già ceduto. Valgono, inolte, le seguenti regole: i crediti dal lavoro dipendente e da pensione possono essere pignorati per debiti alimentari entro la misura di un [ ... leggi tutto » ]

Secondo l’indirizzo prevalente, condiviso anche dalla giurisprudenza di legittimita' (come abbiamo già avuto modo di leggere nel precedente paragrafo) quando le somme di danaro vengono versate su di un conto corrente o su di un libretto postale, perdono la loro peculiarità, confondendosi con il restante patrimonio dell'esecutato. Il Tribunale di Sulmona, con l'ordinanza numero 120 del 20 marzo 2013, assume, invece, una posizione aderente all'orientamento minoritario secondo cui la natura privilegiata del rateo pensionistico permane anche se la medesima viene accreditata su di un conto corrente o un libretto di deposito, purché la natura del credito sia immediatamente riconoscibile [ ... leggi tutto » ]

Il pignoramento del conto corrente promosso dall'agente esattoriale (Equitalia) segue una procedura privilegiata rispetto a quella che deve adottare un normale creditore nel pignoramento presso terzi (articoli. 543 e seguenti del codice di procedura civile). Infatti, in base a quanto stabilito dell'articolo 72 bis del DPR 602/73 il concessionario della riscossione (Equitalia) può ordinare al terzo (nello specifico la banca) il pagamento di una somma in denaro senza citarlo in giudizio per verificare l'esistenza e la consistenza del credito che il debitore esecutato vanta nei suoi confronti. Molto limitate risultano, in tale contesto, le tutele a cui il debitore [ ... leggi tutto » ]

Stop ai pignoramenti sui conti correnti in banca o alle poste dove vengono versati i soldi di stipendi e pensioni. Lo ha deciso Equitalia con decorrenza immediata, stabilendo che la procedura di pignoramento del conto corrente va attivata solo se il debitore percepisce uno da stipendio o pensione pari o superiore a 5 mila euro. La decisione è contenuta in una circolare che il responsabile della divisione riscossione di Equitalia, Giancarlo Rossi, ha inviato agli amministratori delegati e ai direttori generali di tutte le società di riscossione partecipate. Lo stop riguarda solo il prelievo sui conti correnti (e solo [ ... leggi tutto » ]

Come abbiamo avuto modo di leggere nelle sezioni precedenti, le norme antiriciclaggio ed antievasione, attualmente in vigore, costringono lavoratori dipendenti e pensionati all'accredito obbligatorio, di stipendi e pensioni che superino i 1000 euro mensili, su conti correnti bancari e postali. Di questo obbligo, nel silenzio della legge, hanno sempre più frequentemente approfittato, negli ultimi tempi, sia Equitalia che i creditori ordinari (banche, finanziarie, privati). I quali, invece di avviare procedure giudiziali di riscossione coattiva finalizzate al pignoramento di stipendi e di pensioni, entro i limiti di legge, hanno pensato bene di "aggredire" direttamente il conto corrente del debitore esecutato. [ ... leggi tutto » ]

22 aprile 2013 · Simonetta Folliero

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Stai leggendo Indice del post Il Pignoramento del conto corrente Autore Simonetta Folliero Articolo pubblicato il giorno 22 aprile 2013 Ultima modifica effettuata il giorno 19 settembre 2017 Classificato nella categoria pignoramento del conto corrente bancario o postale Inserito nella sezione pignoramento del sito la comunità dei debitori e dei consumatori italiani.

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